Splendi come vita




Recensione di Sara Zanferrari


Autore: Maria Grazia Calandrone

Editore: Ponte alle Grazie

Genere: autobiografico

Pagine: 224

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. Splendi come vita fa quello che fa la letteratura alla sua massima potenza: ridà vita a ciò che non c’è più, illuminando di riflesso la vita del lettore. Ma lasciamo che a parlarne sia l’autrice.

«Splendi come vita è una lettera d’amore alla madre adottiva. È il racconto di una incolpevole caduta nel Disamore, dunque di una cacciata, di un paradiso perduto. Non è la storia di un disamore, ma la storia di una perdita. Chi scrive è una bambina adottata, che ama immensamente la propria madre. Poi c’è una ferita primaria e la madre non crede più all’amore della figlia. Frattura su frattura, equivoco su equivoco, si arriva a una distanza siderale fra le due, a un quotidiano dolore, a un quotidiano rifiuto, fino alla catarsi delle ultime pagine. Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, non più solo come la propria madre, ma come una donna a sua volta adulta, con la sua storia e i suoi propri dolori e gioie. Quando si smette di vedere la propria madre esclusivamente come la propria madre, la si può finalmente “vedere” come essere separato, autonomo e, per ciò, tanto più amabile».

Maria Grazia Calandrone

 

RECENSIONE


Una voce originale, unica, prosa poetica, poesia prosa, parole, frasi, spazi, emozioni che scorrono fra pagine mai fitte, eppure dense, innestate fra pagine di spazi bianchi, liriche, affilate, precisamente scelte.

Storia di Madre e figlia, storia di Disamore, amore non amore, ma che amore comunque è, distanza, incomprensione, tenerezza, abbandono, ricerca, infine comprensione e ri-unione.

Maria Grazia viene abbandonata a otto mesi da “Lucia, bruna Mamma biologica”, che muore suicida, e viene adottata da “Consolazione, bionda Madre elettiva”, con la quale improvvisa, all’età di quattro anni, arriva una frattura a deviare il flusso d’amore perfetto che risarciva l’autrice del primario abbondono.

È una storia autobiografica questa di “Splendi come vita”, dove la voce unica di Maria Grazia ci accompagna attraverso la sua vita e la relazione con la Madre, così chiamata con la maiuscola e quella presa di distanza un po’ formale, non è mamma ma madre, sempre e comunque dispensatrice di amore, ma di quale amore si tratti lo dovremo vedere, capire (forse), lo vedremo modificarsi nel tempo e nella, forse, malattia di lei, che dopo quella fatidica cesura con Maria Grazia quattrenne imbocca una strada senza uscita, carica senz’altro di molto dolore.

E le parole vanno via da noi, semi sparsi come costellazioni nell’aria trasparente del mattino. Le parole ricordano tutto, quello che non sappiamo di ricordare. Per ciò, affidiamo loro la memoria. Per poi dimenticare, ancora e ancora, ripassare il raschietto sulla cera dei giorni.

E le parole vanno via da noi, dalla cera impassibile dei nostri volti, e attivano le leve submarine di altri esseri umani, uguali a noi. Che splendono, talvolta, come noi splendiamo. Senza saperlo.”

È intimo il rapporto fra madre e figlia, è intima la voce di Maria Grazia, è intima la storia qui raccontata. Eppure così universale, da colpire con forza il cuore di chi legge: una lunga, forte, lettera d’amore di una figlia per la madre, come tutti siamo figli e, a volte, genitori.

Un libro presentato al Premio Strega, in terzina al Premio Comisso, un libro che non può essere “incastrato” in una definizione, che non lascia indifferenti, e che (oso dirlo) è un dono. Un dono di Maria Grazia a Madre, e a sé stessa figlia, bambina, ora adulta. Un dono di Maria Grazia a noi lettori, che, dopo queste righe, non saremo più gli stessi, ma sono sicura, anche voi ritroverete pezzi di voi, delle vostre madri, dei vostri “sé bambini”.

A me ha dato moltissimo. Lo auguro anche a voi.

