Questioni scottanti




Riflessioni sui tempi che corrono


Autore: Margaret Atwood

Traduzione: Guido Calza

Editore: Ponte alle Grazie

Pagine: 672

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: 2022

Sinossi. Quali sono le questioni scottanti del nostro presente? E le sfide che ci aspettano in futuro? E cosa possiamo imparare dal passato? In questa raccolta di articoli, saggi, discorsi, prefazioni a libri suoi e altrui vediamo emergere, accanto alla Margaret Atwood autrice di bestseller, la lucida e spesso scomoda testimone dei tempi che corrono. Una testimone che non smette di interrogarsi e interrogarci sui temi di attualità, e che per farlo ci introduce nella ricchezza e la varietà della sua esperienza di vita, di lettura e di scrittura. In queste pagine i lettori scopriranno da dove Atwood ha tratto ispirazione per raccontare storie molto più vicine alla realtà di quanto si possa pensare; chi la conosce per il suo impegno nelle battaglie per lambiente la ritroverà nelle storie di una bambina cresciuta nelle grandi foreste canadesi; a chi la considera sbrigativamente una ‘scrittrice femminista’, lei risponde spiegando perché è una ‘cattiva femminista’. Perché limpegno per le cause giuste non deve mai prescindere dal rigore a cui è chiamato chi, attraverso il dono della scrittura, ha scelto di trasmettere e custodire. Anche a costo di diventare uno scomodo testimone.

Recensione di Francesca Mogavero

Margaret Atwood è una chiaroveggente, una strega, un’umanista, una pioniera, un uccello dai mille colori, una lupa, ma non diteglielo!

Probabilmente metterebbe in chiaro di essere soltanto una donna

della generazione che ricorda Hitler e Stalin, e non solo dai libri di Storia”,

che ha letto 1984 quando uscì nella sua prima edizione economica, che ha assistito al debutto televisivo di Elvis e a tante altre imprese, eventi mondiali, movimenti. Soprattutto, vi risponderebbe che nessun romanzo – e dunque nemmeno chi lo ha scritto – è profetico, “se non col senno di poi”.

Noi però possiamo inchinarci alla sua sconfinata modestia, all’irresistibile ironia (e autoironia, dote ancora più rara e inquietante… perché chissà cosa è in grado di realizzare una persona che sa ridere di se stessa), e tirare dritto portandoci le nostre convinzioni in borsa o sotto al braccio: Atwood è innegabilmente un’incantatrice, non solo perché la magia le scorre nel DNA – la sua antenata, Mary Webster, accusata di stregoneria nel Diciassettesimo secolo, sopravvisse all’impiccagione – ma perché è dotata del talento, unito alla pratica, all’esercizio, all’impegno, di avvincere le lettrici e i lettori, sia che si produca in un romanzo, sia che componga una poesia, un discorso, una prefazione.

Ed è un’umanista, perché, al di là dei generi e dei nostri comportamenti, spesso così scorretti, così immaturi e ingrati nei confronti della terra che ci ospita, ama gli esseri umani di un amore completo e libero, sincero, spassionato e limpido al punto da cogliere i nostri difetti, le debolezze e i piccoli eroismi e immortalarli sulla carta.

È stata ed è una precorritrice in anni tanto duri per le voci e le penne femminili e per la cultura in generale, ha sperimentato forme e generi diversi e persevera nello scopo, ora ritornando all’epica, ora mettendo Shakespeare in prosa.

Nei suoi voli letterari accorcia le distanze tra il passato e il futuro, tra il sogno e il possibile, mostrandoci che tutto ciò che stiamo vivendo è già successo, ci siamo già passati, e che, “come ben sanno i romanzieri, la parte che sta in mezzo è la più faticosa. Ma si può fare”.

Ed è una lupa, perché, come per la creatura della fiaba, dentro di lei, nel suo buio vellutato e affascinante, trovano spazio bambine e nonne, canti universali e rivoluzioni senza tempo, riflessioni lucide e acutissime… e dopo aver “tramato” assieme a lei nell’ombra, dopo esserci guardati dentro, scandagliando anche i nostri angoli peggiori, quelli di cui più ci vergogniamo, sarà più facile tornare alla luce e guardarla sotto un’altra… luce, appunto, con un occhio più critico e allenato, ma non per questo meno curioso e affamato.

Insomma, Questioni scottanti è una grande avventura, una “raccolta di saggi e scritti d’occasione divisa in cinque parti, ciascuna “segnata da un avvenimento o un punto di svolta, che parte dal 2004 e arriva al 2021, ma le date sono irrilevanti: l’avventura, come la mitologia e la propensione al narrare, non ha età né scadenza, è sempre attuale, congenita e urgente, allo stesso modo della riflessione sull’ambiente e la sua salvaguardia prima che la sveglia del mondo annunci la definitiva mezzanotte, allo stesso modo dei diritti, mai del tutto conquistati, mai stabili, sicuri e scontati.

Cosa possiamo fare?

Stare in guardia, essere consapevoli, leggere e raccontare… immaginando (sperando) che le creature del futuro possano ritrovare i nostri Testamenti, comprenderli e, chissà, discuterne.

Una gran bella cosa, non solo una coccola per l’Ego: significherebbe che, tra duecento anni o magari di più, ci sarebbe ancora vita su questo pianeta.

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Margaret Atwood


Margaret Atwood è una delle voci più importanti della narrativa e della poesia canadesi. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Ha pubblicato romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Più volte candidata al Premio Nobel perla Letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L’assassino cieco. Fra i suoi titoli più importanti ricordiamo: L’altra Grace (2008), Il racconto dell’Ancella (2017), Il canto di Penelope (2018), I testamenti (vincitore del Booker Prize 2019), La donna da mangiare (2020), Lesioni personali (2021), e le raccolte di poesie Brevi scene di lupi (2020)e Moltissimo (2021), tutti usciti per Ponte alle Grazie. L’autrice vive a Toronto, in Canada.

A cura di Francesca Mogavero