L’ultimo inganno




L’ULTIMO INGANNO 


Autore: Anna Vera Sullam

Editore: SEM

Genere: Giallo storico

Pagine: 364

Anno di pubblicazione: 2022

 

 

 

Sinossi. Venezia, 1943. È una domenica infuocata di luglio e agli Alberoni due ragazzi cercano un po’ di frescura e di intimità. È su quella spiaggia poco frequentata che si rifugiano, perché in base alle leggi razziali non possono entrare negli stabilimenti del Lido. Ad aspettarli c’è una scoperta agghiacciante: il cadavere di un uomo seminascosto tra i giunchi. È vestito con eleganza e non sembra appartenere al tipo di persone che si ritrovano abitualmente in quella zona. Il maresciallo Giuseppe Russo, a cui viene affidata l’indagine, scopre infatti che si tratta di Ludovico Ferri, un personaggio molto in vista nella buona società veneziana, membro del Partito Fascista, che aveva da poco lasciato il golf club lì vicino dopo aver ricevuto un misterioso biglietto. Sposato con Maddalena, una ricca signora, Ludovico Ferri non è una bella persona: spietato, violento, disposto a tutto pur di raggiungere i suoi scopi, si guadagna più facilmente odio che amore. Tocca al maresciallo Russo, aiutato dall’amico Rodolfo, segretario della scuola ebraica, districarsi tra i possibili autori dell’omicidio per arrivare a una verità sorprendente e inaspettata. Sullo sfondo le vicende di una guerra che non accenna a finire e che incombe sulla vita della città.

 

Recensione di Marina Toniolo

“I governi giocano su queste paure, in particolare i regimi nei quali i tiranni cercano il consenso creando dei nemici fasulli e scatenando il popolo contro di loro.”

Dopo ‘Il sesto comandamento’ arriva questo nuovo romanzo della Sullam. Ritroviamo il maresciallo Russo, proveniente da un paesino in provincia di Caserta, e Rodolfo, giovane segretario della Comunità Ebraica di Venezia.

Un cadavere viene ritrovato in mezzo alle dune, agli Alberoni, in una torrida giornata di luglio. È una spiaggia destinata alla popolazione ebraica seguendo le direttive delle leggi razziali emanate a fine anni ’30. Ma l’uomo ritrovato, tale Ludovico Ferri, non è certamente un popolano né tantomeno un ebreo. Appartiene alla elite veneziana che, nonostante la guerra, si ritrova ancora a giocare a golf al Circolo e presenzia ai pranzi domenicali all’interno dello stesso, ideato da Giuseppe Volpi di Misurata e il magnate Ford nel decennio precedente.

Giuseppe Russo ho l’incarico di condurre l’indagine e subito i suoi sforzi si concentrano nell’interrogare le persone presenti al golf quella domenica e i ragazzi ebrei presenti nel tratto di spiaggia a loro concessa. Per non suscitare imbarazzo o omertà incarica Rodolfo e la sua quasi fidanzata Stella di indagare nel ghetto. Il tutto nei mesi più torridi per Venezia, con l’afa che fa da padrona e costringe gli abitanti a movimenti rallentati. Inoltre ci troviamo nel 1943, la guerra è all’apice e seguiamo anche le vicende di Mussolini che fugge all’estero per poi ritornare e fondare la Repubblica di Salò.

L’armistizio con gli alleati è stato firmato: Badoglio è a capo del nuovo governo. Gli americani risalgo la penisola italiana mentre i tedeschi la occupano.

Che ruolo potrà avere la città durante l’occupazione nazista? Riusciranno Giuseppe Russo e Rodolfo Donati a venire a capo della morte del Ferri?

Tutti i testimoni hanno un valido motivo per averlo voluto morto, ma

la realtà non è sempre quella che abbiamo davanti agli occhi. Qual era la realtà nascosta? Dove stava l’inganno?”.

Anna Vera Sullam è una veneziana di origini ebraiche. Con questi libri ambientati a Venezia durante la Seconda Guerra pone l’accento sulle problematiche della popolazione, soprattutto quella abitante il ghetto. È importante mantenere viva la memoria e Rodolfo, anche se non praticante come Stella, lo fa appieno sentendo appunto di essere un uomo, un veneziano e un ebreo. Il contrasto con la quasi fidanzata è evidente: lei è più osservante e vorrebbe che anche il giovane sentisse l’importanza di osservare i precetti della loro religione.

Lui invece nato e cresciuto in una famiglia più libera, trova soffocante l’imposizione di norme che non nascono dal cuore. L’amicizia con il maresciallo Russo gli offre poi l’occasione di muoversi, di non pensare ogni istante alle difficoltà della vita quotidiana durante la guerra. Sono due spiriti affini legati da una intelligenza vivida.

Giuseppe Russo è un personaggio ottimamente costruito. L’arrivo a Venezia e la guerra ne determinano il processo evolutivo interiore. Infatti, se fino a pochi anni prima avrebbe seguito pedissequamente le leggi, ora c’è una presa di posizione tra il dovere di poliziotto e coscienza come essere umano.

Ben costruiti i dialoghi che evidenziano le differenze di parlata tra il casertano e il veneziano: da veneta mi sono divertita a leggere le parti in dialetto a voce alta.

Un giallo storico costruito con competenza e perizia. Certe parti risultano ripetitive ma nel complesso è un libro godibile con un finale non così scontato ed è formativo per conoscere aspetti del passato che possono perdere limpidezza nella memoria.

 

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Anna Vera Sullam


è nata e vive a Venezia. Laureata in Lettere, è stata a lungo ricercatrice presso l’università Ca’ Foscari, dove ha insegnato Lingua e Storia della lingua italiana. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: I nomi dello sterminio (Einaudi 2001, Marietti 2018), Undici stelle risplendenti (Mondadori 2012), e il giallo storico Il sesto comandamento (SEM, 2021).


A cura di
Marina Toniolo

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