La stazione




Recensione di Stefania Ceteroni


Autore: Jacopo De Michelis

Editore: Giunti

Genere: thriller

Pagine: 876 pagine

Anno di pubblicazione: 2022

 

 

 

 

 

Sinossi. Milano, aprile 2003. Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore dal passato burrascoso, ha appena preso servizio nella Sezione di Polizia ferroviaria della Stazione Centrale. Insofferente a gerarchie e regolamenti e con un’innata propensione a ficcarsi nei guai, comincia a indagare su un caso che non sembra interessare a nessun altro: qualcuno sta disseminando in giro per la stazione dei cadaveri di animali orrendamente mutilati. Intuisce ben presto che c’è sotto più di quanto appaia, ma individuare il responsabile si rivela un’impresa tutt’altro che facile. Laura Cordero ha vent’anni, è bella e ricca, e nasconde un segreto. In lei c’è qualcosa che la rende diversa dagli altri. È abituata a chiamarlo “il dono” ma lo considera piuttosto una maledizione, e sa da sempre di non poterne parlare con anima viva. Ha iniziato da poco a fare volontariato in un centro di assistenza per gli emarginati che frequentano la Centrale, e anche lei è in cerca di qualcuno: due bambini che ha visto più volte aggirarsi nei dintorni la sera, soli e abbandonati. Nel corso delle rispettive ricerche le loro strade si incrociano. Non sanno ancora che i due misteri con cui sono alle prese confluiscono in un mistero più grande, né possono immaginare quanto sia oscuro e pericoloso. Su tutto domina la mole immensa della stazione, possente come una fortezza, solenne come un mausoleo, enigmatica come una piramide egizia. Quanti segreti aleggiano nei suoi sfarzosi saloni, nelle pieghe dolorose della sua Storia, ma soprattutto nei suoi labirintici sotterranei, in gran parte dismessi, dove nemmeno la polizia di norma osa avventurarsi? Per svelarli, Mezzanotte dovrà calarsi nelle viscere buie e maleodoranti della Centrale, mettendo a rischio tutto ciò che ha faticosamente conquistato. Al suo ritorno in superficie, non gli sarà più possibile guardare il mondo con gli stessi occhi e capirà che il peggio deve ancora venire. “La stazione” è, allo stesso tempo, thriller e romanzo d’avventura. Mescolando i generi più popolari, Jacopo De Michelis continuamente apre e chiude davanti agli occhi del suo lettore le porte di storie differenti eppure sempre collegate, e lo conduce in giro per sotterranei favolosi e inquietanti.

 

Recensione

La stazione è, da sempre, considerata un crocevia d’esistenze. Chi parte per un domani migliore, chi torna dopo un periodo difficile, chi aspetta un amore da troppo tempo lontano, chi è pronto a dare un taglio netto con il passato, chi sbuffa perché avrebbe voluto dormire un’ora in più, chi è in ritardo e non vede l’ora di essere altrove… tutte esistenze che si incrociano e si sfiorano su quei binari, in quelle sale d’attesa, alla fila in biglietteria. A volte, capita, gli sguardi restano persi nel vuoto dell’indifferenza più totale. Altre volte, invece, c’è tempo per un sorriso, per una gentilezza, per un saluto anche ad uno sconosciuto.

La stazione è anche luogo di viaggi per eccellenza. Come quello di un gruppo di ultras che incenerisce tutto ciò che incontra lungo il cammino o come quello di Sonia che si lascia alle spalle un passato difficile ed è su quel vagone per guardare con fiducia ad un futuro tutto nuovo.

O come quello di Cardo, alias Riccardo Mezzanotte, che in quella stazione è arrivato per punizione, in forza alla Polizia Ferroviaria dopo un passato turbolento. Il suo è un viaggio all’inferno: se pensava che il suo incarico alla Polfer sarebbe stato noioso si sbagliava di grosso e ne ha una prova, giorno dopo giorno, quando si trova a tu per tu con il ventre nascosto di quel luogo. Un posto angusto, misterioso, buio dove, invece, brulicano esistenze di cui non sapeva nulla. Sono rifiuti della società? Oppure no? Sarà lì che ha trovato il suo habitat naturale il male? E di che entità può essere, questo male?

Il viaggio, infine, può essere come quello di Laura che sente in modo particolarmente intenso le emozioni altrui tanto da stare male ogni volta che quel dono, dal quale sua nonna l’ha aiutata a schermarsi, prende il sopravvento. Un viaggio in esistenze difficili, in vite sull’orlo del baratro ma anche nei ricordi di un passato che è ancora vivo tra le pareti di quel posto che resta sconosciuto ai più.

La storia narrata dall’autore in oltre 800 pagine è adrenalinica e ricca, ricchissima di informazioni che sono tutte come dei tasselli, più o meno grandi, di un grande puzzle che va a comporre non una ma tante avventure concatenate, tutte ad alta tensione, dove anche il sovrannaturale fa la sua parte, oltre che le intuizioni e le abilità umane necessarie per arrivare a capo di casi difficili.

È una trama ben costruita, con elementi del passato che si incastrano alla perfezione a tutto il resto dando conto innanzitutto di personalità complesse – in primis quella di Cardo e Laura – ma anche di storie che catturano.

La mole del libro non è indifferente ma se questo può rappresentare un ostacolo materiale, con un tomo che non si può agevolmente pensare di portare in giro in borsa, non offre assolutamente una storia pesante o ridondante. Tutt’altro. Ho avuto l’impressione che anche quegli episodi apparentemente slegati dal resto (penso al viaggio dei tifosi che apre il libri) nel complesso erano tessere importanti dell’insieme, dando un senso – anche dopo parecchie pagine – a sviluppi inaspettati o a dettagli non trascurabili.

Leggendo le avventure di Cardo ho avuto ogni volta l’impressione di essere arrivata alla fine della storia con ancora troppe pagine da leggere per rendermi conto, puntualmente, che la storia era tutt’altro che finita.

Molto ben delineato il rapporto di Cardo con il suo defunto padre, cardine fondamentale di tutta la storia anche quando si può avere l’impressione che non sia così. La parte sovrannaturale non ci stona per niente, anzi… quella sensazione che sia tutto troppo difficile da credere pian piano svanisce.

Un romanzo dove niente è di troppo e dove ogni esistenza è importante, anche quella considerata più infima ed insignificante per i più.

 

A cura di Stefania Ceteroni

https://libri-stefania.blogspot.com

 

 

 

Jacopo De Michelis


Si è laureato a Milano in filosofia teoretica. È stato traduttore dal francese (tra gli altri di Jules Verne e George Simenon), curatore di collane e antologie e consulente editoriale. Oggi vive a Venezia, dove è responsabile della narrativa di Marsilio Editori. Insegna presso la NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano, dove è titolare della cattedra di narratologia. Da sempre interessato alle nuove tecnologie e al loro rapporto con l’editoria e la letteratura, è stato tra i fondatori nel 1994 del primo sito letterario italiano, www.fabula.it, e il primo in Italia a realizzare un booktrailer come mezzo di promozione e comunicazione editoriale.

 

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