L’ira funesta




Recensione di Sara Pisaneschi


Autore: Paolo Roversi

Editore: SEM

Genere: thriller

Pagine: 272

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. Un tranquillo paesino della Bassa mantovana, il Piccola Russia, si risveglia in una calda giornata di luglio con la serranda dell’unica farmacia abbassata. La chiusura viene vista come un segno del destino dal Gaggina, un energumeno di centotrenta chili, che decide di non aver più bisogno di calmanti. Senza i tranquillanti, però, non riesce a tenere a bada i suoi scatti d’ira e inizia ad aggirarsi per il paese in motorino, urlando insulti e arrivando a barricarsi in casa con due ostaggi brandendo una katana giapponese contro chiunque osi avvicinarsi. Lo stesso giorno, nei campi fuori dal paese, viene ritrovato il corpo senza vita di un anziano. Si tratta di Giuanìn Penna, tornato dall’America dopo trent’anni: il cadavere è stato trafitto con una spada. A indagare sul caso viene chiamato il maresciallo Omar Valdes, conosciuto come “tenente Siluro”, che avrà il compito di stabilire il coinvolgimento di quell’omone un po’ pazzo ma, a detta di tutti, non pericoloso, prima dell’arrivo delle teste di cuoio. Una storia che racconta lo spaccato di vita di un piccolo borgo italiano, caratterizzato da personaggi eccentrici, usanze e credenze locali, tratteggiata dalla penna veloce e pulita di Paolo Roversi.

Recensione. In un paese di mille anime dove ogni persona ha il suo soprannome, il suo ruolo ben definito e in cui tutto è perfettamente in equilibrio, basta un piccolo avvenimento, anche gioioso, per rompere quell’armonia.

Basta che il farmacista si dimentichi di comunicare la chiusura del negozio a causa della nascita del suo primogenito (si capisce lo stordimento, si sa) e può accadere il finimondo. Può succedere, ad esempio, che il trentaduenne Gagginaenergumeno di centotrenta chili, decida di smettere di prendere le sue pillole e iniziare a dare di matto andando in giro con il suo motorino e sfidare chiunque a farsi sotto, ad affrontarlo.

Chi mai vorrebbe andare incontro a botte certe?

Nessuno. Come nessuno si preoccupa in modo eccessivo. Il Gaggina è così: senza le sue medicine è preda di grandi scatti d’ira ma fondamentalmente è un buono, è un bambinone che non farebbe mai del male a nessuno. In modo serio, dico. Se ne sta in casa a giocarea fare il ninja e fa lunghi esercizi con la sua katana e il suo logoro e troppo stretto kimono.

L’unica persona che lo spaventa è la nonna. Vive con lui da quando i suoi genitori sono morti in un incidente e lo bacchetta a suon di parole tedesche che le hanno valso il soprannome di Blucher. C’è però anche un’altra novità in paese.

Dopo quarant’anni di assenza torna dalla Grande Mela Giuanìn Penna che, dopo aver fatto fortuna nel campo della ristorazione, pensa di passare la sospirata pensione al suo paese natale. Va diretto alla Poli (Polisportiva e cuore pulsante del piccolo borgo) a raccontare le sue avventure americane ai vecchi amici per poi essere ritrovato morto, poco dopo, trafitto da vari colpi di spada.

Chi mai può essere il colpevole del delitto se non il fuori controllo possessore di una spada ben affilata?

Si occupa delle indagini il maresciallo Omar Valdes, tra una battuta di pesca e l’altra, possibilmente. Tanti i personaggi raccontati, tante le storie che girano attorno a questo piccolo borgo della Bassa mantovana soprannominato Piccola Russia. Qui il tempo sembra essersi fermato. Tutti conoscono pregi e difetti di tutti, non si sfugge. Solo per il lettore non è tutto come sembra, proprio no.

La narrazione scorre limpida e veloce come un fiume in piena, portando alla luce tanti episodi quasi surreali che però, considerando il luogo dove avvengono, surreali non lo sono neanche tanto. È stata una lettura coinvolgente e molto piacevole, a tratti divertente e spensierata, a cui ha fatto da perfetto coronamento un finale per niente scontato.

 

 

Paolo Roversi


Paolo Roversi è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova). Scrittore, giornalista, sceneggiatore e podcaster, vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per il cinema e per serie televisive, spettacoli teatrali e cortometraggi. Tiene corsi di scrittura crime per la scuola Holden di Torino. I suoi romanzi sono tradotti in otto Paesi.

 

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