Prestiti scaduti




Recensione di

Salvatore Argiolas


Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

Genere: Noir

Pagine: 384

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. Per la famiglia di Charitos è un grande giorno, lamata figlia Caterina sta per sposarsi, e il commissario è talmente felice da aver deciso di mandare in pensione la sua vecchia Mirafiori per acquistare unauto più moderna, una Seat Ibiza con tanto di navigatore. Ma la gioia del momento dura poco: viene scoperto uno strano omicidio e Charitos deve smettere i panni del padre orgoglioso per riprendere quelli dellinvestigatore. Lex direttore di una grossa banca viene trovato morto nel suo giardino, decapitato di netto, probabilmente con una spada. Ma non basta, pochi giorni dopo viene scoperto un altro omicidio attuato con lo stesso modus operandi. Anche in questo caso la vittima è un direttore di banca, ma di nazionalità inglese, lagitazione si diffonde e laffare per Charitos si complica. Lumorismo amaro e politicamente scorretto e il suo metodo dindagine fatto di cautela e circospezione tenendo sempre a mente che gli avversari non sono più solo i tradizionali cattivi, ma gli stessi mezzi di comunicazione, i politici che perseguono i loro interessi, e come sempre i colleghi che gli mettono i bastoni tra le ruote sono i segni distintivi del commissario Charitos, che torna a indagare sfidando le convenzioni e facendoci scoprire, ogni volta di più, una Grecia diversa.

RECENSIONE


Sin dalla sua nascita il genere giallo ha avuto una struttura narrativa che ignorava le tensioni interne della società e si chiudeva nel ristretto perimetro dell’inchiesta senza interessarsi del mondo che ferveva al di fuori dell’intrigo.

Come per rendere ancor più evidente questo agnosticismo sociale molti romanzi si svolgevano in posti chiusi e isolati come isole, castelli, magioni signorili e ville da nababbi, senza nessun collegamento sia fisico che ideale con il momento storico in cui è incastonata la storia. Solo da poco tempo le questioni sociali fanno da sfondo ai romanzi di detection e Petros Markaris, scrittore e sceneggiatore greco, valido collaboratore di Theo Angelopoulos, è uno dei più validi esponenti di questa nuova frontiera della letteratura gialla.

Nel suo noir “Prestiti scaduti” il commissario Kostas Charitos indaga su raccapriccianti delitti che hanno come movente e come sfondo la drammatica crisi economica che scuote la Grecia. Dotato di grande umanità e perspicacia Charitos, affascinante Maigret mediterraneo, riesce a scoprire gli intrighi che si nascondono dietro gli omicidi ma soprattutto ci guida con mano nella vita di una Atene allo sbando ma ancora vitale e intrigante. Markaris è un maestro nell’alternare la trama poliziesca a frammenti di vita familiare del commissario ora occupato nei preparativi del matrimonio della figlia, ora impegnato a litigare bonariamente con la moglie Adriana, ottima cuoca preoccupata di sbarcare il lunario oppure interessato ad ogni lemma del vocabolario che studia devotamente.

Prestiti scaduti, ambientato nel 2010, pubblicato in Italia per la prima volta nel 2011 e rieditato da La nave di Teseo nel 2021, è il primo atto del cosiddetto ciclo della crisi, (una trilogia che in realtà è costituita da quattro romanzi) che raffigura con grande realismo il periodo più tragico della crisi economica greca iniziata ufficialmente nel 2009 con la rivelazione che i conti pubblici ellenici erano stati falsificati per consentire l’ammissione alla Zona Euro.

Il romanzo comincia con due novità, il matrimonio di Caterina, figlia del commissario Charitos e l’acquisto di una nuova automobile che prende il posto della vecchia e gloriosa 131 Mirafiori che aveva accompagnato le indagini di Charitos sin da Ultime della nottedel 1995.

Il cambio di macchina ha un profondo significato metaforico in quanto segna il passaggio di una nazione votata alla sobrietà ad un modo di vivere più sensibile all’apparire.

