Un caso complicato
per
l’Avvocato Ligas
Sinossi. Lorenzo Ligas è un avvocato penalista brillante. Forse il più geniale sulla piazza di Milano. Ma la sua vita è andata in frantumi. È un disastro e lo sanno tutti. I suoi soci lo allontanano perché ha smarrito definitivamente il confine tra dovere e piacere. Lui, però, non può smettere di lavorare. Così decide di fare ciò che gli riesce meglio: sceglie i casi che nessuno vuole, quelli già decisi dal pregiudizio e dal rumore dei media. Poi c’è la vita fuori dall’aula: un matrimonio finito e una figlia che Ligas ama più di ogni cosa al mondo. Il padre perfetto non esiste, lui lo sa. Può solo esserci quando conta, cercare di mettere sua figlia davanti a tutto senza lasciarsi travolgere dai propri demoni. Ma mentre cerca di restare a galla fra guai privati e problemi professionali, bussa alla porta un caso che puzza di guai. Un poliziotto ucciso. Un ex cantante sul banco degli imputati. Chat cancellate nell’ora sbagliata. Un misterioso telefono svizzero. Testimoni che vacillano quando è il momento di parlare. E un palazzo con un’uscita secondaria.
Tra bar rumorosi e corridoi di tribunale, Ligas cerca la crepa dove tutti vedono un muro. Se il colpevole perfetto fosse solo un alibi per qualcun altro? E soprattutto: a chi conviene davvero che l’imputato resti colpevole? È una corsa contro la fretta di condannare e contro le scorciatoie del sistema. Per Ligas la regola non cambia: tutti sono innocenti fino a prova contraria e meritano la miglior difesa possibile. La sua.
Autore: Gianluca Ferraris
Editore: Corbaccio
Genere: Legal Thriller
Pagine: 310
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Marco Lambertini
Con Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti, Gianluca Ferraris costruisce un romanzo che è al tempo stesso un’indagine giudiziaria e un ritratto sociale, dove il confine tra giustizia e sopravvivenza appare sempre più sottile.
Il cuore del romanzo è senza dubbio l’avvocato Lorenzo Ligas, figura lontana dai cliché dell’eroe infallibile. Ligas è un professionista disilluso, pragmatico, spesso cinico, ma attraversato da un senso profondo e quasi ostinato della giustizia.
“Solo un grande disprezzo della libertà può portare a credere che l’esserne privati per un periodo di tempo determinato non sia una condanna sufficiente. E una società che disprezza la libertà non ha mai portato a niente di buono”.
In queste righe si condensa la sua visione: Ligas non crede in una giustizia punitiva fine a sé stessa, né nelle scorciatoie morali. Per lui la libertà è un valore assoluto, e la sua limitazione è già, di per sé, una pena enorme. È questa convinzione a guidarlo nelle sue difese e sopratutto con Jack Zero, spesso senza illusioni ma con una coerenza che lo distingue.
Il suo approccio ai casi resta diretto, quasi brutale: niente retorica, niente idealizzazioni. Ma proprio questa durezza lo rende credibile. Ligas è un personaggio che vive nelle contraddizioni, costretto a muoversi in un sistema dove vincere non coincide sempre con avere ragione.
Altro protagonista fondamentale del romanzo è Milano, osservata attraverso uno sguardo lucido e disilluso. Non è la città patinata della moda e del design, ma un organismo nervoso e squilibrato.
“È l’ultima grande metropoli di una nazione che sta affondando all’estremità di un continente affamato, un’isola anfetaminica in mezzo a una penisola triste, una macchia incazzata che si espande alle aree circostanti come un’inarrestabile fuoriuscita di petrolio da un motore esausto”.
Questa immagine restituisce una Milano febbrile e aggressiva, specchio perfetto delle tensioni che attraversano il protagonista e la società che lo circonda.
Il recente adattamento televisivo prodotto da Sky porta sullo schermo le vicende di Ligas con una resa complessivamente solida e coinvolgente. La serie resta piuttosto fedele alle dinamiche legali del romanzo, che costituiscono l’ossatura narrativa anche nella trasposizione.
Le differenze emergono soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi: alcuni vengono modificati, altri aggiunti, in una logica più televisiva e accessibile. In questo senso, il Ligas della serie risulta inevitabilmente più “mainstream”, meno ruvido rispetto alla sua controparte letteraria.
Nel libro, invece, il personaggio appare decisamente più stratificato, ambiguo e profondo. Le sue contraddizioni, il suo cinismo e la sua visione della giustizia emergono con maggiore forza, restituendo un ritratto più complesso e meno conciliabile.
Pur trattandosi di una serie godibile e ben realizzata, il romanzo conserva un’intensità e una crudezza difficilmente replicabili sullo schermo. È nella pagina scritta che il mondo di Ligas mostra tutta la sua durezza, senza filtri né mediazioni.
Lo stile di Ferraris è essenziale, diretto, figlio degli anni da giornalista dell’autore. Gianluca Ferraris lo è stato per anni, e questa esperienza si riflette chiaramente nella precisione del linguaggio, nella costruzione dei dialoghi e nella capacità di restituire ambienti e dinamiche con immediatezza.
La sua scrittura evita ogni compiacimento, privilegiando l’efficacia e il ritmo. I dialoghi sono serrati e credibili, e la trama procede senza dispersioni, mantenendo costante la tensione narrativa.
Purtroppo Gianluca Ferraris è scomparso nel 2022 dopo una malattia: una perdita che rende ancora più significativo il valore delle sue opere, capaci di raccontare con lucidità e profondità il presente.
Il romanzo si inserisce nel filone del legal thriller, ma si allarga a una riflessione più ampia sulle disuguaglianze e sul funzionamento della giustizia.
Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti è un noir solido e incisivo, capace di unire intrattenimento e profondità. Grazie a un protagonista complesso e a una Milano viva e contraddittoria, Ferraris offre una storia che lascia il segno.
Una lettura consigliata a chi cerca un thriller giudiziario che sappia anche interrogarsi sul valore della libertà e della giustizia nel presente e che, rispetto alla sua versione televisiva, riesce a essere più intensa, più cruda e probabilmente più veritiera.
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Gianluca Ferraris
(1976 – 2022) è stato un giornalista investigativo e uno degli autori più originali del noir italiano contemporaneo. Ha raccontato con lucidità il lato oscuro della società, trasformando le sue inchieste in narrativa di grande forza. Tra i suoi lavori precedenti, la trilogia di Gabriele Sarfatti, pubblicata per Novecento Editore (A Milano nessuno è innocente; Piombo su Milano, semifinalista al Premio Scerbanenco 2016; Shaboo, semifinalista al Premio NebbiaGialla 2018), e i podcast Pallone criminale (2019) e Mostri – I più feroci serial killer italiani (2020), distribuiti da Storytel. Amatissimo autore nel panorama del giallo, ha firmato anche un secondo romanzo con protagonista L’Avvocato Ligas ,“Mantide” (Piemme 2022).