Quando le stelle…




 Quando le stelle vengono meno

di Antonella Frontani

Garzanti, 2022

Narrativa, pag.192

Sinossi. Torino. Il buio della notte fa spazio al chiarore dell’alba, che timidamente ravviva i colori dell’elegante palazzo al numero 7 di via Armando Diaz. A quell’ora la strada è ancora silenziosa. Finché, attraverso le finestre, non arriva il suono struggente di un sassofono che turba la quotidianità degli inquilini. O quasi. La musica, infatti, non ha svegliato la bella Gemma, abituata ormai a notti insonni, che si tormenta da ore chiedendosi dove sia Marcello, suo marito, che non è ancora rientrato. Anche il suo vicino di casa, Nevio, solleva le palpebre stanche e guarda il giovane vicino a lui con una tristezza profonda e ingiustificata. Almeno non è solo come Egle, già pronta per la sua corsa mattutina, l’unico modo per togliersi dalla testa un amore non corrisposto. Solo il figlio di Gemma, Tommaso, dorme profondamente, troppo stanco dopo una notte girovagando a vuoto. Eppure quelle note stanno per cambiare la sua vita. Perché a suonare è un vagabondo, che vive per strada con la sola compagnia della sua cagnetta e della custodia del suo sax. Ma dietro il volto emaciato e la capigliatura incolta, c’è un uomo che ha conosciuto il dolore e forse nella musica ha trovato la via per la redenzione. Sarà lui, giorno dopo giorno, a far riscoprire a chi vive nel palazzo la bellezza delle piccole cose, come il profumo degli oleandri che circondano l’edificio. Antonella Frontani torna con un nuovo romanzo che tocca i cuori. Una storia di riscatto e speranza che invita a guardare la vita senza dare per scontato il suo splendore. Una storia che insegna a non fermarsi alle prime impressioni. Perché solo con il dialogo si creano ponti e si abbattono pregiudizi, ritrovando così la felicità.


Recensione di Roberta Canu

Un romanzo commovente, che riesce a entrare nel cuore dei lettori con una facilità estrema. Una storia che fa bene all’anima, sensibile e coinvolgente. 

Le famiglie sono belle a guardarle da lontano, ma quando ci si addentra nell’intimo della loro routine, si notano quei “difetti” che distraggono dalla bellezza che colpiva in precedenza.

Il romanzo di Antonella Frontani cattura l’attenzione sin da subito perché vi è uno spaccato culturale e morale, idilliaco da una parte e anche borghese, dove tutto sembra rose e fiori, e dall’altra un mondo interiore ed esteriore in cui non vi è traccia di alcun lusso, però vi è, nascosto agli occhi dell’universo, che spesso è cieco e non vede di là dal suo naso, il vero senso della vita.

Esistono persone però che abbattono ogni tipo di muro e non solo riescono a sconvolgere in positivo le vite degli altri, ma riescono anche a salvarle.

È il caso di un clochard, Batman, com’è chiamato nel romanzo. 

Batman passa le giornate in compagnia della sua cagnolina di nome Briscola. Già dal primo momento in cui si fa attenzione ai dettagli di entrambi, si denota la simpatia che suscitano sia il cane sia l’uomo nel lettore, ma anche un incredibile senso di tenerezza.

Ciò che rende davvero affascinante il romanzo è la caratterizzazione dei protagonisti, infatti, ognuno ha una personalità ben distinta. Vi sono ad esempio la signora Gemma Bonetti, donna molto fragile e non ascoltata dal marito Marcello Bonetti, che pensa solo al lavoro.

Gemma si sente trascurata ovviamente dal marito, vorrebbe più amore, più dolcezza. Si sente sola, in quel bellissimo appartamento, situato al piano nobile del palazzo ottocentesco collocato in Lungo Po Armando Diaz, al civico 7, nella città di Torino.

I due hanno due figli, uno di nome Tommaso e Gaia, lei ancora adolescente.

Gaia è il personaggio che mi è piaciuto di più perché soffre a causa della famiglia che dal fuori sembra perfetta eppure in realtà è disfunzionale.

Se da un lato vi è una famiglia allo sfacelo, dall’altro vi è una coppia omosessuale piuttosto artistica e originale, composta dal signor Nevio Viscales e il suo giovane marito Tancredi.

E che dire di Tommaso? Il figlio di Gemma e Marcello è l’antitesi di ciò che si direbbe la perfezione. Diverso da Gaia, indisciplinato, riesce a gestire il suo demone interiore solo quando incontra Batman, che condivide con lui la passione per il Jazz. 

E poi c’è Egle Bauman, segretamente innamorata di un ragazzo, una persona che non fa mai caso a lei. 

Il romanzo ripercorre le vicende di queste persone, così diverse tra loro eppure così simili, così incredibilmente collegate da un filo sottile che riesce a unire le anime che si appartengono in un certo qual senso.

Anime che profumano come gli oleandri fioriti del giardino del condominio in questione.

Più volte l’autrice si sofferma sulla velenosità degli oleandri ma allo stesso tempo sulla loro bellezza, quasi volesse farci leggere tra le righe tutto il dolore che permea il romanzo ma anche la forza della resilienza, perché gli incontri che facciamo non solo non sono mai casuali, ma profumano sempre di vita.

Un’ultima considerazione su questo romanzo, un ulteriore e dovuto approfondimento…

Perché un uomo che riesce a mettere ordine nelle vite degli altri come fa Batman, soffre in questo modo villano ed è così solo? Perché la vita gli ha voltato le spalle? 

È indubbio il fatto che soffrano sempre le persone che lo meritano meno, ma in questa storia nulla è lasciato al caso, e la risposta ai perché vi lascerà senza parole. Perché, proprio come nell’opera celebre di Dante Alighieri, la Divina Commedia, si parte dall’Inferno per giungere in Paradiso, perché è sempre “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Con uno stile pulito, con arte ed eleganza, Antonella Frontani ci parla con il cuore in mano e tanta speranza tra le pagine. È indubbiamente una storia da leggere e rileggere!

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Antonella Frontani


Giornalista, autrice e conduttrice televisiva per Sky Explorer Channel, è membro del consiglio di amministrazione del Consorzio delle residenze reali sabaude. È stata responsabile delle relazioni esterne presso il Teatro lirico – sinfonico di Bologna e vicepresidente di Film Commission Torino Piemonte. Con Garzanti ha pubblicato Tutto l’amore smarrito (2015), L’equilibrio delle illusioni (2018) e Dopo la solitudine (2020).

A cura di Roberta Canu

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