In bocca al lupo




In bocca al lupo: La serie Jackson Lamb

Recensione di Giulia Manna


Autore: Mick Herron

Traduzione: Alfredo Colitto

Editore: Feltrinelli

Genere: Thriller, spy story

Pagine: 336

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Se sei stato uno sbirro una volta, lo sarai per sempre.  Vale per Jackson Lamb e i suoi uomini, “i Brocchi”: un branco di agenti segreti che l’intelligence ha allontanato perché avevano commesso qualche errore imperdonabile o coltivato un vizietto di troppo, senza però riuscire mai ad azzopparli del tutto. E vale per Dickie Bow. Un vecchio leone, per giunta cresciuto allo “zoo” di Berlino in piena Guerra fredda. Un’ombra capace di infiltrarsi ovunque, di stare alle calcagna del suo target per mesi e carpirne i segreti. Almeno finché non viene trovato morto su un autobus vicino a Oxford. Jackson Lamb è stato a Berlino con Dickie prima della caduta del Muro. E ora possiede il suo cellulare e il suo ultimo segreto, oltre a sospettare che qualcuno stia escogitando un’operazione in vecchio stile sovietico proprio nella tana del lupo, in piena Londra e sotto al naso dei servizi segreti.  La perfetta occasione di riscatto per i Brocchi.

 

Recensione

La serie capitanata dall’irrequieto agente del MI5, Jackson Lamb, non delude mai. Non c’è bisogno di leggere i precedenti o di aver letto il capolavoro indiscusso “Un covo di bastardi” che ha portato la serie al successo internazionale. E’ un’avvincente storia di spionaggio indipendente dai precedenti. Dimenticatevi l’elegante agente 007, il rozzo Lamb fa sul serio!

Dickie Bow, vecchio leone in pensione, viene trovato morto. Pare un incidente e l’unico che non crede a questa versione è solo Jackson Lamb. Gli stessi uomini della sua squadra, i Brocchi, sono convinti che questa volta il loro capo si sbagli di grosso. Dopo l’incidente, sembra vedere attentati e spie sovietiche ovunque. Forse la voglia di riscattarsi ha preso il sopravvento sulla ragione.

Dickie, poco prima di morire, si comportava in modo strano, ma capita spesso agli agenti segreti in pensione di lasciarsi andare e fare una brutta fine. L’attenzione di Lamb ricade su un banalissimo dettaglio più da uomo perennemente ubriaco che da persona sobria, ovvero diceva di essere stato rapito da: Alexander Popov. Si tratta di una spia russa mai esistita. Una leggenda capace di mettere in soggezione qualsiasi agente dei servizi segreti, perché Popov “era uno spaventapasseri. Un cappello ed una giacca su due bastoni incrociati e niente di più”. Una specie di illusionista. “E la più grande furbizia del diavolo è quella di aver convinto la gente della sua inesistenza”.

Eppure qualcuno questa leggenda deve averla inventata. Sembra poco o pura pazzia, ma tanto basta a scatenare il vulcanico Lamb.

Ottima spy-story. Una violenta partita a scacchi dove nessuno si fa scrupoli e dove si è pronti a giocare singola pedina.
 
 
 
 

Mick Herron


Mick Herron scrittore britannico di romanzi gialli. Il quotidiano inglese The Daily Telegraph ha inserito il suo romanzo Un covo di bastardi tra le 20 migliori “spy novel” di tutti i tempi.

 

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