La donna che fugge




Alicia Giménez-Bartlett


DETTAGLI:

Traduttore: Maria Nicola

Editore: Sellerio

Genere: Giallo, noir

Pagine: 448

Anno edizione: 2024

Sinossi. Petra Delicado torna con un’indagine tra gli ambulanti dello street food, avventurieri per alcuni, ma che invece il vice Garzón considera solo «saltimbanchi senza tetto». Da qui, le schermaglie comico-giocose tra l’ispettrice e il suo aiutante, che danno il ritmo a tutta la serie di Petra. Un dialogo supportato dai riusciti personaggi di contorno, come ad esempio Bob Castillo, simpatico quarantenne che fin da subito li aiuta nell’inchiesta. Perché il suo socio è stato ucciso, accoltellato al cuore, proprio dentro al furgone che era il ristorante all’aperto di specialità francesi dei due e fungeva da casa su ruote. Scavando, Petra e Garzón scoprono una ricevuta intestata a una francese. Ma la donna è irreperibile all’ultimo indirizzo conosciuto. Il suo passaporto è addirittura un falso. E risulta falso anche quello della vittima. Un «tunnel di cui non si vede l’uscita» che rafforzerebbe l’ipotesi del commissario Coronas, che cioè si tratti di un caso di criminalità organizzata. Ma Petra non è convinta. Così, scarpinando in tutta l’immensità urbana e umana di Barcellona, insieme a Garzón si infiltra in un vero e proprio gioco d’ombre. «Inseguivamo due fantasmi, due fotografie in realtà». In un «procedurale» – secondo la classificazione narrativa dei polizieschi che raccontano passo per passo l’azione dei detective in tempo reale –, però ricco, oltre che di umori picareschi, di satira sociale. Petra Delicado, ispettrice della Policía Nacional di Barcellona, è una detective hard boiled al femminile immersa in un «giallo latino». È femminista, senza disdegnare cose quali l’intuito femminile: «In fin dei conti, quello dell’intuito femminile è uno dei cliché meno fastidiosi in circolazione».

 A cura di Edoardo Guerrini


Questa nuova, quattordicesima indagine di Petra Delicado, ispettrice di polizia che come sempre lavora con il suo vice Firmin Garzón, si configura come un romanzo police procedural,ma soprattutto veste i colori del noir propriamente detto.

Indagando sull’omicidio di un cuoco che lavorava in un food truck, ovvero un camper attrezzato con cucina in modo da servire da ristorante di strada girando per svariate fiere comunali in tutta la Catalogna insieme a molti altri mezzi analoghi, l’ispettrice e il vice ispettore si ritrovano a dover immergersi in un mondo per loro del tutto nuovo, questo mondo dei ristoratori ambulanti, ciascuno dei quali ha una sua particolarità.

La vittima, un francese conosciuto come Christophe, socio e collaboratore essenziale del proprietario del camper, Eduardo detto Bob Castillo, dopo poco tempo si rivela essere stato portatore di false generalità, il suo vero nome era Pierre Laurent ed era stato indagato in Francia per qualche vicenda di spaccio, così come pure una certa francese, vista in conversazione con lui dagli altri camperisti, anch’essa identificata come una nota capo banda in quel tipo di mondo, tra l’altro famosa per la sua ferocia e decisione nel condurre le sue attività illegali, tanto che la chiamano la Leoparda.

La forza delle indagini dell’ispettrice e del vice ispettore sta proprio, come ho già capito da diverse letture dei romanzi della serie di Alicia Giménez-Bartlett, nella efficacia dei due protagonisti:

una coppia perfetta, anche senza alcun rapporto sentimentale ma di pura amicizia e colleganza, assai diversi tra loro i due si integrano alla perfezione; Petra è una donna severa, intransigente, assolutamente presa dal proprio lavoro, una vera e propria detective dell’hard boiled, ma affiancata da Firmin che invece è un uomo semplice, di famiglia contadina, un perfetto Sancho Panza, braccio destro di una Don Chisciotte al femminile. Con queste caratteristiche specifiche, i due coi loro continui dialoghi, spesso litigando ma sempre rispettandosi, forniscono alle storie di Alicia la giusta dose di leggerezza, compensata poi dalla pesantezza delle vicende noir in cui devono indagare.

Il romanzo si rivela un’indagine assai lunga e complessa, tanto da portare Petra a momenti di stanchezza e di ansia fortissime, e man mano la catena delle morti si dipana portando la storia a tinte sempre più fosche: nonostante il sole, il mare e le belle piazze dei paesi della Catalogna in cui si riuniscono i camper e dove i due poliziotti devono macinare chilometri per ritrovarli e chiedere loro varie testimonianze, oltretutto approfittandone anche per fare ottime pause pranzo in ristoranti locali, la tinta diventa sempre più nera, fino a chiudersi con la soluzione finale e con ulteriori gravissimi problemi per Petra di cui non si possono svelare dettagli.

La tristezza della vicenda resta nonostante si trovi la soluzione, lasciando davvero una certa amarezza nel lettore, una serie di segnali che non portano all’ottimismo, cosa che per il mio gusto personale non è proprio il massimo, ma che indubbiamente è degna di considerazione e di valutazione positiva.

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Alicia Giménez-Bartlett


(Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e alcuni poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno ti troverà (2011, 2014), Exit (2012, 2019) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.