La notte non perdona




Recensione di Claudia Cocuzza


Autore: Daniela Grandi

Editore: Sonzogno

Genere: Giallo

Pagine: 272

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. La seconda indagine del maresciallo Nina Mastrantonio. Un incendio devasta l’ultimo piano di una palazzina nel centro di Parma, nella zona del mercato. Il maresciallo Nina Mastrantonio accorre: c’è un morto, il proprietario di un piccolo negozio di stoffe. Appare ben presto chiaro che non si tratta di un incidente, e il capo di Nina – il vanitoso Cattaneo – comunica di avere già identificato e arrestato il responsabile, un giovane del Ghana che si prostituisce e che frequentava la vittima: il colpevole perfetto. Nina non ha testa per seguire l’indagine, è infatti distratta da due preoccupazioni. Perché l’affascinante collega Navarra non torna dalla sua Sicilia? Forse ha trovato un’altra donna? Niente manda Nina fuori dai gangheri quanto lo scoprirsi gelosa. La sua seconda preoccupazione riguarda invece Volkov, l’uomo che l’aveva quasi uccisa e che ora sembra essere tornato in Emilia per vendicarsi di lei. Un giorno, però, presentandosi in questura, la madre del ragazzo ghanese accusato di omicidio riesce a convincere Nina a riaprire il caso. Toccherà a lei, insieme agli inseparabili colleghi, dipanare a poco a poco il filo che dal delitto del mercato conduce fino a una ricca famiglia della città, a una villa signorile e a un segreto antico rimasto custodito per cinquant’anni.

Recensione

La notte non perdona ci riporta tra le vie di Parma con il maresciallo Nina Mastrantonio, e io gliene sono grata.

Nina è un maresciallo dei carabinieri, donna e di origini somale.

Il suo sesso e il colore della sua pelle non l’aiutano, soprattutto in un ambiente in cui ancora oggi la le donne non sono rappresentate come meritano e, mi duole dirlo ˗ma in realtà non lo dico io, a descriverlo è l’autrice˗, se hai la pelle scura le cose si complicano ulteriormente.

Ma Nina è un tipo tosto e il lettore non può che innamorarsene.

L’autrice riesce a farti affezionare a Nina perché ti rende partecipe di ciò che le piace, di quello che invece detesta, di alcune piccole fissazioni e manie, tanto che alla fine della lettura ti stupisci di scorrere la rubrica del cellulare e non avere il suo numero memorizzato alla voce “Mastrantonio”.

Allora ti sembra di vederla, la mattina, mentre beve il suo caffè aromatizzato con zenzero e aprire a caso il dizionario, in un gesto quasi scaramantico: c’è chi ascolta l’oroscopo, Nina cerca tra quelle pagine una predizione della giornata che dovrà affrontare. Io lo trovo un vezzo adorabile.

Oppure te la immagini la sera, stanca, preoccupata, cercare di rilassarsi con una tazza di tè Tulsi in mano e la vasca da bagno pronta, con dentro i sali profumati.

Devo dire che Daniela Grandi è riuscita a caratterizzare in maniera dettagliata anche gli altri personaggi:

Navarra è un figo pazzesco, non l’ho visto ma ci metterei la mano sul fuoco, “ma veramente”, come dice lui; di Paolini ho una fiducia cieca, e quel gesto che fa di attorcigliarsi la punta dei baffoni bianchi tra le dita me lo fa vedere come un tipo rassicurante e protettivo;

il capitano Nigri lasciamolo stare, quello vuole solo partire per un’altra missione, non ci punterei su neanche dieci centesimi bucati ˗anche se, alla fine, devo dire che mi ha stupita˗;

il colonnello Cattaneo rappresenta tutto quello che fa innervosire Nina, e di conseguenza anche me: ottuso e vanitoso, non fa nulla per mascherare il proprio disappunto nel doversi rapportare ogni giorno con un sottoufficiale nera e donna, lui che impedirebbe alle donne di entrare nell’Arma.

Cattaneo è quello che mi ha stupita più di tutti: brava, Daniela, devo dirtelo.

Andiamo alla trama.

La narrazione è affidata un po’a tutti i personaggi, a turno. La focalizzazione non è fissa, ma il passaggio da una testa all’altra, anche in una stessa pagina o addirittura in poche righe, non disturba; evidentemente bisogna saperlo fare.

Il ritmo del giallo è incalzante, l’esito una bomba che scoppia tra le mani del lettore.

A questo si intrecciano ben due sotto trame rosa, una legata al caso che Nina deve risolvere ˗e che ci fa sperare che l’amore davvero non abbia età˗, l’altra riguarda il nostro maresciallo: sì, proprio lei, così indipendente, strenua sostenitrice della regola ˗che si è auto dettata˗ secondo cui non si può andare a letto due volte consecutive con lo stesso uomo. E invece Ninetta questa volta si è innamorata, ed è un bel guaio perché, annebbiata anche dalla gelosia, rischia di prendere un abbaglio sul lavoro.

Ma La notte non perdona è anche il sequel di Notte al Casablanca, quindi la Mastrantonio è impegnata pure su un altro fronte: arrestare il mafioso russo che stava per mandarla all’altro mondo.

Ho poi trovato geniale che i capitoli non siano numerati ma identificati con il giorno della settimana, a cui viene affiancata generalmente ˗ma non sempre˗ una descrizione meteorologica, che in verità sa più di stato d’animo mascherato da informazioni meteo. Un’idea carina, delicata.

Insomma, ci sarebbero tante cose di cui parlare; gli argomenti non mancano, però preferisco fermarmi e lasciarvi il piacere della lettura.

Mi congedo con il pensiero di Nadifa, la mamma di Nina ˗ e le mamme non sbagliano mai, si sa˗:

la figlia navigava in una terra di mezzo, apparteneva a quel genere di persone che si sentono sempre e comunque fuori posto.

No, Nina, stai tranquilla: il tuo posto è nei romanzi di Daniela Grandi e io non vedo l’ora di incontrarti di nuovo.

 

A cura di Claudia Cocuzza  

www.facebook.com/duelettricisottountetto

Daniela Grandi


giornalista del Tg La7, si è occupata di esteri, cultura e politica. Ha scritto libri che ama definire rosa-comici: Il club dei pettegolezzi (Newton Compton, 2009) e Cose da salvare prima di innamorarsi (Newton Compton, 2021). Successivamente esordisce nel noir con i romanzi che seguono le indagini del maresciallo Nina Mastrantonio: Notte al Casablanca (Sonzogno, 2018) e La notte non perdona (Sonzogno, 2021).

 

Acquista su Amazon.it: