La mia bottiglia per l’oceano




 LA MIA BOTTIGLIA PER L’OCEANO


Autore: Michel Bussi 

Editore: Edizioni E/O

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca 

Genere: Thriller

Pagine: 416

Anno di pubblicazione: 2022 

Sinossi. L’isola di Hiva Oa, uno dei paradisi equatoriali della Polinesia francese, non è un atollo, ma un luogo di alte montagne e profonde vallate, traboccante di vegetazione, culla di un’antica cultura quasi interamente spazzata via dalla colonizzazione bianca a partire da metà Ottocento. Oggi è famosa soprattutto perché ci hanno vissuto Gauguin e, settant’anni dopo, Jacques Brel, le cui tombe sono meta di pellegrinaggio. Nella pensione Au Soleil Redouté, sotto la guida del celebre romanziere Pierre-Yves François detto PYF, si svolge un laboratorio di scrittura al quale partecipano cinque aspiranti scrittrici: Clémence, trentenne sportiva, sognatrice, espansiva; Eloïse, anche lei trentenne, bella, malinconica, chiusa; Farèyne, quarantenne, comandante di commissariato a Parigi con il pallino della scrittura, accompagnata dal marito Yann, capitano di gendarmeria; Marie-Ambre, anche lei quarantenne, ricca sfondata con tendenza all’alcolismo, accompagnata dalla figlia sedicenne Maïma; infine Martine, settantenne, blogger di successo con più di quarantamila follower. Nella spettacolare cornice polinesiana il consesso letterario sembra procedere con armonia e alacrità, sennonché a un certo punto lo scrittore sparisce, si volatilizza, e nella pensione si affaccia la morte sotto forma di un misterioso omicidio su cui ognuno indaga a modo suo, ma giungendo tutti a un’identica conclusione: l’assassino non può che essere uno di loro!

 Recensione di Salvatore Argiolas


Dieci piccoli indiani” non è solo uno dei gialli di Agatha Christie più conosciuti ma ha al suo attivo, come la Settimana enigmistica, tantissimi tentativi di imitazione e parodie,.

Il romanzo, conosciuto anche con il titolo di “… e poi non rimase nessuno” destinato ad avere un successo clamoroso (amplificato anche dallo splendido film di Renè Clair girato nel 1945), è uno dei libri più venduti in assoluto e il giallo più acquistato, con ben 110 milioni di copie vendute. Il romanzo è una rielaborazione di un altro suo romanzo del 1936 “Carte in tavola” dove è contenuto il motivo principale di “Dieci piccoli indiani”. Un motivo che sembra ossessionare la scrittrice: i delitti che rimangono impuniti. E che nella vita, per ammissione degli studiosi di criminologia, sono certo molti di più di quanto non si creda.

Questo romanzo ha ammaliato anche Michel Bussi che lo ha utilizzato come spunto, ispirazione e impalcatura del suo nuovo thriller “La mia bottiglia per l’oceano” dove aleggiano anche i rimandi al suo romanzo più famoso, “Ninfee nere”.

Ho cercato di scrivere per piccoli tocchi, attraverso colori, atmosfere, in modo che il lettore sia immerso lentamente e veda il quadro completo soltanto alla fine .” diceva Bussi di questo romanzo ambientato nei luoghi preferiti di Claude Monet e si potrebbe riprendere questa citazione per presentare anche “La mia bottiglia per l’oceano” che rievoca i luoghi preferiti di un altro celebre pittore francese, Paul Gaugain, che ha legato indissolubilmente il suo nome alla Polinesia e in particolare all’isola di Hiva Oa, nelle isole Marchesi.

Uomini e donne che non si conoscono vengono convocati su un’isola con una scusa qualsiasi. Tutti possono essere colpevoli. Dobbiamo trovare l’assassino prima che si facciano ammazzare uno dopo l’altro.”, quella che poteva sembrare una battuta per stemperare la tensione di una vacanza-premio di un concorso destinato alla creazione e alla pubblicazione di un libro bestseller diventerà un tragico presagio di morte.

Quando il celebre scrittore Pierre-Yves François sceglie cinque scrittrici per uno stage a Hiva Oa, isoletta famosa anche perché ospita la tomba di Jacques Brel, per scoprire nuovi talenti mettendo come tema e titolo della nuova composizione “La mia bottiglia per l’oceano” non poteva immaginare di innescare un meccanismo letale destinato a creare una scia di morti in uno dei più affascinanti paradisi terrestri.

L’ambizione e l’illusione di essere una scrittrice famosa in tutto il mondo pone cinque donne in competizione tra di loro e anche se in realtà tra di loro c’è la comandante Faréyene, una poliziotta che cerca di scoprire il responsabile della morte di due giovani uccise a Parigi, accomunate da un misterioso tatuaggio polinesiano.

Qual è secondo voi il miglior inizio possibile per un romanzo?” “ Un morto!” risponde senza esitare la comandante Faréyene. “Ci sei andata vicina” esclama contento il professore di scrittura (…) Meglio di un cadavere è nessun cadavere! Solo una sparizione.

Infatti lo scrittore scompare dopo poche ore ma tutte pensano che sia una strategia per creare suspence, ma col tempo le cose precipitano e le morti si susseguono senza nessun legame visibile malgrado ci sia il marito del comandante Faréyane, gendarme parigino, che indaga coadiuvato dall’intraprendente e curiosissima ragazzina Maïma .

I piani narrativi si intrecciano, si integrano si complicano in un caleidoscopio tipico di Bussi mettendo in risalto l’estrema bellezza del paesaggio naturale e umano polinesiano inserendo anche riflessioni sul mestiere di scrittore che ha preminenza su tutto, anche sulla vite e sulla morte.

I libri sono più pericolosi di un’arma da fuoco, vanno maneggiati con più cautela di un veleno, gli scrittori sono spietati killer.(…) I veri colpevoli sono i libri e gli scrittori, apprendisti stregoni incapaci di controllare le formule che hanno inventato.”

Le cinque scrittrici possono essere tutte indiziate ma quando cominciano le uccisioni ci si ricorda che nell’immortale giallo di Agatha Christie il colpevole si fa passare per morto e allora tutto diventa indistinto e avvolto da una nebbia ingannatrice dove nessuno è quello che sembra.

Diventa difficile capire ad una prima lettura chi è responsabile di tanti omicidi e soltanto dopo un’attenta rilettura si è capaci di ricomporre il diabolico rompicapo ideato dall’originale giallista francese.

Michel Bussi congegna un altro giallo o come scrive Maïma “un’altra equazione a trentasei incognite” decisamente convincente, contenitore di tante suggestioni che piaceranno al cultore del genere ambientato in luogo insolito ma veramente affascinante e che ricorda per tanti aspetti il bestseller “Ninfee nere”.

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Michel Bussi


è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove insegna geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi, e di cui le nostre edizioni hanno pubblicato anche la versione graphic novel. Dello stesso autore ricordiamo Tempo assassino, Non lasciare la mia mano, Mai dimenticare, Il quaderno rosso, La doppia madre, La Follia Mazzarino, Forse ho sognato troppo, Usciti di Senna, Tutto ciò che è sulla Terra morirà, Nulla ti cancella, oltre alla Caduta del sole di ferro e I due castelli, appartenenti alla serie N. E. O., tutti pubblicati dalle nostre edizioni.