Il Medioevo in giallo




Sinossi. Il libro – come Chiara Albertini sottolinea nella sua prefazione – si propone come un’approfondita analisi critica di Ellis Peters (pseudonimo di Edith Mary Pargeter), una scrittrice inglese del ‘900 la cui produzione letteraria ha riscosso un enorme successo nel campo del poliziesco, precisamente nel filone del «giallo storico»: un risultato motivato dal fascino che promana dal «mondo» medievale magistralmente evocato dalla scrittrice. Sulla sua opera, Chiara Albertini propone un saggio ricco di riferimenti e di richiami, di ordine storico e letterario, movendosi dai generali orizzonti del «giallo storico» alla bellezza dei singoli romanzi: uno studio brillante, denso di richiami alle stesse pagine della Peters, qui largamente citate, e capace di sollecitare negli appassionati del genere e della “bella scrittura” la ricerca di romanzi come questi, capaci di così coinvolgenti fascinazioni [Roberto Casalini].


Il Medioevo in giallo

di Chiara Albertini 

Il Ponte Vecchio 2022

Saggio, pag.160

 Recensione di Salvatore Argiolas

Lo straordinario successo del romanzo d’esordio di Umberto Eco, “Il nome della rosa”, vincitore del prestigioso premio Strega nel 1980 e inserito tra i migliori quindici gialli di tutti tempi da un sondaggio tenuto nel 1990 dalla Crime Writer’s Association, fece capire le grandi potenzialità della narrativa gialla inserita in un contesto storico tanto ricco di suggestioni come quello medioevale che era stato teatro anche di diversi gialli scritti da Edith Mary Pargeter, più nota come Ellis Peters.

Scrittrice prolifica, la Peters prima di cominciare il ciclo noto come “Cronache di Cadfael” scrisse numerosi libri, tra i quali diversi gialli che hanno come come protagonista l’ispettore George Felse ma è indubbiamente il monaco benedettino Cadfael, il suo personaggio più noto ed amato.

Il ciclo di Cadfael si compone di venti libri, a partire da “La bara d’argento” scritto nel 1977 per finire con “La penitenza di fratello Cadfael” del 1994 e copre il periodo che va dal 1137 sino al 1145 in cui è ambientato la sua ultima avventura.

La saga di fratello Cadfael costituisce un coerente universo narrativo esplorato con dovizia di particolari da Chiara Albertini nel suo saggio “Il medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peter” che mette in rilievo la grande bravura della giallista inglese nel ricreare un mondo molto aderente alla realtà storica e dove ogni libro esplora diversi aspetti peculiari di questa epoca storica.

Chiara Albertini cita un’osservazione di Andrew M. Greeley che, in “Armchair Detective” scrive che Ellis Peters ricostruisce la storia, la politica, la struttura sociale, la religione, la cultura e lo stile di vita dell’Inghilterra e del Galles del dodicesimo secolo in maniera così efficace da permettere ai lettori moderni di conoscere “monaci, cittadini, scudieri e nobiltà come conoscono i loro amici e vicini”, e afferma che Peters riesce a far sentire ai suoi lettori “la comune umanità che ci lega al mondo di questi abitanti, così diverso dal nostro.”

Chiara Albertini analizza i vari romanzi del ciclo di Cadfael per mettere in evidenza le caratteristiche che emergono nella trama come per esempio nel romanzo “Il rifugiato dell’abbazia” dove “Peters può esplorare, da un punto di vista storico, la concezione della donna e del suo ruolo all’interno della famiglia in epoca medievale, permettendo al lettore di comprendere le motivazioni, le dinamiche e i meccanismi emotivi, psicologici e sociali che si celano dietro al concepimento del delitto stesso.”

Il saggio esplora anche le modalità prettamente di genere che la giallista utilizza secondo un procedimento fisso costituito da quattro fasi: la scoperta del delitto, la presentazione degli indizi, lo sviluppo dell’inchiesta, la soluzione; si può notare che questo tipo di romanzo punta sulla curiosità del lettore e segue un percorso all’indietro: parte dall’effetto (il cadavere) per risalire alla causa (il colpevole e ciò che l’ha portato al delitto).

Particolare attenzione viene rivolta all’epoca storica che fa sfondo al ciclo, ma che è anche un fattore di grande interesse visto che “è un periodo estremamente turbolento nella storia inglese e gallese, poiché rappresenta la fase dell’anarchia, della guerra civile tra due cugini rivali, il re Stephen e l’imperatrice Maud, per la corona d’Inghilterra.”

Viene inoltre analizzato il legame di Ellis Peters con la località scelta per ambientare la saga, la contea dello Shropshire, al confine con il Galles che la stessa giallista definirà suo luogo dell’anima:

“Si troverà Shropshire, qualche barlume evanescente, qualche riflesso obliquo di esso, in tutto ciò che ho scritto e in tutto ciò che scriverò in futuro (…) lo Shropshire è semplicemente nel mio sangue e nel corso della creazione il sangue entra nell’inchiostro e mette in moto un battito cardiaco e una circolazione che danno vita alla terra.”

Questa citazione fornisce la chiave per capire il grande successo che continua ad arridere alla scrittrice inglese ed è l’amore, per la sua terra natale, per la storia, per i personaggi che ha creato e che racconta senza giudicarli ma mostrandoli ai lettori con i loro pregi ed i loro difetti e il bel saggio di Chiara Albertini esamina e approfondisce i punti salienti del ciclo di Fratello Cadfael che spesso durante la lettura di un giallo non vengono valutati nella loro valenza, nascosti dalla ricerca del colpevole ma che invece assumono un’importanza notevole perché costituiscono il fil rouge di una serie veramente molto interessante.

“Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters” è un saggio imperdibile per gli amanti dei gialli e specialmente per gli appassionati lettori e anche telespettatori, delle inchieste di Fratello Cadfael di cui viene evidenziata la grande capacità investigativa, perché comprende bene la psicologia, o meglio, ha una perfetta conoscenza delle anime, come un altro celebre religioso detective, Padre Brown creato dalla mente geniale di Gilbert Keith Chesterton.

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Chiara Albertini


Classe 1980. Dopo aver conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere a Bologna, frequenta un corso editoriale in “Tecniche di redazione: editing, correzione di bozze. Dalla carta al web”. Ha all’attivo il saggio “Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters” (Kimerik-2011) e il romanzo “Nel cuore di una donna” (Narcissus-2014).