Perdenti




La prima indagine dell’avvocato Ligas


Recensione di Antonella Bagorda


Autore: Gianluca Ferraris

Editore: Piemme

Genere: Legal thriller

Pagine: 320

Pubblicazione: Aprile 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. L’omicidio di un poliziotto, gli agenti pronti a tutto pur di sbattere in galera il colpevole, e un indiziato che ha minacciato di morte la vittima poche ore prima del delitto e che, soprattutto, non ha un alibi. Non c’è niente che l’avvocato milanese Lorenzo Ligas ami di più di un caso impossibile con un finale già scritto dagli inquirenti. Una sfida giocata sul filo del rasoio è tutto ciò che chiede in uno dei momenti peggiori della sua vita. Ligas è un eccellente professionista, ma ormai l’esistenza serena che gli pareva di avere di fronte si è irrimediabilmente ingarbugliata. Guardandosi indietro non sa dove siano andati a finire il marito innamorato, lo studente brillante divenuto socio di uno studio legale avviato, il padre presente. Forse in fondo all’ultimo bicchiere che si è scolato o nell’ennesimo incontro su Tinder che lo ha lasciato ancora più solo. Ora, però, ha la possibilità di riscattarsi: difendere Jack Zero, ex popstar e meteora della televisione italiana, cocainomane e colpevole ideale, è il modo per dimostrare alla ex moglie e ai suoi soci, ma soprattutto a se stesso, che vale ancora qualcosa. Una serie di false piste, di testimoni inattendibili e una Milano tutt’altro che ospitale lo porteranno a smontare i pregiudizi che la polizia ha costruito intorno al suo cliente e a scavare più a fondo. E, per una volta, quella fragilità che da anni mina la sua vita sarà la chiave per scoprire l’amara verità che si cela dietro al delitto. Gianluca Ferraris ha creato un nuovo personaggio, una voce caustica e dissacrante, un uomo pieno di contraddizioni e schiacciato dai rimorsi, ma anche un’anima con una sua purezza.

 

Recensione

Una ventata d’aria fresca; una boccata d’ossigeno, di quello buono e puro che ti risana i polmoni; una lettura che ti fa venir voglia di leggere ancora e ancora. Perdenti, il nuovo romanzo di Gianluca Ferraris, è il libro di cui avevo bisogno.

Una voce giovanile, leggera, ironica, sapiente, che per 320 pagine ti parla di un morto ammazzato ma senza farti sentire costantemente il peso del cadavere sulle spalle. Bravo, Ferraris, bravo davvero.

Ma adesso raffreddiamo gli animi e andiamo con ordine.

Protagonista di questo gradevolissimo legal thriller all’italiana è Lorenzo Ligas, un eccellente avvocato milanese che si trova in un momento di stallo. Causa di questo stallo è la crisi esistenziale che sta vivendo data da un matrimonio fallito, dalla lontananza forzata da sua figlia, dai dubbi che i suoi soci iniziano a nutrire nei suoi confronti, il tutto riconducibile a un non trascurabile dettaglio: alcool.

Quando a Ligas si presenta l’occasione di difendere un uomo che la polizia ha già dato per colpevole, lui decide di raccogliere tutti i suoi pezzi sparsi qua e là e trovare la forza per affrontare quel caso apparentemente già risolto in partenza. Si tratta di difendere tale Jack Zero, ex popstar dimenticata da tutti, cocainomane, privo di alibi e con svariati motivi per odiare a morte la vittima, un poliziotto con cui Zero si era scontrato verbalmente alla luce del sole poco prima della sua morte.

Lorenzo Ligas accetterà la difesa e seguirà il caso per dimostrare a chi non ha più fiducia in lui, e quindi soprattutto a se stesso, di valere ancora qualcosa.

