Sotto le stelle di Fred





Recensione di Antonella Bagorda


Autore: Marina Rota

Editore: Buendia Books

Genere: Narrativa biografica

Pagine: 147

Anno di pubblicazione: novembre 2021

Sinossi. Dalla sua finestra sul cortile di piazza Cavour 3, a Torino, una giornalista curiosa, grazie a tre viaggi onirici a ritroso nel tempo, avrà l’opportunità di confrontarsi da vicino con la figura di Fred Buscaglione, vissuto a lungo nella portineria di quel palazzo. Ammaliata dall’uomo e dall’artista, lo spierà e lo seguirà negli snodi fondamentali della sua vita e della ventennale gavetta, coronata infine dal successo travolgente raggiunto solo negli ultimi anni Cinquanta, che rese Fred il cantante-musicista più amato d’Italia e il più rimpianto, dopo la tragica e prematura scomparsa. La nostra eroina non compirà da sola questo excursus, ma sarà accompagnata dal suo migliore amico, insigne e simpatico americanista, che la aiuterà a interpretare il fascino del mondo musicale dell’epoca e i moti del cuore, rendendosi complice nelle tante “situazioni di contrabbando” in cui la protagonista si troverà coinvolta per scrivere la biografia del “duro facile alle cotte”, che le riserverà… una sorpresa finale.

RECENSIONE


Ma che bello quando i libri ti sorprendono! Soprattutto quando sono libri da cui non ti aspetti una forte incisività di stile o contenuti travolgenti. E invece accade. E questa volta è accaduto con un libro che è una biografia romanzata del grande e indimenticabile Fred Buscaglione.

Ho scelto di leggere questo titolo, Sotto le stelle di Fred, più per gioco che per reale interesse nei confronti del personaggio, e mi sono meravigliata di quanta pulizia, quanta precisione, quanta storia e quanta bellezza io ci abbia trovato dentro.

Ma non lasciamoci travolgere dall’entusiasmo e andiamo con ordine.

Il libro in questione è, appunto, una biografia romanzata di Fred Buscaglione – su basi rigorose, come ci tiene a specificare l’autrice – della cui nascita quest’anno ricorre il centenario.

È anche un viaggio nella Torino ‘swingante‘ degli anni Quaranta e Cinquanta, più povera, ma ricca di speranza; un viaggio a ritroso nel tempo che piacerà non solo ai tanti cultori del grande Fred, ma anche ai musicisti, ai displaced, ai nostalgici di una stagione irripetibile della nostra storia.

L’autrice, Marina Rota, è residente in un appartamento che affaccia in piazza Cavour 3, a Torino, e scopre che in quel palazzo è vissuta per molti anni proprio la famiglia Buscaglione. Così, affacciata alla finestra del suo appartamento, partirà per un viaggio onirico e approfondirà tre periodi storici che vanno dal Buscaglione bambino al Buscaglione affermato anche oltre confine, fino al tragico incidente che ha visto la vita del cantante stroncata a soli trentotto anni.

Dalla sua finestra, dunque, la nostra protagonista assisterà prima alle monellerie di un piccolo Ferdinando, figlio della portinaia, tanto monello quanto portato in maniera incredibile per la musica, come la sua mamma del resto. Poi seguirà i suoi primi passi verso il successo, spiando le sue notti di composizioni musicali e di prove su prove. E poi godrà, con addosso una buona dose di gelosia nei confronti dell’uomo che Fred è diventato, della sua fama, della sua bravura, della sua firma indelebile nella storia del jazz e dello swing italiano.

Accanto alla protagonista troviamo un suo caro e inseparabile amico, Claudio, omaggio all’americanista Claudio Gorlier scomparso qualche anno fa. È lui ad accompagnarla in questoviaggio nel tempo, come interlocutore d’eccezione e complice del sentimento che lei prova per Fred.

Ed è lui che darà tutti gli spunti per approfondire i cambiamenti di stile dell’epoca, le evoluzioni culturali, le sperimentazioni musicali, facendoci conoscere con leggerezza e senza mai annoiare le influenze swing che arrivano dall’estero e la potenza silenziosa ma fondamentale delle ghost note, accompagnandoci nei locali culto di quegli anni e citando sempre l’aneddoto giusto per ogni occasione.

E mi viene da aggiungere che se Claudio Gorlier è stato davvero l’uomo colto, saggio, elegante, gentile e premuroso che è stato descritto in questo romanzo, tutti dovremmo avere accanto un amico così nella nostra vita.

Ma passiamo al lato tecnico. Parliamo di un libro di poco meno di 150 pagine che si divora in un soffio. La narrazione è impeccabile, il linguaggio utilizzato è pura poesia e musicalità. Niente è fuori posto e i personaggi sono così veri da poterli vedere, mentre si aggirano per le strade di una Torino in piena evoluzione, mentre frequentano locali in cui ascoltare una musica che ancora non è stata ben capita dal popolo, mentre si muovono, parlano, vivono. Geniale la trovata dell’autrice di tentare di continuo un approccio con Fred, che sembra così impossibile da avvicinare. Questo suo sentirsi invisibile agli occhi di quell’uomo “duro ma facile alle cotte”.

Insomma, tutto funziona alla perfezione e io non ho assolutamente nulla da dire su questa piccola bomboniera, ricordo di un meraviglioso periodo storico culturale e di un grande personaggio della storia della musica italiana.


La n
ota di Paolo Conte, la prefazione di Vittorio Sgarbi e le interviste a Fred Chiosso, Dario Arrigotti e Letizia Buscaglione che chiudono questo volume, sono la ciliegina che non può mancare in cima a un’ottima torta.

Consigliato? A tutti. Proprio a tutti.

 

 

Marina Rota


Marina Rota è giornalista, consulente artistica del Festival di Letteratura I luoghi delle parole, che ha contribuito a creare 10 anni fa, e del ciclo di presentazioni Letture al Palazzo di Chivasso. Pubblica articoli di letteratura, arte e società e ha scritto la prefazione per cinque libri. In più, ha presentato almeno un centinaio di pubblicazioni. È in uscita in questi giorni il suo quarto libro, Sotto le stelle di Fred – T’ho veduto, t’ho seguito.

 

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