Scrublands Noir




Recensione di Chiara Alaia


Autore: Chris Hammer

Traduttore: Annamaria Biavasco

Editore: Neri Pozza

Genere: Thriller, Noir

Pagine: 432

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. È una rovente giornata estiva a Riversend, una piccola cittadina australiana afflitta dalla siccità, quando Byron Swift, il giovane sacerdote della comunità, esce dalla chiesa imbracciando un fucile da caccia dotato di mirino e spara sui parrocchiani riuniti sul sagrato in attesa della funzione, prima di essere freddato da un colpo di pistola esploso da un agente di polizia. Un anno dopo, Martin Scarsden viene incaricato dal suo giornale, il Sydney Morning Herald, di scrivere un pezzo su Riversend, una sorta di reportage da mandare in stampa il giorno stesso dell’anniversario della strage. L’idea non è di ritornare su un efferato crimine su cui si sono già consumati fiumi di inchiostro, ma di raccontare come vanno le cose in paese a un anno di distanza. Dopo aver incontrato la gente del posto e ascoltato la loro versione dei fatti, Martin si rende però conto che le ragioni di quella strage sono tutt’altro che chiare, e che sia la personalità del sacerdote sia le circostanze in cui ha agito sono tuttora avvolte nell’oscurità. Sebbene abbia ammazzato cinque persone a fucilate, Byron Swift, a detta di tutti in paese, era un uomo sensibile che si prendeva incessantemente cura del prossimo. Certo, le cronache sono piene di bravi cittadini che si rivelano poi folli e feroci assassini. Tuttavia, il giorno della strage il giovane sacerdote era tutt’altro che in preda alla follia. Era calmo, metodico. Ad alcuni aveva sparato e ad altri no, con l’infallibilità di un cecchino. Spinto dal suo istinto di reporter, Martin decide di raccogliere quante più informazioni su Swift e su una vicenda che, tra dubbi, depistaggi e gravi pericoli, si rivela sempre più sfuggente e, per questo, estremamente intrigante. L’inchiesta lo condurrà nelle Scrublands, un’enorme penisola di mulga, una landa desolata dove il clima è ancora più rovente e dove il rinvenimento di altri due corpi rimescolerà tutte le carte in tavola.

Recensione

Prendete un paese sperduto nella regione rurale della Riverina, Australia, affaticato dalla siccità e dal caldo. Un caldo talmente soffocante che basta tenere in mano il romanzo per sudare, un paese decadente, claustrofobico, da cui in tanti sono scappati o vorrebbero farlo.

Prendete un giornalista con un disturbo post traumatico da stress, tormentato dalle sue esperienze di guerra nella Striscia di Gaza, ma abbastanza appassionato per desiderare ancora di connettersi congli eventi, non semplicemente di raccontarli.

Prendete infine l’enigma mai risolto di un giovane sacerdote, Byron Swift, che ha sparato a cinque dei suoi parrocchiani sul sagrato della chiesa, apparentemente senza motivo, prima di essere ucciso dalla polizia.

Scrublands Noir” è un romanzo capace di catturare il lettore e di calarlo fin dalle prime pagine all’interno di una trama ricca di colpi di scena (come, a un certo punto, il ritrovamento del cadavere di due studentesse scomparse poco prima della strage del prete), di intrighi, dubbi, depistaggi e pericoli.

Martin Scarsden è al centro di tutte le macchinazioni della narrazione di Chris Hammer, ma non è solo. È circondato anzi da un cast di personaggi audaci, eccentrici, per certi versi orribili, ma autentici: la libraia Mandalay Blonde, Codger Harris, Harley Snouch, Robbie Haus-Jones, il poliziotto che ha sparato a Swift, pur considerandolo suo amico. Tutti loro hanno un ruolo fondamentale nello svolgimento di questa storia.

Martin si insedia nella vita di Riversend, a poco a poco. I giorni si susseguono tutti uguali, come in un eterno “Giorno della marmotta”: percorre la strada principale, passa davanti al solitario monumento ai caduti, desidera un caffè e un po’ d’amore da Mandalay. Eppure, sotto la superficie immota, pacifica, il paese è inondato di correnti sotterranee e mortali.

P Martin scava a fondo, più corre il rischio di scoprire segreti che è meglio lasciar dormireindisturbati, ritrovandosi inconsapevolmente sotto i riflettori del circo mediatico e notizia lui stesso.

A proposito, la rappresentazione che Chris Hammer fa dell’orda di giornalisti affamati di scoop, narcisisti e senza scrupoli è perfetta, come ci si può aspettare da un autore che in precedenza è statogiornalista a sua volta.

Sorretto da un ritmo serrato e dalla prosa potente dell’autore, dalla sua capacità di perdersi nei dettagli senza annoiare e dall’empatia che sembra connetterlo con i suoi personaggi, Scrublands Noir” è un thriller originale, avvincente ai limiti dell’inquietudine, che lascia col fiato sospeso fino alla fine.

 

Chris Hammer


 

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