Il NIX



il nix di nathan hill

Recensione di Valeria Martellotti


Autore: Nathan Hill

Editore: Rizzoli

Traduzione: Alberto Cristofori

Pagine: 768

Genere: Narrativa

Anno di Pubblicazione: 2017

 

 
 
 
 
 
 
 

Samuel Anderson, insegnante di letteratura in una piccola università, è decisamente incappato in un periodo nero.  Tutto ha inizio con la telefonata del suo vecchio editore. Pretende la restituzione dell’anticipo datogli dieci anni prima in occasione dell’uscita del suo primo romanzo. Nel frattempo, il giovane scrittore non ha buttato giù nemmeno una riga e ha usato i soldi per comprarsi una casa.

Di recente Samuel ha iniziato a investire buona parte del suo stipendio di insegnante nell’aggiornamento di un videogioco di nome Elfscape, trascurando di mangiare, dormire, pagare bollette e rate del mutuo, e ora è praticamente senza un soldo. Come se non bastasse, Laura Pottsdam, una allieva scoperta a copiare, è riuscita a metterlo in cattiva luce con la preside della facoltà che ora minaccia di licenziarlo.

Difficile risalire al momento in cui tutto ha iniziato a girare storto. La sfortuna sembra essersi accanita contro di lui. Mentre Samuel accarezza l’idea di mollare tutto e fuggire a Giacarta, gli arriva il colpo di grazia. Al telefono, Guy Periwinkle lo informa che sua madre è accusata di aver aggredito il governatore Sheldon Packer, candidato alla Casa Bianca. Non si vedono da quando, a nove anni, lei lo ha abbandonato, senza una spiegazione, lasciandolo solo a vivere come un orfano.

L’ultimo ricordo che ha di lei riguarda il racconto dell’antica leggenda del NIX, uno spirito delle acque che vola su e giù lungo la costa a caccia di bambini avventurosi e, una volta catturati, li uccide.


Corposo romanzo o raccolta di romanzi? Questo libro di quasi ottocento pagine raccoglie al suo interno diverse storie che potrebbero benissimo formare piccoli romanzi autonomi. Il lettore ne è un po’ disorientato, tanto che, ad un certo punto, fatica a ricordare il filo principale della trama, tanto è immerso nelle vite e vicissitudini di tutti i protagonisti che compongono la storia. Il libro, nonostante ciò, si legge velocemente grazie a una scrittura accattivante e leggera, scorrevole ed ironica.

I personaggi hanno tutti una storia alle spalle, spesso triste. La vita, in qualche modo, li ha messi a dura prova e loro hanno dovuto trovare una realtà alternativa a cui aggrapparsi per non affondare.

Il loro vissuto ci somiglia e ci si attacca addosso, è impossibile non provare simpatia per ciascuno di loro, giustificandone le scelte e minimizzandone i difetti.

L’autore ci svela la storia capitolo per capitolo, con continui salti temporali, portandoci indietro nel tempo, nell’America degli anni ’60, culla della protesta giovanile e studentesca caratterizzata dal “chiamarsi fuori” dall’ordine costituito.

Bella la caratterizzazione del divario tra due generazioni: i genitori, educati all’austerità, al tradizionalismo e i giovani che fanno tabula rasa del loro patrimonio culturale e ne cercano uno nuovo. In un periodo dove i valori della società capitalistica crollano, nascono movimenti per i diritti civili interrazziali, si afferma il femminismo e le droghe diventano un fenomeno sociale, assistiamo allo smantellamento delle tradizioni.

Come si inserisce in questa trama una antica leggenda norvegese?

Il NIX, secondo me, simboleggia la fine di un sogno, l’invito a non fidarsi delle cose troppo belle per essere vere. Soprattutto la spinta a lasciarsi il passato alle spalle, e ad affrontare con coraggio il futuro.

 

 

 

 

 

Nathan Hill


è nato in Iowa e ha poi vissuto in diverse città, fino a stabilirsi in Florida, a Naples. Già autore di rac-conti, nel 2016 esordisce con questo romanzo, per il quale ha ricevuto apprezzamenti entusiastici. Tra i migliori libri dell’anno secondo i più importanti quotidiani americani (The New York Times, The Washington Post), già opzionato dal regista J.J. Abrams e Meryl Streep per una trasposizione tv, Il Nix sarà pubblicato in 25 Paesi.