La verità su David Raker




Recensione di Laura Salvadori


Autore: Tim Weaver

Traduzione: Ilaria Mazzaferro

Editore: timecrime

Genere: thriller

Pagine: 448

Anno di pubblicazione: 2019

Sinossi. Tre giorni dopo Natale, una donna entra in una stazione di polizia di Londra. Non ha con sé un telefono né un documento d’identità, solo un pezzo di carta sul quale è scritto il nome di colui che, a quanto dice, è suo marito: l’investigatore David Raker. L’uomo acconsente a incontrarla, sconcertato. Sua moglie Derryn è morta otto anni prima, dopo una lunga battaglia contro il cancro. Eppure quella donna le somiglia molto e conosce dettagli privati della loro vita trascorsa insieme. Ma Raker sa che non può essere sua moglie… non può essere vero. Dimostrarlo, tuttavia, non è semplice tanto più che anche il certificato di morte di Derryn sembra scomparso nel nulla. Nell’attesa che si faccia chiarezza, la misteriosa donna viene ospitata dalla polizia in un luogo segreto, ma quando scompare i sospetti ricadono inevitabilmente su Raker. Perché il destino è stato così beffardo da metterlo faccia a faccia con il proprio tragico passato? E dove è finita la misteriosa donna? Il nono capitolo della serie che vede come protagonista David Raker, l’investigatore specializzato nella ricerca delle persone scomparse. Un’indagine che sfida le leggi della ragione e riscrive le regole del gioco.

RECENSIONE


Lei mi strinse ancora, disse che mi amava, lo ripeté all’infinito, e quella volta chiusi gli occhi, sollevai le braccia e la strinsi a me.

E solo per un minuto, finsi.

Finsi che non fosse morta. Finsi che la mia vita non fosse mai cambiata quel giorno, che non fosse mai crollata, che non fosse andata in milioni di pezzi che non ero più riuscito e rimettere insieme. Solo per un minuto, cedetti e accettai quello che mi sentivo dire. Ero malato. Quella era la realtà

Quella era mia moglie.

Quella era Derryn.

Con grande piacere sono tornata a soccombere di fronte alla prosa ipnotica di Tim Weaver.

Weaver ritorna in libreria con il suo collaudatissimo personaggio, David Raker, investigatore che cerca (e trova) le persone scomparse.

Di David Raker è impossibile non innamorarsi. Riservato, affascinante, dalla mente brillante. Uno al quale non sfugge niente; uno per cui la logica e l’attenta e spasmodica osservazione sono prerogative imprescindibili; uno che quando si tratta di risolvere un caso raccoglie la sfida e la vince.

David Raker conosce il confine tra lecito e illecito, tra giocare corretto e giocare sporco. Ma per Raker il fine giustifica il mezzo,sempre. E questo è il motivo per cui spesso non è benvisto tra le forze di Polizia. Ma se occorre mettere in campo il migliore investigatore, è il nome di Raker che viene pronunciato, perché Raker non conosce sconfitta.

Insomma, succube di questa passione, mi sono gettata a capofitto nella lettura di questo romanzo, un’opera che da subito si mostra diversa dalle precedenti indagini. “La verità su David Raker” è un thriller psicologico, in cui la protagonista indiscussa è la manipolazione. Ciò che appare, ciò che sembra, diventa ineluttabilmente il vero, la tremenda verità che non possiamo e non vogliamo accettare, che rifuggiamo ma che con spire sempre più potenti ci fa vedere e credere ciò che vuole.

Per la prima volta vedremo il nostro beniamino in grande difficoltà, immerso in un dramma che gli fa credere di essere malato, pazzo, travisatore della verità, succube di amnesie. Tutto ciò che ruota intorno a David gli suggerisce che la sua vita è un’enorme menzogna: la morte dell’amata moglie Derryn, evento che ha praticamente distrutto la sua vita, forse non è mai avvenuta; forse David soffre di una rara sindrome che lo porta a distorcere la realtà. Forse David ha fatto del male a Derryn; forse tutto ciò di cui David è convinto, tutta l’intera sua esistenza, è un falso.

