Focus sul giallo giapponese. Keigo Higashino




Speciale

di

Salvatore Argiolas


Keigo Higashino è sicuramente uno dei giallisti giapponesi più interessanti e conosciuti. Nato nel 1958 ha scritto tantissimi romanzi ma è diventato celebre con la serie del detective Galileo e soprattutto con “Il sospettato X”, terzo episodio della saga del professore di fisica Yukawa Manabu che per la sua assoluta dedizione alla logica viene chiamato “detective Galileo” con palese riferimento allo scienziato italiano che ha introdotto il metodo sperimentale nell’indagine scientifica.

Il legame di Yukawa con i vari casi criminali è dato dalla sua amicizia con il detective Kusanagi e dalla volta che non ce l’ha fatta a sopportare i suoi sproloqui e l’ha corretto consentendogli di risolvere il caso, è diventato un consulente non ufficiale della polizia.

Questi gialli fanno parte del sottogenere chiamato “Inverted detective story” in cui noi conosciamo perfettamente sia lo sciagurato assassino sia il modo in cui ha compiuto l’omicidio e vediamo l’inchiesta con gli occhi del colpevole.

Questa filiazione del giallo classico è nota chiamata anche “howcatchem” cioè “come li abbiamo scoperti” ed è famosa principalmente per gli episodi televisivi del Tenente Colombo, che però non è stato il capostipite di questo particolare filone del giallo in cui palpitiamo, tremiamo e quasi facciamo tifo per il colpevole e che ha come progenitore Richard Austin Freeman grande autore dell’epoca d’oro del giallo e creatore dell’investigatore scienziato dottor Thorndyke, che afferma di esser stato il primo a ideare questo sottogenere:

Nel 1912, nella raccolta di racconti “The Singing Bone” ideai, come esperimento, un’indagine story capovolta “an inverted detective story”, in due parti. La prima parte è una minuziosa e dettagliata descrizione del delitto partendo dagli antefatti, dai motivi e dalle circostanze sottese.

Il lettore vede il delitto, conosce tutto del colpevole ed è in possesso di tutti i fatti e sembra che non ci sia nient’altro da dire. Ma penso che il lettore venga tanto colpito dal crimine che possa anche tralasciare qualche prova così che la seconda parte in cui avviene l’indagine sull’omicidio può parere qualcosa di inedito.”

Il sospettato X”, del 2005, è un giallo costruito con grande abilità mettendo a confronto due menti eccezionali che si sfidano come in una partita a scacchi avente come sfidanti Yukawa e Ishigami Tetsuya, un professore di matematica compagno di studi di Yukawa che lo ricorda così: “non uso spesso la parola genio, ma nel suo caso è appropriata. Uno dei nostri professori diceva che uno studente così lo si incontra ogni cinquanta o cento anni. Anche se eravamo in dipartimenti diversi le voci giravano.” e quando qualcuno mette in dubbio la grande intelligenza di Ishigami dicendo che anche i geni sbagliano Yukawa risponde che se i geni possono sbagliare questo non può avvenire con Ishigami.

 

 

Come in tutte le “inverted detective story” conosciamo benissimo l’assassino che in questo caso è Yasuko Hanaoka, donna vittima dello stalking dell’ex marito che la perseguita, e che uccide l’uomo con la complicità della figlia Misato. Per sua fortuna corre in suo soccorso il vicino Ishigami che la aiuta a confondere le prove con la sua logica infallibile, creando una serie di azioni diversive, riuscendo con successo a far deragliare le indagini.

La tensione del giallo vive sullo scontro tra le due menti che si fronteggiano nella lotta titanica della comprensione della logica matematica insita nella bellezza del piano di Ishigami che porta tutti a cercare fatti e moventi dove non ci possono essere prove ma se dal punto di vista logico la sua strategia è perfetta il suo tallone d’Achille è di natura sentimentale.

Da questo intrigante giallo è stato tratto il film “Suspect X” uscito in Giappone nel 2008 riscuotendo un grande successo di pubblico. Il film è stato concepito come atto finale di una serie televisiva intitolata “Galileo” basata sui gialli di Higashino, articolata in dieci episodi, anche se la protagonista è la detective Utsumi Kaoru invece di Kurasami come accade nei libri.

Utsumi è invece presente nell’ottimo giallo “L’impeccabile”, del 2008, dove grazie ad un’intuizione geniale scaturita da alcuni bicchieri messi ad aciugare, riesce a tessere una teoria investigativa alternativa a quella suggerita dai fatti. Utsumi però non riesce a convincere il suo superiore e si rivolge di nascosto a Galileo che ha litigato con Kurasami per la sua intransigente mancanza di elasticità mentale.

Lo schema del romanzo è simile a quello del “Sospettato X”, dove il punto focale della trama è quello di capire come l’impeccabile Ayane possa aver avvelenato il marito per essendo a centinaia di chilometri di distanza. Soltanto l’ostinazione e il pensiero logico di Galileo, ben coadiuvato dalla giovane Utsumi riuscirà a trovare una soluzione al difficile.

La narrativa di Keigo Higashino è ricca di personaggi femminili forti, capaci di costruire un progetto impegnativo e portarlo a termine con dedizione e perseveranza, a dispetto di ogni condizionamento.

Anche in “Sotto il sole di mezzanotte” troviamo una ragazza, Yukiho, che da un misero appartamento, con le sue doti naturali affinate dall’educazione impartitele dalla madre adottiva, in breve tempo diventa imprenditrice di successo e donna di classe inimitabile.

Sotto il sole di mezzanotte”, del 1999, non fa parte del ciclo “Galileo” ed è un giallo molto complesso che parte dall’omicidio di un gestore di un banco di pegni e si snoda lungo l’arco di vent’anni seguendo l’ossessione di Sasagaki, detective implacabile che lentamente accumula ipotesi, suggestioni e indizi per riuscire a squarciare una fitta coltre di segreti e misteri sino al finale amaro e sorprendente.

La trama ci porta anche a conoscere un ventennio di vita nipponica dall’espansione economica degli anni settanta, con la nascita dell’industria elettronica, sino allo scoppio della bolla immobiliare e seguendo la sorte dei protagonisti conosciamo aspetti e particolarità della storia giapponese e non mancano anche pagine di critica sociale:

E’ un quartiere spento. Le persone che ci abitano sono esseri insignificanti, piccoli insetti che si agitano sporchi e coperti di polvere. L’unica cosa che brilla sono i loro occhi. E’ un posto dove bisogna stare all’erta” dice un personaggio parlando di Osaka, che è anche la città natale di Higashino.

Filastrocca per l’assassino”che è molto più remoto, essendo stato pubblicato in Giappone nel 1986, ha invece un impianto più tradizionale seguendo stilemi del giallo classico all’inglese, molto sensibile alle suggestioni suscitate dalle nenie infantili chiamate “Nursery Rhymes”.

Anche questa volta sono le filastrocche di Mamma Oca, come nei libri più noti di questo genere molto particolare, ad esempio “L’enigma dell’alfiere” di S. S. Van Dine, a popolare la trama ma stavolta il giallo è ambientato in Giappone e l’ambientazione è fiabesca, incentrata su una eccentrica casa all’inglese, riconvertita in una pensione in alta montagna chiamata “Mamma Oca”.

Due ragazze cercano di capire i motivi dello strano suicidio del fratello di una di loro e nell’indagine si imbattono in una catena di filastrocche che le porteranno a scoprire un segreto antico che però causa ancora vittime.

Per ambientato in Giappone “Filastrocca per l’assassino” ha il sapore dei vecchi gialli deduttivi e per non farsi mancare niente contiene anche una pregevole “camera chiusa”.

Sono particolarmente brillanti le due protagoniste, Makoto e Naoko ragazze scaltre e astute che riescono a risolvere l’enigma pur essendo basato su tradizioni anglosassoni estranee alla loro cultura ma il loro approccio deduttivo di supporto alle indagini della polizia porta a risolvere il caso di diverse morti sulle rime di una filastrocca.

“Chi ha ucciso il pettirosso?”

“Io rispose il passero”.

Autore di tantissimi gialli e vincitore di numerosi premi Higashino è stato poco tradotto in italiano ma bastano questi pochi libri per far capire la qualità della sua narrativa e immaginare quante perle potrebbero regalarci le case editrici che decidessero di pescare nella sterminata lista della produzione di questo vero e proprio campione del giallo giapponese.

 

 

 

Keigo Higashino


Keigo Higashino: (Osaka, 1958) è un autore di culto in Giappone. Prima di dedicarsi completamente alla scrittura ha lavorato come ingegnere. A 27 anni ha vinto il prestigioso premio per inediti Edogawa Rampo. Ha pubblicato saggi, storie per bambini, romanzi, ma è conosciuto soprattutto per i suoi thriller, tutti bestseller pluripremiati dalla critica da cui sono stati tratti film e serie tv di enorme successo.