Il rumore del silenzio




Sinossi. Shelby Lake, abbandonata ancora in fasce in una fredda notte invernale, viene salvata dallo sceriffo Tom Ginn dopo che questi ha assistito a un presagio: un bellissimo gufo delle nevi appollaiato sulla sua barca. Più di vent’anni dopo, quando Shelby è a sua volta entrata in polizia, vede lo stesso segno inconfondibile e capisce che qualcosa sta per succedere. Lungo la strada, in mezzo al bosco, viene trovata la bici di Jeremiah Sloan, un ragazzino di dieci anni. Attorno alla bici c’è solo la foresta, il silenzio di chi mantiene un segreto e i grandi laghi del nord. Dov’è finito Jeremiah? Perché suo fratello mente? Perché la migliore amica di Shelby cerca di nasconderle qualcosa? C’è qualcuno che dice la verità? Persino Tom, il padre adottivo dell’agente Lake, cela qualcosa. Più Shelby indaga a fondo, più emergono i lati peggiori e sconvolgenti delle persone che le stanno attorno. Nemmeno l’aiuto dei federali serve a sbloccare la situazione. Il tempo passa, le speranze vacillano. La neve nella quale è sommerso il mistero è sempre più profonda. Riuscirà Shelby a scovare la luce in mezzo alla fitta rete di menzogne? La scomparsa di un bambino è la scomparsa della verità. Ma se quella verità dovesse finalmente emergere, ogni esistenza ne sarebbe sconvolta. Persino la sua.

 IL RUMORE DEL SILENZIO

di Brian Freeman

Piemme 2023

Alfredo Colitto ( Traduttore )

Thriller, pag.384

 Recensione di Marina Toniolo

Un inizio in sordina e una storia che via via va intensificandosi caratterizza questo thriller di Freeman.

‘Il rumore del silenzio’ è ambientato nella piccola contea di Mittel, nella regione dei Grandi Laghi. Paesaggi mozzafiato che inframezzano boschi e laghetti e case distanti decine di chilometri una dalle altre. Tutti si conoscono alla perfezione ma i segreti di ognuno restano ben ancorati negli armadi di casa.
Raccontato in prima persona a guisa di diario da Shelby Lake, ripercorre la tragica sparizione di Jeremiah a soli dieci anni e le indagini che si susseguono nel corso del tempo per far luce su un mistero che impatta la vita dell’intera cittadina. Neppure l’arrivo dei federali riesce a portare uno spiraglio di luce: bisogna attendere il tempo e la maturità dei singoli personaggi perché tutti i pezzi del puzzle si incastrino.

Scritto con una deliziosa e intensa psicologia che rende appieno le diverse sfumature caratteriali e, questo mi ha colpita particolarmente, affronta gli inizi e lo sviluppo della demenza senile precoce, in questo caso nello sceriffo padre di Shelby, e di come le persone vicine possono aiutare ed aiutarsi a fronteggiare i pericoli che ne derivano.
Tutti i piccoli episodi descritti sono concatenati con rigore e sono voce della realtà dei singoli: un amore che può nascere ma che per esigenze lavorative si tramuta in una solida amicizia, l’uso di droga e la produzione della stessa nei boschi sperduti, le sorellanze che nascono nell’infanzia e che perdurano nel corso degli anni o che si perdono a causa del carattere o delle diverse aspirazioni di vita.

Un inno alla giustizia che trionfa pur con l’amaro in bocca poiché ‘Il rumore del silenzio’ è il rumore che fanno i segreti, è la devastazione fisica e psichica come conseguenza al non detto o non fatto. L’insegnamento che se ne trae è di essere sempre limpidi accettando le conseguenze come segno di maturità. E di dar retta ai sogni premonitori perché sono la voce dell’istinto e possono indirizzare nella direzione giusta da intraprendere.

Leggendo mi sono dovuta ricredere dallo scetticismo iniziale:

è un thriller gustoso che fa apprezzare le ore che gli si dedicano non volendo mai arrivare al termine.

Posso ben comprendere così come mai Brian Freeman sia molto apprezzato: se ogni suo romanzo ha stile e peculiarità uniche allora merita di conoscerlo a fondo.

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Brian Freeman


nato a Chicago nel 1963, è un autore amatissimo anche in Italia, dove ha avuto Giorgio Faletti fra i suoi principali ammiratori. È uno dei maggiori autori americani di thriller, in Italia ha pubblicato ‘Immoral ‘(Piemme, 2006), che ha vinto il Macavity Award come miglior opera prima, ‘Il veleno del sangue’ (Piemme, 2013), vincitore degli International Thriller Awards, ‘La ragazza di pietra’ (2014), ‘Ai morti non dire addio’ (2016) e ‘La donna che cancellava i ricordi’ (Piemme, 2017), che inaugura una nuova serie, con un nuovo protagonista, il tormentato detective Easton. Ha scritto anche: ‘Il giorno più buio’ (Piemme, 2018), ‘La verità sbagliata’ (Piemme, 2019) e ‘Doppia identità’ (Piemme, 2020). Scritto precedentemente con Robert Ludlum è uscito nel 2021 ‘Bourne. Bersaglio in movimento’ (Rizzoli).

A cura di Marina Toniolo 

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