Ladykiller




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Martina Cole

Traduzione: Marzia Vradini Scusa

Editore: La Corte Editore

Genere: Thriller

Pagine: 608 p., R

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

Sinossi. 1989. George Markham vive a Grantley, vicino a Londra, e ha un passatempo oscuro e segreto che coltiva nel capanno del suo giardino. A poco a poco però diventa un’ossessione incontrollabile che lo spinge a uccidere. Il Natale si avvicina e il terrore dilaga mentre brutali aggressioni a donne di ogni età e ceto sociale iniziano a susseguirsi. Quando anche la giovane Mandy cade vittima del sadico assassino, suo padre giura vendetta, con o senza l’aiuto della polizia. Patrick Kelly è, infatti, l’uomo più temuto della città, ricco e potente, che vive ai limiti della legalità e forse può rivelarsi più crudele dell’assassino stesso. Ma la polizia non può restare indifferente: a capo delle indagini viene messa la detective Kate Burrows, lei stessa madre di una giovane ragazza, che si avvicina a Patrick per un senso di empatia e rispetto del dolore che sta provando. Kate sa che non deve innamorarsi di lui perché la sua carriera sarebbe stroncata all’istante, ma difficilmente riuscirà a evitarlo. Mentre il mondo del crimine e della legge si scontrano, riuscirà Kate a catturare il Killer o diventerà la sua rovina?

 

Recensione

Non avevo mai letto nulla di quest’autrice e posso affermare di esserne rimasta favorevolmente stupita. Questo è il primo libro di una lunga serie e, riferendosi a Martina Cole, non si può proprio dire che sia alle prime esperienze, dato che viene definita “la regina dei thriller”.  Sono anni che scrive e di pubblicazioni ne ha all’attivo un numero cospicuo, ma in Italia questo è uno dei pochissimi che sia stato tradotto e sicuramente è il primo che vede come protagonista la detective Kate Burrows.

Ladykiller è stato presentato al pubblico per la prima volta nel 1993, ma in Italia purtroppo solo ora se ne sente parlare grazie a La Corte Editore che ha deciso di divulgarlo.

Finalmente oserei dire!

La storia prende subito velocità, non lasciando nemmeno il tempo di fare la conoscenza dei personaggi.

La scrittura è a tratti, asciutta, decisa ma al contempo calma e pacata, perché la volontà dell’autrice, a mio avviso, è proprio quella di far sì che ogni singola scena e ogni singolo atto sia assimilato e incamerato da chi lo sta leggendo. Credetemi, non sarà un viaggio piacevole, nel senso che la follia, la violenza e la perversione di alcuni “signori” vi metterà in seria difficoltà. Vi ritroverete a chiedervi come sia possibile un’efferatezza del genere e, al contempo, un pensiero entrerà dentro di voi e non vi abbandonerà più: la società ha fallito.

Burrows, però, crede ancora nella giustizia, continua a pensare che la legge prevalga sul male e che ogni atto violento debba essere punito sempre, ma secondo le leggi vigenti. Una donna forte, all’esterno, ma che dentro coltiva in gran segreto le sue insicurezze di una vita di madre single con un ex marito che a cicli la tormenta.

D’altro canto, l’incontro con “l’arraffatore”, come viene definito Patrick Kelly, il più grande riscossore di crediti della zona che vive sul filo della legalità ma anche, e soprattutto, è un padre che ha appena perso l’unica figlia in modo atroce e senza pietà, potrebbe causare una vera e propria tempesta dentro questa qualificata detective.

“… avvertì la solitudine di fondo nella sua voce e seppe istintivamente che erano uguali. Due solitari che non facevano che lavorare e che alla fine della giornata non avevano nulla oltre alle proprie famiglie. E quando quelle famiglie non c’erano più, non avevano nulla che valesse i loro sforzi. “

Questo è un libro che scotta per i temi trattati, per i sentimenti eviscerati, per le storiacce che a loro volta finiranno per dare vita ad altrettante emozioni malate e perverse. Leggerlo significherà addentrarsi dentro una serie di problematiche che a catena si riverseranno su ogni singolo personaggio coinvolto.

