Prova a non dormire




Sinossi. Da un po’ di tempo succedono cose strane in paese: la gente si addormenta senza motivo, all’improvviso… Giovane e audace, Baladine è la mente brillante dietro al podcast De profundis, che ogni settimana conquista un vasto seguito di appassionati di crime e horror, raccontando storie vere e terrificanti «direttamente dal cuore delle tenebre». Ora però è intrappolata in un blocco creativo che minaccia di riportarla indietro nel baratro da cui era uscita con difficoltà. Fino a quando non arriva un aiuto insperato. Suo fratello Nicolas ha sentito dire che esiste un paese, nella Valle dei Calanchi, nel quale tutti gli abitanti stanno cadendo in un misterioso e pericoloso sonno profondo. Baladine fiuta una buona storia dietro questo evento all’apparenza inspiegabile e così decide di indagare. È solo l’inizio di un’avventura che la condurrà molto più lontano di quanto possa immaginare, per vedere cosa si nasconde in fondo al buio e fronteggiare un male incomprensibile e scioccante. Perché a volte bisogna rischiare e solo facendosi oscurità si può illuminare la parte più profonda e cupa di noi.

 PROVA A NON DORMIRE

Sperling & Kupfer 2023

Horror, pag.304

 Recensione di Roberta Canu

Un romanzo che definirei gotico e inquietante al punto giusto. Una storia di vita e morte, in cui la protagonista assoluta è Baladine Bustamante, una giovane podcaster che affronta i temi più oscuri possibili per attirare così un pubblico sempre più ampio.

Oltre a lei avranno comunque un ruolo fondamentale anche la sua migliore amica di sempre Virginia e Nicolas, suo fratello, per non parlare anche di Damian che è il ragazzo di Baladine.

Ho trovato che la storia sia molto interessante a livello psicologico e psichiatrico in quanto ci si rapporta con la depressione e altri disturbi legati sempre alla sfera mentale, inoltre è bene sottolineare che nel romanzo vi è un forte impatto emotivo e romanticamente tetro, come se vi fosse un riguardo nei confronti dei cari temi ricorrenti nella scrittura soprattutto ottocentesca.

Devo aggiungere inoltre che per quanto infatti il romanzo riesca a spaventare, non instilla nel lettore quel terrore assoluto che a volte potrebbe essere anche esagerato e fuorviante, e questo lo trovo un buon segno, in quanto significa anche che l’autore risulta davvero versatile.

I capitoli sono perlopiù molto brevi ma concisi e attenti ai particolari ed è davvero facilissimo seguire la narrazione, non ci si perde mai e vi è proprio un filo logico seppur spesso giustamente irrazionale che in modo circolare segue un disegno che definirei mortuario e assolutamente visionario.

Il complesso della storia richiama, a mio avviso, le tematiche e le atmosfere di alcuni racconti di Lovecraft e anche di Stephen King ma comunque l’autore ha infarcito il tutto con la massima originalità, perciò non ha emulato i due ma ha semplicemente preso in prestito ciò che concerne il mistero, la profondità della follia, il macabro e anche la trama non consueta.

Un romanzo imperdibile, in cui le tenebre si fiondano sulla luce e viceversa, in un caleidoscopio di ombre e mostri che spesso sono frutto della nostra mente… oppure no?  E che continuano incessantemente a divorare tutto ciò che amiamo e tutto ciò che chiamiamo casa.

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Manlio Castagna


Manlio Castagna: ha esordito nella narrativa per ragazzi nel 2018 con la trilogia bestseller Petrademone, edita da Mondadori e tradotta in diverse lingue. Sceneggiatore e regista, ha lavorato per oltre vent’anni al Giffoni Film Festival e tiene corsi di scrittura fantasy e horror alla Scuola Holden di Torino.

A cura di Roberta Canu

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