Non è certo una novità leggere di un protagonista che si è fatto a pezzi da solo, un fallito su tutti i fronti che barcolla ma alla fine decide sempre di non mollare; di solito sono commissari, questo è un avvocato. Quindi una scelta poco originale, che non porta a nulla di nuovo. Un personaggio scontato, già letto e riletto. La solita lagna dell’uomo, marito, padre, lavoratore che si lascia andare fino a trascinarsi. Il classico cliché del poliziesco all’italiana. Sì, tutto vero, ma quanto diamine è scritto bene questo cliché?

Ferraris padroneggia uno stile di scrittura con cui può permettersi di affrontare qualsiasi tipo di cliché; passando per le sue mani risulterebbe comunque originale, interessante, nuovo. L’ho definito un folle quando non ero nemmeno a metà libro, folle nell’accezione più positiva del termine ovviamente. Mi cita i protagonisti di Connelly, le strategie di Law&Orders e le intuizioni da profilerdi Criminal Minds come un comune mortale può citare la ricetta dei peperoni ripieni di zia Concetta o l’evento della trota pescata al lago artificiale dallo zio Ambrogio. Mi piazza lì, a inizio capitolo,aneddoti della settimana enigmistica che sembrano non avere alcun senso, e spesso effettivamente non ce l’hanno, ma lui il senso lo trova sempre. Un genio.

Insomma, che questo autore sia stato per me una grande scoperta s’è abbondantemente capito. E lo dimostra il fatto che, come non mi succedeva da molto tempo, fatico a smettere di scrivere questarecensione che rischia di diventare un trattato.

Ferraris ha creato dei personaggi che funzionano; ha messo accanto al suo protagonista le persone giuste, anch’esse un po’ stereotipate ma che sarò felicissima di incontrare ancora perché sono curiosa di sapere cos’altro potrà uscire da quella penna. Il ritmo è sempre incalzante e non annoia mai.

La narrazione è giusta e sempre chiara: l’autore passa dalla terza alla prima persona senza indugio e senza intoppi. I toni sono leggeri; l’ironia è molto presente anche quando la situazione dovrebbe prevedere altro, ma personalmente questo lo trovo un gran pregio; l’indagine scorre liscia, con l’ausilio di trucchetti del mestiere che fanno parte anche della realtà; il finale stupisce.

Che altro serve per farne un romanzo a cui non manca niente? Serve un seguito.

Caro Gianluca Ferraris, attendo con trepidazione di conoscere il destino che hai riservato al tuo Lorenzo Ligas.

 

 

 

 

Gianluca Ferraris


Gianluca Ferraris è nato a Genova, il 29 novembre 1976. È un giornalista e scrittore italiano. Nel 2001 ha iniziato a collaborare con Panorama. Nel 2002, dopo la laurea in Scienze politiche, si trasferisce a Milano dove consegue un master in giornalismo e inizia a collaborare con altre riviste, Chi ed Economy, e per la televisione, Quarto Grado su Rete 4. Attualmente è vice caposervizio a Panorama, dove si occupa di attualità, cronaca ed economia. Alcuni dei suoi servizi più importanti riguardano le tematiche del calcio scommesse, delle infiltrazioni criminali nel mondo dell’azzardo, di terrorismo e dell’inchiesta Monte dei Paschi. Su Panorama.it ha un suo blog, Fair Play, dedicato a sport&business. Nel 2010 con l’inchiesta di copertina «Ladri di speranza», pubblicata da Panorama, ha vinto con Ilaria Molinari il premio giornalistico europeo sulla salute e i diritti del malato, assegnato dalla Commissione Ue. Ha pubblicato 4 romanzi e 3 saggi, di questi sei libri il più apprezzato è Pallone Criminale (Ponte alle Grazie), uscito nel 2012 e scritto a quattro mani con Simone Di Meo, che ha ricevuto la menzione speciale della giuria del premio letterario «Antonio Ghirelli» della Federcalcio. Dal 2014 pubblica esclusivamente narrativa: oltre ai romanzi del ciclo di Gabriele Sarfatti editi dalla collana Calibro9 di Novecento Editore, suoi racconti gialli e noir sono comparsi in diverse antologie.

 

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