Video Recensione. Quattordici spine




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Rosario Russo

Editore: Algra

Genere: giallo

Pagine: 184

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

Video Recensione

di Fiorella Carta

 

 

Sinossi. Acireale, Sicilia. Un efferato delitto sconvolge l’abulica routine quotidiana: Don Mario Spina, canonico della basilica di San Pietro, viene ritrovato senza vita all’interno della sacrestia, ucciso con decine di colpi d’arma da taglio. Inoltre, da un’antica credenza sono state trafugate le spoglie del maggiore artista locale, Paolo Vasta. L’ispettore di polizia Luigi Traversa, da poco arrivato dal Veneto, si ritrova a indagare su un delitto a tratti inspiegabile. Chi è stato a compiere quell’orrendo crimine? E quale misterioso passato nasconde il poliziotto, giunto all’improvviso in città? Quattordici giorni serviranno a Traversa per risolvere il caso, togliendo una spina alla volta da quel pericoloso fico d’India tutto siciliano che, una volta ripulito, mostrerà all’ispettore la terrificante verità.

 

 

 

Recensione

Luigi Traversa è un ispettore di polizia di Feltre, che decide di farsi trasferire in Sicilia, ad Acireale in provincia di Catania, per dimenticare un triste episodio in cui si era trovato coinvolto. La vita nella cittadina sembra scorrere tranquilla quando all’improvviso accade qualcosa: Don Mario Spina, il canonico della Basilica di San Pietro, è stato vittima di un brutale omicidio. Una coppia di uomini l’ha picchiato e ucciso lasciando il suo corpo nella sacrestia.

Il movente sembrerebbe subito chiaro, vista la sparizione dei resti di Paolo Vasta, un noto artista locale, conservati nel luogo sacro. L’ispettore Traversa, il commissario Lorefice e la vice ispettore Orlando iniziano le indagini nella piccola comunità. Le tracce portano al responsabile di un centro accoglienza per immigrati, ma da lì il mistero si infittisce costringendo gli inquirenti ad addentrarsi nella viscida realtà della politica e del malaffare. Gli omicidi continueranno e non sarà semplice ricostruire tutti i contorni della vicenda.

L’ambientazione siciliana di un giallo fatalmente richiama quelle di due grandi scrittori dell’isola: Sciascia e Camilleri. Sciascia viene più volte citato nel corso della narrazione ricordando, tra l’altro,la celebre frase sui quaquaraqua. Sciascia, con il suo periodare scarno, fatto di poche e pesate parole, dure come pietre, riusciva a descrivere uomini e paesaggi con poetico realismo.

Dietro i suoi romanzi, quasi tutti dal vago sapore poliziesco, celava una critica feroce alla società, siciliana in particolare e italiana in generale, denunciando collusioni tra Stato e mafia che avrebbero tristemente trovato riscontro decenni dopo. Camilleri, con apparente più leggerezza, ha proseguito sullo stesso filone creando l’indimenticabile figura di Montalbano, uomo e poliziotto dall’umanità profonda.Con questi due pezzi da novanta dietro le spalle, il confronto non è certo facile.

Tuttavia Russo ci propone un ambiente realistico e vivace, testimonianza di chi i luoghi li conosce bene. La piccola città appare ben delineata con i suoi monumenti, il mercato, le stradine, la campagna attorno, il mare con i suoi sapori e odori. La Sicilia è messa in risalto con il suo fascino millenario. La trama scorre veloce e senza intoppi. I personaggi però non hanno sempre la stessa forza evocata dalle efficaci descrizioni del paesaggio e risentono talvolta di troppo comuni cliché: siciliani “fimminari”, veneti “polentoni”, donne “allegre” e rischiano così di sottrarre una parte di freschezza al testo.

Una lettura veloce di mezza estate che ci porta in vacanza in una terra antica e ricca di attrattive.

 

A cura di Cristina Bruno

http://fabulaeintreccio.blogspot.com

 

 Rosario Russo


Rosario Russo: (1986) è uno scrittore siciliano che vive e lavora ad Acireale. Laureato in Lettere e Filosofia e appassionato di Storia, ha conseguito successi in numerosi premi letterari, presentando racconti di vario genere. Nel 2012 ha esordito con Il Martirio del Bagolaro, romanzo storico ambientato ad Acireale nel 1862. Il poliziesco Quattordici spine è il suo secondo romanzo.

 

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