SERIE TV IMPERDIBILE. CLARK




A cura di Giulia Manna


Serie televisiva ispirata alla storia vera del criminale svedese Clark Olofsson. La miniserie Clark si compone di sei episodi da 60 minuti ciascuno. Gli episodi, girati a Vilnius, hanno alla regia il produttore Jonas Åkerlund, che ha lavorato anche alla sceneggiatura con Fredrik Agetoft e Peter Arrhenius.

In onda su Netflix da maggio 2022.

 

Trama

Clark Olofsson è il malvivente svedese più conosciuto al mondo. Colui che ha dato il nome alla Sindrome di Stoccolma, era molto amato dal popolo, nonostante le molteplici rapine e accuse di traffico di droga e tentato omicidio. Amato soprattutto dalle ragazze, Clark colpisce per i modi gentili e da bravo ragazzo, tenendo perfettamente a bada il lato oscuro da gangster davanti all’obbiettivo. In sei puntate, il fine della miniserie è quello di analizzare quel lato oscuro, cercare di trovarne le  cause, ritornando all’infanzia difficile di Olofsson. La storia parte dal 1960, con qualche salto temporale che ci introduce la personalità del padre di Clark e i traumi vissuti da bambino. La narrazione si concentra poi sui fatti accaduti nell’agosto 1973 durante la rapina a Normmalmstorg, per poi spostarsi agli innumerevoli viaggi e processi che Olofsson ha subito nella sua “carriera”.

 

Cast di Clark, attori e personaggi

Le mille facce del malvivente Clark Olofsson sono tutte interpretate magistralmente dall’attore svedese Bill Skarsgård, figlio d’arte e attore di Hollywood che torna in patria per dare il volto a una delle personalità più controverse della storia del suo paese. Insieme a lui Vilhem Blomgren interpreta Tommy Lindström, Sandra Ilar è Ingbritt Olofsson. Clark da piccolo viene impersonato da Kolbjörn Skarsgård, mentre Hanna Björn è Maria.

 

 

 

Recensione 

Sinceramente mi sono divertita a guardare questa serie tv! Gli svedesi ci fan la figura dei nostri carabinieri, quelli delle barzellette eh!

E’ sbarcata da poco su Netflix la miniserie che racconta tutte le verità ed anche le bugie sul gangster svedese Clark Olofsson. Interpretato da Bill Skarsgård, Clark era un ragazzo così affascinante da essere molto amato nonostante la sua condotta. Più ne combina e più è amato dalle donne. Questa cosa mi ha simpaticamente sconvolto! A dargli la caccia solo l’ostinato ispettore Tommy Lindström e la sua squadra.

Prodotta, girata e sceneggiata da Jonas Åkerlund, la serie è basata su eventi realmente accaduti e raccontati nell’autobiografia di Olofsson. La miniserie segue il protagonista dall’esordio nel mondo della truffa, negli anni ’60, fino ai giorni nostri. Clark, che è ancora vivo e si è trasferito in Belgio, viene raccontato come la personalità magnetica e affascinante che ha fatto invaghire di sé tutta la Svezia.

L’appellativo Sindrome di Stoccolma” è nato dopo una sua rapina finita male a Norrmalmstorg, la sindrome va a delineare quel legame di affetto anomalo che si sviluppa tra l’ostaggio e il suo rapitore. Clark, insieme al malvivente appena evaso di prigione e suo amico di vecchia data, Jan-Erik Olsson, tenne in ostaggio tre giovani ragazze e un ragazzo all’interno della Sveriges Kreditbanken nell’agosto del 1973. La prigionia durò 130 ore nell’attesa che arrivasse una macchina per fuggire. Però, le forze dell’ordine riuscirono a liberare i giovani senza pagare il riscatto, lanciando gas lacrimogeno che fece arrendere i ladri.

Sconvolse il mondo che gli ostaggi, una volta liberati, dichiararono di non aver mai avuto paura dei rapinatori, anzi di averne avuta dei poliziotti. Facevano il tifo per la parte sbagliata, definendo Clark “un Dio di emergenza”. Lo scandalo lo portò alla fama e divenne seguito ed amato in tutta la Svezia come una star di Hollywood.

Bill Skarsgård non solo è perfetto per questo ruolo essendo un affascinante ragazzone, è proprio da standing ovation!

E la Sindrome di Stoccolma viene anche allo spettatore che guarda questa serie! Impossibile non simpatizzare per Clark soprattutto visto come è raccontato questa storia. Molto bravo anche Vilhem Blomgren che interpreta Tommy. E poi questi investigatori sfortunati ed ossessionati in stile ispettore Clouseau, riescono sempre a fare tenerezza al pubblico.

Ottima anche la scenografia ed i costumi. Sembra davvero di essere negli anni ‘70.

Buona visione e buon divertimento!

​​​​A cura di Giulia Manna