L’ultima a morire




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: César Pérez Gellida

Traduzione: Thais Siciliano

Editore: Ponte alle Grazie

Genere: Thriller

Pagine: 509 p., R

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. Esiste il crimine perfetto? Se lo chiede anche l’ispettrice Sara Robles, mentre indaga sugli omicidi seguiti al clamoroso furto di un’opera d’arte dal Museo Nazionale di Scultura di Valladolid. Sulle tracce di una banda improvvisata di rapinatori – uno spietato sicario della mafia russa, un vendicativo clan gitano, e soprattutto un brillante falsario esperto di arti marziali dietro cui si profila una misteriosa eminenza grigia – la donna deve però districarsi anche dalle complicazioni sentimentali provocate da una incoercibile dipendenza sessuale e dal fantasma di un ex che non tarda a riapparire…

“… tutto ciò che accade è sempre una conseguenza di qualcos’altro.”

Recensione


Sento di nuovo parlare di libri nuovi ambientati in Spagna e io, ancora, dopo un anno e mezzo di febbre spagnola dico “vamos” e nulla, assolutamente niente, riesce a impedirmi di affrontarli.

Mai.

Una scrittura che cattura, quella di Gellida, che ti toglie il respiro ma non solo, che ti prende costantemente contropiede mettendoti davanti a situazioni imprevedibili, dove ti ritrovi a non sapere che pensare e, alla fine finirai per ridere di gusto, col cuore, fino alle lacrime e non riuscirai a fermarti più.

Ma non solo…

“… sperare in qualcosa può influenzare in un senso o nell’altro ciò che accadrà?”

Sì, perché questo è un “thrillerone” ma, anche un superbo “noirone” e capitolo dopo capitolo tu avanzi e poi torni indietro, vai avanti ancora e poi ritorni di nuovo alla casella di partenza, come nel gioco dell’oca, dove l’unica certezza sarà il numero di cadaveri disseminati in giro, ai quali tu dovrai rendere giustizia.

Le mattine più limpide diventano le giornate in cui prendi più acqua. Nessuno pensa mai a portarsi dietro l’ombrello…”

Una scrittura dal ritmo incalzante, più “caliente” della fredda Sara Robles, che non ama mostrare certi lati di sé per riuscire a mantenere le giuste distanze ma che, allo stesso modo, nel privato si trasforma in una fiamma ardente inarrestabile.

Queste pagine si compongono di storie, di avventure e soprattutto di personaggi che impari a conoscere e riconoscere e dei quali nulla ti viene nascosto, altrimenti, come faresti ad entrare così in sintonia con loro?

La vita sa essere bastarda, e anche se ridimensionare è da codardi, a volte è la cosa migliore che possiamo fare.

Ridimensionare.

Sì. Togliere importanza ai problemi.

Ora mi dirai che i problemi non esistono perché se esiste una soluzione non c’è nessun problema?

Arte, mafia, delinquenza e droga, quattro ingredienti che renderanno la storia ricca di colpi di scenae, per noi, estremamente ansiogena.

Ho trovato spiazzante e inarrestabile in egual misura la penna di Gellida, sapiente e coraggiosa ma, nella mia inesperienza di traduttrice (non leggo neppure in lingua) qui, ne L’ultima a morire” va riconosciuto anche il lavoro della traduttrice Thais Siciliano, che con la sua abilità ha donato musicalità e velocità, ritmo e coralità a questa lettura.

Insomma, un lavoro di concerto a due più due mani, che seppur affrontato in tempi diversi, ha fatto sì che il romanzo si trasformasse da ottimo in un lavoro eccezionale dalla sonorità sublime.

Datemi retta, se cercate una lettura che abbia un ritmo tutto suo e che, sia in grado altresì di trascinarvi lontano, allora non c’è un attimo da perdere, fate la valigia, buttateci dentro il minimo indispensabile e, prima di partire comprate un biglietto, direzione Valladolid.

Ne vedrete e ne leggerete delle belle.

E, come da manuale, il colpo di scena finale sarà assicurato, perché altrimenti che storia sarebbe.

Buona lettura!

 

 

César Pérez Gellida


César Pérez Gellida: (Valladolid, 1974), laurea in geografia e storia, master in direzione commerciale e marketing, ha lavorato nelle comunicazioni fino al 2011, quando ha deciso di dedicarsi unicamente alla scrittura. I suoi originali thriller hanno riscosso grande successo in Spagna – dove si è persino coniato il termine gellidismo per definire lo stile e il tono che gli sono propri – e gli hanno fruttato numerosi premi.

 

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