Non tutti gli alberi 




 Non tutti gli alberi


Sinossi.  È il decimo compleanno di Alice e suo padre ha una sorpresa per lei. Non un regalo da negozio, nulla di costoso o appariscente. Si tratta di uno zaino, logoro e malandato, con un odore tanto simile a quello del suo primo proprietario, inconfondibile per Alice, armadio chiuso e pepe. Per lei quello non è solo un regalo: è una promessa, l’inizio di un’avventura indimenticabile. Infatti, proprio quel giorno suo padre le farà vivere una delle giornate più importanti della sua vita. Da quando era piccolissima tra loro c’è un legame speciale, esclusivo ed escludente anche per sua madre, sempre così rigida e infelice, sempre piena di regole e rinfacci. Forse proprio per questo la partenza improvvisa di lui, diretto in Francia per fare il taglialegna, è una ferita difficile da rimarginare. Le giornate sembrano diventare tutte uguali e l’unico divertimento per lei è un piccolo pezzo di terra nascosto dietro casa, che chiama “ortogiardino”, affidatole da papà prima di partire. Un giorno però Alice riceve la più terribile delle notizie. Una notizia che non può e non vuole accettare. È da questo momento che inizia per lei la prima vera avventura. Una fuga da casa sulle tracce di suo padre, dove quello che troverà sarà molto di più di ciò che avrebbe potuto immaginare. Una storia dolcissima e drammatica, che parla di un legame inscindibile che va oltre lo spazio e le stagioni. Una storia di formazione in cui il viaggio reale si moltiplica, diventando una magica iniziazione e una profonda presa di coscienza di una verità più grande.

Autore: Gianmarco Parodi

Editore: Piemme

Pagine: 352

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2022

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 Recensione di Francesca Mogavero

Alice è “l’apprendista avventuriera più noiosa” che suo padre abbia mai conosciuto. Ma non è così che sono le vere eroine e i veri eroi? All’inizio della storia conducono vite ordinarie, e magari nemmeno ci pensano a perdersi nel bosco, a seminare briciole di pane, affrontare draghi con la tossee orchi trasformisti e a salvare chi è prigioniero in una torre o dorme da cent’anni.

Poi però arriva la chiamata all’avventura, la necessità impellente, ed è allora che un cuore puro e speciale si manifesta: nel dire di sì nonostante tutto, anche se non ci si sente tagliati per una grande impresa, nel radunare poche cose importanti in uno zaino e partire sotto stelle e segnali poco chiari.

Per questo Alice, ancora così piccola e affamata di affetto e rassicurazioni, è doppiamente eroica: perché accetta le sfide durissime che il destino le pone di fronte e si mette alla prova a sua volta, spingendo il limite sempre un poco più in là.

Così, con una manciata di oggetti che si caricano di una valore simbolico potente, accompagnata dal fidato e straordinario Pino, la nostra protagonista dai capelli rossi e soffici come una coda di volpe risponde al richiamo e inizia la sua missione: l’amato papà non può essersene andato davvero, dev’essere uno dei suoi scherzi, una prova, perché ci sono promesse da mantenere e progetti lasciate a metà, canzoni da cantare fino allo sfinimento e posti e alberi da scoprire insieme.

Alice segue le tracce, interpreta i segni, forse si illude e vede ovunque – nelle piume degli uccelli e in vecchi vestiti, nella voce dell’amico e soprattutto negli alberi – la presenza del padre; incontra, come in ogni Viaggio che si rispetti, di quelli con la maiuscola, pericoli e aiutanti ammantati di magia, difficoltà e soluzioni, salite e panorami mozzafiato, oscurità e racconti attorno al fuoco e, giunta alla meta, comprende che c’è ancora un pezzetto di strada da fare (dopo la ricompensa e la via del ritorno, ci sono ancora la resurrezione e l’elisir) e che il vero oggetto della cerca, forse, è più vicino di quanto possa immaginare… perché è dentro di lei.

Con Non tutti gli alberi, romanzo finalista al Premio Italo Calvino, Gianmarco Parodi ci regala una fiaba senza tempo e modernissima, di adulti che spesso compiono scelte incomprensibili e non sempre giuste, di bambine e bambine che subiscono e affrontano cose più grandi di loro, ma senza perdere la predisposizione alla luce e allo stupore, di presenze che non ci lasciano mai sul serio, ma assumono altre forme e dimensioni… per accompagnarci stagione dopo stagione.

Gianmarco Parodi


nato a Sanremo, viene da studi agrari. Ha scritto alcuni romanzi di genere fantastico. Ogni sua narrazione è radicata nella terra da cui proviene, l’estremo ponente ligure. Partendo da Triora, borgo arroccato famoso per un grande processo d’inquisizione, passando per la sua città natale, fino al tormentato confine con la Francia. Insegna tecniche della narrazione per Scuola Holden, dove si è diplomato, e per altre realtà. Conduce trekking letterari, passeggiate narrative e laboratori di scrittura online. Ha vinto alcuni premi nazionali di poesia e ha fondato il collettivo poetico Vivaio del Verso. Con Non tutti gli alberi, nel 2021, è arrivato finalista al Premio Italo Calvino.

A cura di Francesca Mogavero

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