Intervista a Timothy Casanova




A tu per tu con l’autore


Timothy Casanova si da il caso sia anche il protagonista di questo bel romanzo pulp. Da dove nasce l’idea di questa storia ? Chi tra i due Timothy Casanova l’ha raccontata all’altro?

Ognuno di noi può provare ad immaginare se fosse nato in un luogo, in un contesto, in una cultura completamente differenti. Chi saremmo se fossimo nati, col nostro corpo e la nostra mente, invece che in Italia, a Rio de Janeiro, a Kinshasa o a Ulan-Bator? Sicuramente persone simili a noi, ma anche molto diverse per parecchi aspetti. Caratteriali e comportamentali. Io ho calato me stesso, Timothy Casanova, in un contesto molto diverso da quello in cui sono nato e mi sono appassionato nel raccontare le storie vissute dall’altro Timothy Casanova: quello che sarei potuto essere.

Mi sono divertita moltissimo a leggere Fashion Mafia, che ho trovato dinamico, originale, ben scritto e descritto. Ottimo l’approfondimento dei personaggi e la documentazione sulle dinamiche interne di famiglie e cosche. Ho l’impressione che per arrivare a confezionare questo libro ci siano voluti molto lavoro e molta ricerca. Ci racconti il background sul quale si fonda la tua storia?

Il mio modo di scrivere si ispira a come scriveva i libri Isaac Asimov. Prima di tutto la stesura globale della storia, dall’inizio alla parola “fine”. Il tutto raccolto in quattro o cinque pagine. Poi lo svolgimento, sapendo, a questo punto, dove andrà a finire la storia. Per ogni punto trattato in cui non ne sapessi abbastanza, gli approfondimenti sono stati una parte molto appassionante del lavoro. Molte delle cose che ho appreso sono finite dentro al libro, ma solo se necessarie alla narrazione e al divertimento. Non è un libro didattico!

Mi complimento con te per l’ironia intelligente della tua scrittura, per il tuo ribaltare stereotipi rendendoli freschi e nuovi seppur riconoscibili. Innovare senza snaturare è davvero un pregio raro. Farlo con eleganza, ancora più raro. Tratteggiare i personaggi con leggerezza e distacco solo apparenti, disegnando più di un sorriso sulla bocca del lettore, ma allo stesso tempo dar loro spessore e dimensione, coerenza e credibilità.. potresti approfondire questi aspetti e raccontarci come sei riuscito ad individuare, catturare e rendere tutte queste sfumature? Chi hai osservato? Cosa hai inventato di sana pianta?

Bella domanda. Ciò che tu descrivi è esattamente ciò che sono gli esseri umani. Divertenti, pericolosi, annoianti, stimolanti, simpatici, angoscianti. Sorridono mentre pensano a come ucciderti. Si sfondano di cibo mentre immaginano una dieta. Tutte le persone che conosciamo bene hanno il loro spessore, la loro complessità. Osservo sempre con attenzione chi sta intorno a me e cerco di fare mie le emozioni che colgo. Descrivere tutto questo oppure no è la differenza tra tratteggiare un personaggio o una persona. I primi hanno solo lo scopo di far scorrere la storia. Le seconde ci fanno innamorare di loro e del loro destino. Nei miei libri voglio solo persone e non personaggi, quindi nel descriverle metto tutta la cura e la profondità di cui sono capace.

Oltre al protagonista, per il quale non si può non tifare ed empatizzare, moderno Casanova di nome e di fatto, confesso un debole per il Commissario Stuperi. Figura riuscitissima che spero avrà ancora più spazio nei tuoi prossimi romanzi. Già, perché Fashion Mafia, avrà un seguito vero?

Sì, Fashion Mafia è il primo di una serie di libri. Dopo i successi dei Commissari più famosi, ne sono nati a centinaia che hanno tentato di riempire le librerie. È il momento di avviare una serie dedicata ad un eroe positivo-negativo, alla Arsenio Lupin, capace di coinvolgerci in trame sbagliate ma con l’atteggiamento giusto. Stuperi è la faccia della legge. Intelligente e retto. Tornerà anche lui.

Hai, tra gli altri meriti, una forte padronanza della scrittura nella sua declinazione più evocativa, di resa delle immagini. Trovo Fashion Mafia adattissimo infatti ad una trasposizione televisiva. Tra “Pulp fiction” e “Quei bravi ragazzi”, quale di questi film, o quale altro, ti ha influenzato maggiormente?

In effetti Timothy è un possibile personaggio televisivo. Contatti in tal senso sono già avviati. I film che mi hanno più influenzato non sono direttamente di mafia. Sono più dei film di emozioni crude, di realismo senza filtri. Bastardi senza gloria, Spy Game, anche molti film diretti da Clint Eastwood. Tutte storie in cui il mondo funziona nel cinema esattamente come funziona nella realtà. Tra i film di mafia, infatti, il mio preferito è il più arido e privo sogni che sia stato prodotto: Casinò.

Che lettore sei Timothy? Tra i tuoi generi e Autori preferiti, che posto ha, se ne ha, il Thriller nordico?

Sono un lettore avido ma assai selettivo. Ci metto un bel po’ a permettere ad un nuovo autore di entrare nella schiera dei miei favoriti. Mi piace la fantascienza “Asimoviana”, lo spionaggio da guerra fredda e i thriller ben costruiti. Tra quelli nordici amo l’universo descritto da Stieg Larsson, ma ho letto con sincero stupore storie di Arnaldur Indridiason. La sua descrizione delle atmosfere rarefatte islandesi, della poca gente ma delle tante emozioni. Del gelo, del buio, della desolazione, eppure della vita nascosta dove non ti aspetti.Sicuramente in futuro ambienterò una storia di Timothy Casanova in un luogo del genere. Il contrasto tra sole e nebbia, tra folla e vuoto sarà assolutamente esaltante da descrivere.

Timothy Casanova

Ringrazio davvero moltissimo Timothy Casanova , un Autore da seguire, un talento brillante e mai scontato! Alla prossima, si brinda a Spritz!

Sabrina De Bastiani

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