È una storia respingente, perché ciò che si legge nelle è scioccante e ti provoca smottamenti e rifiuto. D’altro canto, però, è un libro al quale pensi anche mentre stai facendo altro (penso a me mentre facevo le pulizie), che ti si insinua nella mente facendo sì che tu continui a rimuginarci, nel tentativo di immaginare come potrebbe evolversi l’intera vicenda.

Alcune pagine ti provocano un fastidio profondo, tanto da assumere l’immagine di una lama tagliente che va a incidere e brutalizzare una ferita già di suo sofferente. Altre invece, ti donano speranza, talvolta ti strappano un sorriso e ti creano fiducia, facendoti sperare che legge e giustizia abbiano la meglio ma, perché questo avvenga è necessario un cambio di rotta, serve la volontà di inghiottire l’orgoglio e modificare il proprio credo, cosa questa, non facile perché davanti a certi fatti nessuno di noi riuscirebbe a mantenere il controllo.

Da questa opera emergerà come anche i “cattivi” possano amare in modo profondo e sincero, nello stesso modo in cui anche i “buoni” siano in grado di odiare con tutta l’anima, l’unico problema però, sarà proprio riuscire a ritrovare un equilibrio. È difficile snaturarsi davanti a sentimenti molto forti. Odio e amore, due facce della stessa medaglia che qui si giocheranno una partita importantissima, perché la posta in gioca sarà la speranza di poter ottenere una seconda possibilità.

“… la guardò negli occhi scuri e pregò di non dover fare quello che lo aspettava quella notte. Perché se quella creatura squisita lo avesse mai scoperto, avrebbe perso un’altra volta tutto quello che aveva.”

Non aspettatevi il classico “colpo di scena” di quando si svela nelle battute finali l’identità del colpevole, qui da subito sarà fin “troppo” noto a noi lettori. Diventerete amici di questo psicopatico, lo conoscerete a fondo, saprete tutto di lui, riuscirà a sconvolgere i vostri pensieri, si dimostrerà estremamente folle e anzi, sarà proprio lui a raccontare e descrivere con le sue parole il funzionamento della sua mente malata e perversa e, oserei dire, lo farà con una buona dose di autocompiacimento che vi gelerà il sangue nelle vene.

Questo però non toglierà neanche un grammo della paura, dell’ansia, della tensione, dell’odio, della pura passione che potrete trovare fino alla fine. Tutto potrebbe apparire scontato, ma nulla lo sarà veramente.

L’autrice riesce a tenere desta l’attenzione di ognuno di noi durante ogni singola pagina, portandoci a vivere le storie dei personaggi che si intrecceranno, anche in modo inconsapevole, fino a condurci là, dove lei voleva veramente, ovvero verso la verità e incontro all’epilogo a cui non avreste mai pensato.

È sicuramente una storia spietata, che non dà margine di respiro a nessuno. Nonostante tutto Martina Cole è stata abile anche in questo, ha cioè inserito delle bolle d’aria fresca fra le pagine, così che la lettura potesse risultare più scorrevole nonostante i temi scioccanti.

A mio avviso trovo che sia stato un vero peccato che una trama e un intreccio di questo calibro non siano approdati prima qui in Italia, d’altro canto, sono felice che quando finalmente il momento è giunto, sia stata io ad avere l’onore di poterlo leggere per presentarlo a tutti voi.

Mi auguro che anche ai seguiti venga presto donata una voce italiana, perché prima, quando ancora non conoscevo Martina Cole, non avvertivo la mancanza di una penna dai tratti così ruvidi e incisivi, ma altrettanto dolci e tremendamente umani. Invece, ora che so quale sia il suo stile e adesso che ho provato sulla mia pelle tutto ciò che riesce a trasmettere, non riuscirò più a farne a meno.

“Chi di spada ferisce, di spada perisce!”

Buona lettura!

 

 

 

 

Martina Cole


Martina Cole: è una delle autrici inglesi più famose in tutto il mondo. Conosciuta come “La Regina del Thriller”, ha venduto più di 16.000.000 di copie pubblicando oltre 25 romanzi. Ha battuto diversi record, tra cui quello di avere avuto più libri al primo posto in classifica di qualsiasi altro autore inglese. Da diversi suoi romanzi sono stati tratti film e serie tv.

 

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