L’uomo che vendeva




 L’UOMO CHE VENDEVA

L’ARIA IN TERRASANTA

di Omer Friedlander

NN Editore 2023

Irene Abigail Piccinini (Traduttore)

Narrativa, pag.240

Sinossi. Israele è il paese dove la geografia e la storia sono inscritte in ogni pietra, si respirano in ogni vento e intrecciano inesorabilmente i destini di uomini e donne, capaci di sfuggire alla violenza con un’immaginazione potente e sconfinata. Così, tra i vicoli di Tel Aviv, un truffatore e sua figlia vendono bottiglie di “aria santa” a turisti creduloni per non arrendersi all’evidenza della povertà; in un aranceto di Giaffa un vecchio coltivatore ebreo riconosce negli occhi neri di una donna lo sguardo dell’amico palestinese che ha dovuto tradire; in una Beirut devastata da una guerra logorante, si avverano gli ultimi desideri di tre giovani soldati, per mano di una donna affascinante che si fa chiamare Sheherazade. L’uomo che vendeva l’aria in Terrasanta è una costellazione di fiabe capovolte in cui la realtà opaca si colora delle tinte accese della fantasia, come in un quadro di Chagall. L’esordio letterario di Omer Friedlander è un libro intenso e delicato, una raccolta di racconti che, sulla scia dei romanzi di Eshkol Nevo, disegna una mappa dell’animo umano, un luogo vulnerabile e imperfetto ma sempre aperto alle possibilità della speranza. Questo libro è per chi sfida la vertigine per godersi un panorama inaccessibile, per chi non si stanca mai di leggere Le mille e una notte, per chi combatte le proprie paure scrivendole sui post-it, e per chi a volte si rifugia nella sua stanza dei sogni, un luogo minuscolo e fragile con le pareti ricoperte di conchiglie marine, dove sentirsi al sicuro.


Recensione di Denise Antonietti

E’ difficile parlare di una raccolta di racconti come questa senza rovinare al lettore il piacere della scoperta.

Undici racconti, undici piccoli universi, undici prospettive su una terra che molti considerano santa, ma che pochi trattano davvero come tale. Una terra che negli ultimi decenni ha visto forse più sangue che pioggia, eppure una terra splendida, che Friedlander riesce a raccontare con una romantica malinconia, facendo respirare il profumo degli aranceti, del sole del Mediterraneo sopra a quello della polvere e delle macerie.

Nonostante sia giovane – almeno secondo i canoni del nostro panorama editoriale – Omar Friedlander dimostra una grande maturità stilistica. I suoi racconti sono delicati, eppure scavano a fondo. Il periodare ha il ritmo delle favole delle Mille e una notte (e di questo si deve rendere merito anche alla bravissima traduttrice), ma non rinuncia a guardare in faccia la realtà in modo franco e spietato – senza dimenticare una punta di crudele ironia, come ne Il sopravvissuto sefardita.

Le contraddizioni emergono dalle storie di personaggi comuni eppure unici, come ne Le arance di Giaffa o Checkpoint, secondo me due perle all’interno di una raccolta che di per sé meriterebbe spazio nella biblioteca di chiunque.

Nella scrittura di Friedlander si sentono gli influssi di David Grossman, in un’occasione citato anche apertamente, e della tradizione narrativa e favolistica del Medio oriente, unita a un linguaggio asciutto, essenziale, che trasporta queste favole spaventosamente reali nella contemporaneità.

Non sono solita fare previsioni, ma credo che appena Friedlander deciderà di avventurarsi oltre la narrativa breve e regalarci un romanzo, sarà un romanzo di cui sentiremo parlare a lungo.

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Omer Friedlander


Omer Friedlander è nato a Gerusalemme nel 1994, è cresciuto a Tel Aviv e attualmente vive a New York. Ha studiato a Cambridge e alla Boston University, dove è stato sostenuto dalla Saul Bellow Fellowship. I suoi racconti hanno vinto numerosi premi e sono stati pubblicati in Stati Uniti, Canada, Francia e Israele. L’uomo che vendeva l’aria in Terrasanta ha vinto l’Association of Jewish Libraries Fiction Award, il Sophie Brody Medal Honor Book ed è stato selezionato per il Wingate Prize. NNE pubblicherà anche il suo primo romanzo.

A cura di Denise Antonietti

https://deniseantonietti.wordpress.com