L’ultima storia




Recensione di Salvatore Argiolas


Autore: John Grisham

Editore: Mondadori

Traduzione: Luca Fusari e Sara Prencipe

Genere: Thriller

Pagine: 264

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. È piena estate e a Camino Island sta per abbattersi un uragano di proporzioni allarmanti. Il governatore della Florida ordina a tutti gli abitanti l’immediata evacuazione dell’isola. La maggior parte fugge sulla terraferma, ma Bruce Cable, noto libraio e collezionista di libri antichi, nonché animatore della vita culturale dell’isola, decide di rimanere sul posto. Come previsto, l’uragano devasta ogni cosa, abbattendo alberi e danneggiando gravemente abitazioni, alberghi e negozi, e purtroppo ci sono delle vittime. Tra queste Nelson Kerr, un noto scrittore di thriller amico di Bruce. Ma la furia della tempesta non sembra essere stata la causa della sua morte. I numerosi colpi alla testa farebbero pensare a ben altro. Chi può aver voluto Nelson morto? La polizia locale non è solita occuparsi di omicidi, meno che mai in un momento di emergenza come questo, e Bruce inizia la sua personale indagine. E se la morte dell’amico fosse legata in qualche modo ai suoi romanzi, e soprattutto all’ultimo romanzo, ancora inedito e custodito nel suo computer? Quello che Bruce scoprirà è molto più sconvolgente dei colpi di scena delle storie di Nelson Kerr.

Recensione. “L’ultima storia” è il secondo episodio della serie “Camino Island” creata da John Grisham che viene considerato l’esponente più importante del “legal thriller”, anche se il capostipite del genere viene solitamente identificato in Scott Turow, autore del bestseller “Presunto innocente” del 1987.

Grisham, in questa serie incentrata sul libraio Bruce Cable,  spiazza i numerosissimi fan e mettendo da parte avvocati e tribunali ambienta le sue nuove storie in una paradisiaca isoletta della Florida, Camino Island appunto.

Nel primo romanzo della serie, “Il caso Fitzgerald” (Camino Island),  Bruce Cable è indiziato di aver comprato cinque preziosissimi manoscritti dei romanzi di Francis Scott Fitzgerald pur conoscendo la provenienza illecita del lotto, assicurato per venticinque milioni di dollari, rubato in un audace furto ai danni della Princeton University.

Per recuperare le prime opere di Fitzgerald si muovono tante organizzazioni e tra queste anche una potente agenzia investigativa che ingaggia la promettente scrittrice Mercer Mann per indagare e per inserirsi nell’ambiente letterario che orbita attorno a Cable ed alla sua libreria Bay Books.

Dopo diverse peripezie amorose e percorrendo sentieri non perfettamente legali Bruce Cable riuscirà a concludere in bellezza lo spinoso caso Fitzgerald.

In “L’ultima storia”, (Camino Winds) ritroviamo Bruce Cable qualche anno dopo, sempre alla guida di Bay Books, importante istituzione letteraria dello Stato.

La tranquillità della zona è messa in pericolo dall’uragano Leo che quando arriva causa un disastro apocalittico.

Bruce Cable, che è rimasto coraggiosamente sull’isola, si mette alla ricerca degli amici dispersi nella devastazione e trova il cadavere dello scrittore Nelson Kerr, presumibilmente vittima delle forze della natura.

Assieme a Cable però ci sono anche Nick Sutton, studente universitario appassionato di gialli e Andrew Cobb, ex detenuto che scrive thriller piuttosto violenti, che non credono alla disgrazia e pianificano un’indagine parallela a quella della polizia.

L’inchiesta viene penalizzata dall’immane distruzione causata dall’uragano ma i tre improvvisati detective, mentre la polizia latita e si disinteressa del fatto, sviluppano alcune teorie sui moventi e una di queste è basata sulle ipotetiche rivelazioni che l’ultimo libro di Kerr, non ancora pubblicato, poteva contenere.

Questa ipotesi mette in moto una macchina narrativa che riprende alcuni personaggi del libro precedente come Mercer Mann e l’Alpha North Solutions, l’agenzia investigativa che cercava di inchiodare Cable ma soprattutto porta alla ribalta un tema di stringente attualità come la qualità dell’assistenza nelle case di cura per anziani.

Infatti il libro inedito romanzava una truffa ai danni dello Stato utilizzando un farmaco, naturalmente sviluppato in un laboratorio cinese, che teneva in vita per diversi mesi gli ammalati con encefalogramma sostanzialmente piatto e questo accanimento terapeutico forzato all’estremo poteva creare un guadagno illecito di circa duecento milioni di dollari all’anno rimborsati dal servizio sanitario nazionale.

In “L’ultima storia” Ghisham miscela con mestiere diversi sottogeneri del mystery e non manca neanche un richiamo ad uno dei suoi romanzi più famosi “L’uomo della pioggia” con gli accenni agli avvocati che fanno carriera sulle cause sanitarie.

Oltre a ciò ci sono anche riferimenti divertenti ai detective letterari visto che Nick Sutton, nutrito con tutto quello che viene pubblicato nell’ambito giallistico, in base a queste sue conoscenze letterarie riesce a capire da pochi indizi tutti i retroscena del delitto.

John Grisham ha strutturato una trama che come un mosaico potesse incastrare diverse tessere ma rispetto ai suoi libri più felici non è riuscito a trovare il giusto ritmo interno alla storia e ha perso l’occasione di inserire un finale alternativo che avrebbe dato al thriller ben altro spessore.

Essendo ambientato in una libreria, come il precedente, “L’ultima storia” è anche un inno ai libri ed alla lettura.

Il libraio Bruce Cable infatti “adorava il profumo e la consistenza di ogni volume, e gli piaceva particolarmente cercarne il posto perfetto sugli scaffali. Inscatolava personalmente anche tutti i libri invenduti da rispedire alle case editrici, un atto di resa che lo deprimeva sempre.”

 

 

John Grisham


Scrittore statunitense. Laureatosi in legge, per anni è stato avvocato penalista. Ha ricoperto incarichi politici come membro della Mississippi House of Representatives. Con il romanzo Il socio (Mondadori 1992, adattato per il cinema nel 1993 da Sydney Pollack), ha rinnovato le fortune del genere legal-thriller, o più precisamente del courtroom-thriller, cioè il romanzo giallo d’ambientazione giudiziaria. A questa formula l’autore è rimasto fedele anche nei molti romanzi successivi, spesso all’origine di popolari film: Il rapporto Pelican (1992), la cui versione cinematografica venne realizzata nel 1993 da Alan J. Pakula; Il momento di uccidere (1992); L’uomo della pioggia (1995), portato sullo schermo nel 1997 da Francis Ford Coppola; La giuria (1996); Il partner (1997). Tra i romanzi pubblicati recentemente in Italia si ricordano: Il professionista (2007), Io confesso (2010), I contendenti (2011), The Racketeer (2013), I segreti di Gray Mountain (2014), Theodore Boone. Il fuggitivo, L’avvocato canaglia (entrambi del 2015), L’informatore (2016), Il cliente (2016), Il caso Fitzgerald (2017), La grande truffa (2018), La resa dei conti (2018), L’avvocato degli innocenti (2019) e L’ultima storia (2020). L’editore italiano di riferimento è Mondadori. Nel 2002 vince il prestigioso Raymond Chandler Award, il premio letterario istituito da Irene Bignardi nel 1996 in collaborazione con il Raymond Chandler Estate dedicato alla scrittura noir che ogni anno laurea un maestro del genere.

 

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