La resa dei conti




Recensione di Antonia del Sambro


Autore: John Grisham

Editore: Mondadori

Traduzione: Luca Fusari, Sara Prencipe

Genere: Legal Thriller

Pagine:  420

Anno di pubblicazione:  2018

Sinossi. Ottobre 1946, Mississippi. Pete Banning, cittadino modello di Clanton, reduce di guerra pluridecorato, patriarca di una nota famiglia locale proprietaria di campi di cotone, amato padre di famiglia e fedele membro della locale comunità metodista, in una fresca giornata di ottobre si alza presto, sale in macchina e si dirige verso la chiesa. Entra nello studio del pastore, il suo amico reverendo Dexter Bell, e con calma e determinazione gli spara e lo uccide. Da quel momento, l’unica cosa che Pete ripete a tutti, familiari, avvocati, uomini di giustizia, è “non ho niente da dire”. Qualunque sia stato il motivo del suo inconcepibile gesto non verrà svelato. Pete non ha paura della morte e viene giustiziato portando il suo segreto nella tomba, lasciando incredula l’intera comunità di Clanton. Ma perché l’ha fatto?

Recensione. E niente, Grisham non si discute anche quando per buona parte del romanzo si perde in ricostruzioni fin troppo storiche e in descrizioni fedeli dell’incubo vissuto dalle truppe americane nelle Filippine a opera dell’esercito giapponese.

In alcune pagine al lettore viene un vero e proprio magone a sapere quanto questi uomini, padri di famiglia, figli, fratelli, hanno dovuto subire a causa della malvagità e della follia degli dei propri simili che ogni conflitto armato si porta dietro.

Probabilmente queste pagine che corrispondono alla parte centrale del romanzo devono essere considerate come una sorta di omaggio dell’autore agli uomini che hanno fatto la storia americana.

In realtà, l’intero romanzo potrebbe essere letto e ugualmente apprezzato saltandole a piè pari. Perché La resa dei conti è infatti niente altro che Grisham puro.

Descrizioni perfette del Mississippi rurale degli anni40 dove “linciare un nero non è neppure considerato crimine”, il racconto della storia di una nazione che si intreccia brillantemente e meravigliosamente con la storia di una famiglia e della sua piccola comunità, la differenza tra i vari credi religiosi americani e le loro chiese di culto che scandiscono e reggono, ancora, la vita degli abitanti come se si trattasse di una gleba dell’Europa medievale.

Grisham è perfetto a trascinare il lettore in tutto questo e a dilettarlo nelle sue stupende pagine, educandolo anche un po’ a suo modo.

Eppoi ci sono i personaggi, esattamente divisi in due: quelli descritti fin nei minimi particolari fisici e caratteriali e quelli evanescenti e fluttuanti che servono all’autore per mettere in piedi la storia in ogni sua sfaccettatura ma che finiscono per diventare gli abbellimenti da maestro in un romanzo da dieci e lode. Meravigliosa e unica pure la nota dell’autore a fine libro, che va letta assolutamente.

E così, come era successo per i precedenti capolavori di Grisham, anche La resa dei conti prima di essere un affascinante legal thriller è soprattutto un viaggio letterario in cui perdersi è sempre una esperienza da fare.

 

John Grisham 


John Grisham è nato nel 1955 a Jonesboro in Arkansas. Laureatosi in legge all’Università di Stato di Mississippi e specializzatosi alla Ole Miss Law School, per circa 10 anni è stato avvocato penalista, specializzandosi soprattutto nei contenziosi legati alle lesioni personali. Nel 1983 viene eletto tra le file dei Democratici alla Camera dei Rappresentanti del Mississippi, dove rimarrà in carica sino al 1990. Ha rinunciato alla pratica legale per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Maestro del legal thriller, è autore di numerosi romanzi, tutti grandi bestsellers internazionali, pubblicati in Italia da Mondadori. Molti di essi (Il socio, Il rapporto Pelican, Il cliente, L’uomo della pioggia, La giuria) sono diventati anche dei grandi film. Vive con sua moglie ei loro due figli in un’azienda agricola a Oxford, nel Mississippi.

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