La discliplina di Penelope




Recensione di Anthony Brigida


Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Mondadori

Genere: Gialli

Pagine: 192

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. Penelope si sveglia nella casa di uno sconosciuto, dopo l’ennesima notte sprecata. Va via silenziosa e solitaria, attraverso le strade livide dell’autunno milanese. Faceva il pubblico ministero, poi un misterioso incidente ha messo drammaticamente fine alla sua carriera. Un giorno si presenta da lei un uomo che è stato indagato per l’omicidio della moglie. Il procedimento si è concluso con l’archiviazione ma non ha cancellato i terribili sospetti da cui era sorto. L’uomo le chiede di occuparsi del caso, per recuperare l’onore perduto, per sapere cosa rispondere alla sua bambina quando, diventata grande, chiederà della madre. Penelope, dopo un iniziale rifiuto, si lascia convincere dall’insistenza di un suo vecchio amico, cronista di nera. Comincia così un’appassionante investigazione che si snoda fra vie sconosciute della città e ricordi di una vita che non torna. Con questo romanzo – ritmato da una scrittura che non lascia scampo – Gianrico Carofiglio ci consegna una figura femminile dai tratti epici. Una donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Un personaggio che rimane a lungo nel cuore, ben oltre l’ultima pagina del sorprendente finale.

RECENSIONE


Per la prima volta mi tuffo in una lettura di Carofiglio e non avrei potuto scegliere momento migliore in quanto l’autore fa conoscere ai suoi lettori un nuovo personaggio, Penelope.

La protagonista assoluta di questo giallo tutto italiano è appunto Penelope Spada, una donna con un passato da pubblico ministero che ora s’improvvisa “investigatrice privata”. Le vicende sono ambientate  a Milano, un giorno un uomo si presenta da lei chiedendogli di investigare sull’omicidio della moglie, il caso è stato archiviato gettando però ancora molte ombre sul marito, primo ed unico indagato. L’uomo nonostante l’archiaviazione vuole a tutti costi scoprire chi ha assassinato la moglie e poter dare delle risposte alla figlia minorenne quando quest’ultima crescerà, togliendosi di dosso le ombre che questo omicidio porta con sè.

Penelope con un passato non facile e poco chiaro per qualcosa successo quando era un pubblico ministero, ora si diletta in qualche indagine. Ufficialmente non avendo la licenza non potrebbe fare ciò che fa ma ufficiosamente e se per una giusta causa mette a disposizione la sua esperienza per indagare su alcuni casi delicati, come questo.

Con non poca diffidenza decide di accettare il caso ed è da qui che inizia il racconto di una bellissima indagine, raccontata da Carofiglio in modo esemplare donandoci un personaggio assolutamente centrato e di assoluto splendore.

Penelope Spada è una donna con un forte carattere, un umorismo tagliente, dotata di un ottima intelligenza, determinata, testarda e dannatamente umana. Come ogni essere umano che si rispetti ha i suoi vizi che nel suo caso sono fumare e farsi un bicchierino di troppo. Tutti questi aspetti la rendono unica e davvero interessante, donandole un esordio da urlo.

Come premesso è il mio primo libro di Carofiglio e posso dire che la lettura è piacevole, scorrevole e fila liscia come l’olio. Quello che mi viene da dire nonostante non abbia metodi di paragone sull’autore, è che il suo stile di scrittura è semplice, sembra che scriva proprio come parla.

Semplicemente soddisfatto su ogni punto di vista sia per il personaggio da lui creato, sia per come ha strutturato il libro e sia per come ha snocciolato l’indagine, passo dopo passo.

I personaggi secondari s’incastrano bene con la protagonista, tutto è molto credibile e reale. Anche l’ambientazione, strade e zone del capoluogo lombardo sono riportate perfettamente, guidandoci nella “mia” Milano in modo molto naturale e ritrovando molte delle ambientazioni.

Tirando le conclusioni, da questa inaspettata scoperta su Carofiglio, spero vivamente di poter ritrovare il personaggio di Penelope Spada, valore aggiunto di tutta la lettura. I presupposti ci sono tutti, visto il passato poco chiaro del ex pubblico ministero e resta la speranza di ritrovare anche la stessa semplicità di lettura e la stessa sostanza ritrovata in questo racconto.

Buona lettura a tutti

e…

CIN CIN a voi.

A cura di Anthony Brigida

www.instagram.com/let.sreadtogether

 

Gianrico Carofiglio


Magistrato dal 1986, ha lavorato come pretore a Prato, Pubblico Ministero a Foggia e come Sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Bari. È stato eletto senatore per il Partito Democratico nel 2008. Il suo primo romanzo è del 2002, Testimone inconsapevole, edito da Sellerio. Con quest’opera Carofiglio ha inaugurato il legal thriller italiano. Il romanzo, che introduce il personaggio dell’avvocato Guido Guerrieri, ottiene vari riconoscimenti riservati alle opere prime, tra cui il Premio del Giovedì “Marisa Rusconi”, il premio Rhegium Iulii, il premio Città di Cuneo e il Premio Città di Chiavari. Sempre con protagonista Guerrieri, da Sellerio seguono nel 2003 Ad occhi chiusi (premio Lido di Camaiore, premio delle Biblioteche di Roma e “miglior noir internazionale dell’anno” 2007 in Germania secondo una giuria di librai e giornalisti) e nel 2006 Ragionevoli dubbi, premio Fregene e premio Viadana nel 2007, premio Tropea nel 2008. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo Il passato è una terra straniera (Rizzoli, 2004), premio Bancarella 2005, da cui è tratto l’omonimo film prodotto da Fandango nel 2008; con il fratello Francesco la graphic novel 2Cacciatori nelle tenebre (Rizzoli 2007), premio Martoglio; L’arte del dubbio (Sellerio 2007); Né qui né altrove (Laterza 2008); Il paradosso del poliziotto (Nottetempo 2009); Le perfezioni provvisorie (Sellerio 2010); Il silenzio dell’onda (Rizzoli 2011), Il bordo vertiginoso delle cose (Rizzoli 2013)La casa nel bosco (scritto con il fratello Francesco, 2014). Tra le più recenti pubblicazioni Einaudi si ricordano: Una mutevole verità (2014) e la nuova indagine di Guido Guerrieri La regola dell’equilibrio, Passeggeri notturni e L’estate fredda(2016); Alle tre del mattino (2017), La misura del tempo (2019) e Non esiste saggezza. Edizione definitiva (2020). Altre sue pubblicazioni sono: Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose. (Feltrinelli, 2020) e La disciplina di Penelope (Mondadori, 2021). Premio Speciale alla carriera della XXVII edizione del premio letterario Castelfiorentino di Poesia e Narrativa 2016.

 

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