Pietro e Paolo




Recensione di Carla Suella


Autore: Marcello Fois

Editore: Einaudi Supercoralli

Genere: Narrativa

Pagine: 160

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Prima erano inseparabili: Pietro figlio dei servi, Paolo dei padroni, un’adolescenza trascorsa in comunione con la natura, nel cuore vivo di una Sardegna selvaggia. I giochi, le parole pronunciate per conoscersi o per ferire, poi Lucia, «una giovane acacia selvatica»: sono tante le vie per scoprire chi sei, chi vuoi diventare, qual è la misura esatta del tuo potere. Quando Paolo viene chiamato alle armi, per una promessa che assomiglia a un patto di sangue si arruola anche Pietro, da volontario. Il suo compito è guardare a vista l’amico fragile, sorvegliarlo, proteggerlo. Le disparità nel loro rapporto ora non è più possibile ignorarle, s’impongono come le regole di grammatica che Paolo un tempo spiegava a Pietro: ci sono dei verbi, gli ausiliari, che permettono a tutti gli altri di spostarsi nello spazio e nel tempo. «Non lasciarmi» chiede Paolo, e Pietro forse lo tradirà o forse rispetterà la promessa, ma da quei giorni di bombe e combattimenti le loro vite, e quelle delle loro famiglie in Sardegna, cambieranno per sempre. Sino a quel mattino di gennaio in cui, ormai uomini fatti, si troveranno di nuovo uno di fronte all’altro. In una resa dei conti dove tradirsi o salvarsi può essere paradossalmente lo stesso gesto.

 

 

 

Recensione

Inseparabili fin da piccoli, Pietro figlio di servi e Paolo figlio di signori, crescono tra i campi di una Sardegna selvaggia e incontaminata.

Pietro è quello forte, abituato al lavoro e ai sacrifici e Paolo colui che deve essere protetto perché “Signore” e fragile.

Ma la guerra non guarda in faccia nessuno e quando Paolo viene chiamato alle armi, per una promessa che sa di patto di sangue, anche Pietro deve arruolarsi come volontario.

Dovrà guardare le spalle al suo amico, proteggerlo e sorvegliarlo a vista.

E mentre Paolo implora Pietro di non lasciarlo, la guerra detta regole diverse.

Nessuno le decide e nessuno le prevede.

Paolo verrà tradito?

Chissà.

La cosa certa è che da quel momento le loro vite cambieranno, come cambieranno quelle delle loro famiglie in Sardegna, fino a un freddo mattino di gennaio.

I capitoli sono numerati dal sedici allo zero e procedono come un conto alla rovescia verso il momento finale. Scritto in una lingua perfetta e impeccabile come sempre, questo romanzo vi riempirà il cuore. Io ad esempio l’ho amato come pochi.

 

 

Marcello Fois


Marcello Fois è nato a Nuoro il 20 gennaio 1960. E’uno scrittore, commediografo e sceneggiatore italiano. Nel 1998, per Il Maestrale, esce “Sempre caro”, primo romanzo di una trilogia (proseguita con Sangue dal cielo e L’altro mondo), ambientata nella Nuoro di fine Ottocento. Con “Sempre caro” nel 1998 vince il Premio Scerbanenco.  Con Giulio Angioni e Giorgio Todde è fra i fondatori del festival letterario L’isola delle storie di Gavoi. È un esponente della “nuova letteratura sarda”. Nel 2012 è tra i finalisti del Premio Campiello con il libro Nel tempo di mezzo, risultato poi vincitore del Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante. Nel 2016 vince il premio Asti d’Appello con il libro Luce perfetta, mentre nel 2017 vince la prima edizione del Premio Crovi col romanzo Del dirsi Addio.

 

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