Quando Charitos chiede consiglio su quale macchina possa sostituire la Mirafiori, sacrificata per le nozze della figlia, il genero gli propone una Seat per solidarietà tra poveri. In questo momento spagnoli e portoghesi sono in cattive acque come noi. Siamo i PIGS, Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, i maiali. Tra maiali, insomma, bisogna aiutarsi e non correre dietro agli squali. Abbiamo cercato di vivere da squali ma siamo affogati, perché in quanto maiali non sappiamo nuotare. Quindi, devi comprare una Seat Ibiza.

Questo dovrebbe essere un modo per protestare con gli squalidell’Eurogruppo, guidato dalla Germania che ha imposto severe restrizioni in cambio di un piano d’aiuti ma la grande, sublime ironia e Markaris lo sa ma anche se non lo scrive, è che la Seat è sì un marchio spagnolo ma è di proprietà della tedesca Volkswagen come a voler suggerire la morale che in ogni caso la globalizzazione ha superato ogni nozione di nazionalità e che il capitalismo riesce sempre a guadagnare in ogni circostanza.

Riletto dopo una decina d’anni Prestiti scadutinon ha perso niente della sua carica di protesta e, anzi, in prospettiva guadagna anche il ruolo di testimone di un’epoca dolorosa della storia europea recente e consente di fare fare un parallelo con Le terme, uno dei noir più politici di Manuel Vázquez Montalbán scrittore che con Markaris ha tenuto a battesimo il noir mediterraneo.

Le terme, del 1989, è una grottesca commedia umana che ben presto si rivelerà una trasparente metafora dell’Europa e del suo sogno di benessere.

Quello che Vázquez Montalbán aveva solo vaticinato, Petros Markaris lo racconta in presa diretta con una nazione sull’orlo del baratro in attesa delle esercitazioni intensive a cui ci sottoponiamo per tirare la cinghia, in vista del taglio delle retribuzioni che ci tronca la quattordicesima e parte della tredicesima.

L’omicidio di un ex banchiere porta Kostas Charitos a seguire diverse piste investigative ma le successive decapitazioni di altri esponenti del mondo economico e bancario mette il commissario a indagare sull’ambiente finanziario che ha messo in ginocchio la Grecia in modo così drastico che lo costringe a pensieri deprimenti come questo: Ricordo, quando la cadde la dittatura e ci facevano andare in piazza per l’anniversario degli scontri al Politecnico, che i manifestanti ci venivano a gridare in faccia: El pueblo unido jamas serà vencido.E ora, dopo trentacinque anni, il comunista e lo sbirro nuotano, unidos, nella stessa merda.

Come, e forse più degli altri titoli che costituiscono il ciclo della crisi, L’esattore, Resa dei conti e Titoli di coda, Prestiti scadutirende plasticamente la plumbea atmosfera che si respirava in Grecia in seguito alla crisi economica e che poi divenne anche crisi morale con tutti i problemi delle società contemporanee ma con un sistema economico a pezzi e senza alcuna solidarietà dell’Europa, gestita in modo draconiano dai paesi frugali.

 

Petros Markaris


Petros Markaris: è nato a Istanbul nel 1937. Ha collaborato con Theo Angelopoulos a diverse sceneggiature, tra cui Leternità e un giorno, Palma doro a Cannes nel 1998. I romanzi con protagonista il commissario Kostas Charitos hanno incontrato un grande successo di lettori. Presso La nave di Teseo ha pubblicato Lassassinio di un immortale (2016), I labirinti di Atene (nuova edizione 2017), Il prezzo dei soldi (2017), La lunga estate calda del commissario Charitos (nuova edizione 2017), Io e il commissario Charitos (nuova edizione 2018), Luniversità del crimine (2018), Diario di uneternità. Io e Theo Angelopoulos (2018), La balia (nuova edizione 2019), Il tempo dellipocrisia (2019) e L’omicidio è denaro (2020).

 

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