Qualcosa nella nebbia




Recensione di Laura Bambini


Autore: Roberto Camurri

Editore: NNEditore

Genere: Narrativa

Pagine: 176

Anno di pubblicazione: 2022

Sinossi. Uno scrittore sceglie di ambientare i suoi romanzi a Fabbrico, un paese che non ha mai visto ma che lo attrae inspiegabilmente. È un uomo insoddisfatto e arrabbiato, odia la sua famiglia e il suo lavoro. Il suo primo libro ha avuto successo, e ora sta scrivendo nuove storie, diverse, ambientate in una Fabbrico spettrale in cui si muovono tre personaggi: Alice, che ha avuto una grottesca carriera in tv e ha scelto di tornare a vivere in paese; Giuseppe, da sempre innamorato di Alice anche se può averla solo in un perverso gioco sessuale; e Andrea detto Jack, che da bambino assiste all’arrivo di un’inquietante famiglia nella casa con cinque comignoli vicina alla sua, diventando testimone di una terribile tragedia. Invitato a un festival letterario in Olanda, lo scrittore comincia a confondere realtà e finzione, e grazie a una donna misteriosa scopre un passato che non sapeva di avere. Amore e amicizia, fiducia e tradimento, vita e morte: Roberto Camurri torna ai temi di A misura d’uomo in un romanzo intimo e intenso, radicalmente sincero. E con una lingua suadente e musicale, e delicati tocchi sovrannaturali, svela la natura ammaliante del passato, che ci attrae con il suo incessante richiamo ma ha il potere di liberarci dalle nostre più recondite paure. Questo libro è per chi conserva ancora i buffi bigliettini d’amore ricevuti alle elementari, per chi si emoziona davanti alla delicata potenza della Veduta di Delft di Vermeer, per chi sente di essere il personaggio di una storia che non può controllare, e per chi ha trovato il coraggio di attraversare la nebbia per andare incontro al suo cielo magnifico e azzurro.

Recensione

Voglio scrivere storie diverse, lo giuro.”

Ho sorriso quando ho letto questa frase, pensando a tutte le implicazioni sottintese.

Ho conosciuto Camurri con Il nome della madre, scoprendo con piacere uno di quegli autori a cui le regole narrative stanno strette e scrivono come vogliono.

Ho letto in giro che Qualcosa nella nebbia riprende A misura d’uomo, romanzo che ora mi tocca recuperare.

Qualcosa nella nebbia è composto da storie che si intrecciano, scomposte in tanti pezzettini che non è importante se si ricongiungono o meno. Il cuore del libro sta nella brutalità che mostra e nelle emozioni che suscita.

C’è uno scrittore che lavora con i matti, ha una moglie che non riconosce e una figlia per cui non prova quasi nulla. (È Camurri? Non lo è? Chissenefrega.) C’è un ragazzone che bullizzavano con un’amica, Alice, a cui chiede qualcosa di tragico. C’è Alice, stella della tv. C’è una donna misteriosa vestita di nero.

E c’è Fabbrico, la Fabbrico di Camurri che stavolta è avvolta nella nebbia e non è più il paese confortante de Il nome della madre.

È ammantata di inquietudine, la stessa che si respira nei personaggi che la abitano e nello scrittore che li trasporta su carta. Sotto il velo grigio, scopre la grettezza di un piccolo paese e della quotidianità in cui si trascina, di famiglie marchiate dalla violenza e di persone che vi nascondono se stesse. Una scelta sbagliata che innesca altre e che dipende da altre scelte sbagliate a sua volta, in un circolo vizioso il cui fattore scatenante è ignoto, e in fondo non importante.

Ho ritrovato lo stile “a frammenti” di Camurri, la linearità con cui si legge e la bellezza delle immagini che riesce a creare, anche se intrise di tristezza. Ha la capacità di rendere reale le emozioni, e io non vedo l’ora di leggerlo di nuovo.

A cura di Laura Bambini

Libri di mare

 

Roberto Camurri


Roberto Camurri è nato nel 1982, undici giorni dopo la finale dei Mondiali a Madrid. Vive a Parma ma è di Fabbrico, un paese triste e magnifico che esiste davvero. È sposato con Francesca e hanno una figlia. Lavora con i matti e crede ci sia un motivo, ma non vuole sapere quale. Il suo libro d’esordio, A misura d’uomo (NNE 2018), ha vinto il Premio Pop e il Premio Procida ed è stato tradotto in Olanda, Spagna e Catalogna. Il suo secondo romanzo, Il nome della madre, è stato tradotto in Olanda e Germania. Qualcosa nella nebbia è il suo terzo romanzo.

 

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