David annaspa dentro la sua vita, che non riconosce più. Vi assicuro che anch’io, ad un certo punto, mi sono vista costretta a credere che Derryn fosse viva. A credere che David sprofondasse nelle sabbie mobili della pazzia.

A poco a poco però tutto si fa più chiaro. David riuscirà a recuperare il suo raziocinio e inizierà ad indagare sulla scomparsa della donna che afferma di essere Derryn e del suo medico.

Il ritmo si farà serrato; i misteri saranno molteplici e David non si tirerà indietro, fino a che non riuscirà a fare chiarezza sulla vicenda, in cui follia, egocentrismo, ossessione e manipolazione si fondono, fino a creare un intrigo di proporzioni gigantesche. E in questo intrigo la vita di David, tutto ciò in cui crede, sarà messa in discussione.

La trama è geniale, come del resto ci ha abituati Weaver. La finzione è così reale da provocare in chi legge un’angoscia crescente, un dubbio che si fa sempre più ingombrante.

L’ambientazione come sempre è molto realistica e i personaggi ottimamente disegnati. In particolare, torno ad evidenziare positivamente l’utilizzo, nel racconto, della prima persona singolare: David si racconta in modo intimo, come se pensasse a voce alta. In questo modo il lettore partecipa alla genesi dei suoi pensieri e ne diventa parte attiva. Personalmente penso che non ci sia modo più efficace per entrare nell’anima del personaggio che dargli voce, senza la mediazione del narratore, che a volte rischia di dare un’interpretazione troppo neutra alla natura del personaggio. Raker, invece, diventa un amico che scrive una lettera o un diario, dove i suoi intimi pensieri sono esposti senza filtri.

In questo romanzo peraltro possiamo finalmente conoscere molto di più della vita del protagonista, che nei romanzi precedenti è appena accennata. Ne esce un personaggio profondo e sensibile, segnato dalla vita che gli ha negato l’amore della moglie, prematuramente scomparsa. David ha assistito alla distruzione della vita dell’amata Derryn, consumata dalla malattia, che non le ha lasciato scampo. La malattia è stata un’esperienza devastante, che la morte ha in qualche modo sanato, pur facendo sprofondare David nell’abisso.

Weaver finalmente nette a nudo l’interiorità di Raker, che, sorprendentemente, è un pozzo senza fondo di buoni sentimenti. Di Raker ameremo, dunque, non solo l’acume, l’intuizione geniale e la perseveranza, ma anche il dolore, la rassegnazione e la sua capacità di amare. Per David finiremo per provare compassione, nel suo significato primario: soffriremo con lui e questa condivisione ce lo renderà più caro che mai!

Insomma, David Raker vi sembrerà più vero, più umano,più vicino. E mentre vi addentrerete dentro la sua anima, sarete rapiti dall’indagine, consumati dalle congetture e tremendamente in ansia per la sorte dei protagonisti.

Il coperchio si solleverà su un coacervo di follia. Dopo tornerà la quiete. David, dopo aver assistito inerme al crollo rovinoso delle sue certezze, sarà ricompensato dalla vita e potrà tornare a sperare di avere un po’ di serenità. La serenità che sarà necessaria e fargli vivere una nuova avventura.

Perché io già la aspetto con ansia! E voi?

Tim Weaver


Tim Weaver è nato nel 1977 e cresciuto a Bath. Dopo aver lasciato la scuola ha iniziato a lavorare come giornalista. Ha continuato a coltivare la sua passione per la scrittura lavorando per il cinema e la TV. È sposato, e divide il suo tempo tra il Regno Unito e il Sud Africa. Morte sospetta è il suo romanzo d’esordio, primo di una trilogia che uscirà per TimeCrime nel 2013 ed introduce il personaggio di David Raker, un investigatore specializzato in casi di persone scomparse. Seguiranno nel 2014, sempre per TimeCrime “Traccie di morte” e “Svanito”; nel 2015 vede la luce “Nessun ritorno” mentre nel 2016 uscirà “Triplice omicidio” seguito da “Cuore infranto”, l’anno successivo e da “Chi sono?” nel 2018.

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