A cura di Sara Zanferrari

 poesiedisaraz.wordpress

 

Maria Grazia Calandrone


Maria Grazia Calandrone (classe 1964) è una poetessa, scrittrice, drammaturga, artista visiva, autrice e conduttrice su Rai Radio 3 italiana. vive a Roma. Poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, artista visiva, insegnante, autrice e conduttrice Rai, scrive per «Corriere della Sera» e «7»; dal 2010 pubblica poeti esordienti sul mensile internazionale «Poesia» e divulga poesia a RaiRadio3, in programmi come «Alfabetiere Poesia», «Poesia in technicolor» e «Da poeta a poeta», antologia sonora di poesia contemporanea e «Esercizi di poesia», innovativa scuola di poesia aperta agli ascoltatori; codirige la collana «i domani» di Aragno Editore, è nel Comitato di redazione di «Poesia», Crocetti Editore e giurata dei premi Pagliarani e Musicultura; è regista del ciclo di interviste «I volontari», un documentario sull’accoglienza ai migranti, e del videoreportage su Sarajevo «Viaggio in una guerra non finita», entrambi pubblicati da «Corriere TV». Tiene laboratori gratuiti nella scuola pubblica, in carceri e DSM e presta servizio volontario nella scuola di lettura per ragazzi «Piccoli Maestri».

Libri di poesia: Giardino della gioia (Specchio Mondadori 2019 e 2020 – premi Lerici Pea e Metauro), Il bene morale (Crocetti 2017 e 2019 – premi Europa e Trivio), Gli Scomparsi – storie da “Chi l’ha visto?” (pordenonelegge 2016 – premio Dessì), Serie fossile (Crocetti 2015, Feltrinelli 2020 – premi Marazza e Tassoni, rosa Viareggio), La vita chiara (transeuropa 2011), Atto di vita nascente (Lieto Colle 2010), Sulla bocca di tutti (Crocetti 2010 – premio Napoli), La macchina responsabile (Crocetti 2007), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005) e La scimmia randagia (Crocetti, 2003 – premio Pasolini Opera Prima), le traduzioni Sèrie Fòssil (Edicions Aïllades, Ibiza 2019 – traduzione di Nora Albert) Fossils (SurVision, Ireland 2018) e l’antologia araba Questo corpo, questa luce (Almutawassit Books, Beirut 2020 – traduzione di Amarji); è in Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi 2012).

 Libri di prosa: Splendi come vita (Ponte alle Grazie 2021, dozzina Premio Strega), Alda Merini (Solferino 2021), Un altro mondo, lo stesso mondo. Una riscrittura del Fanciullino di Giovanni Pascoli (Aragno 2019 – Premio Speciale della giuria Carlo Bo – Giovanni Descalzo per Saggio critico letterario sulla poesia del Novecento), Per voce sola, raccolta di monologhi teatrali, disegni e fotografie, con cd di Sonia Bergamasco ed EstTrio (ChiPiùNeArt 2016) e L’infinito mélo, pseudoromanzo con Vivavox, cd di sue letture dei propri testi (sossella 2011); suoi racconti sono presenti in Nell’occhio di chi guarda (Donzelli 2014), Deaths in Venice (Carteggi Letterari 2017) e Princesa e altre regine– a cura di Concita De Gregorio (Giunti 2018).

Libri di critica: ha curato e introdotto Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (Giunti 2015 e 2019) e i volumi di poesie Nella Nobili Ho camminato nel mondo con l’anima aperta (Solferino 2018) e Dino Campana. Preferisco il rumore del mare (Ponte alle Grazie 2019). Dal 2009 porta in scena in Europa il videoconcerto Senza bagaglio e dal 2018 Corpo reale, musica di Stefano Savi Scarponi e accompagnamento alla batteria di Arturo Casu. Nel 2012 vince il premio “Haiku in Italia” dell’Istituto Giapponese di Cultura e nel 2017 è nel docufilm di Donatella Baglivo «Il futuro in una poesia», nel progetto «Poems With a View» del regista israeliano Omri Lior e nel progetto internazionale «REFEST – Images & Words On Refugee Routes», pubblicato da «il Reportage». Nel 2019 viene intervistata da Yari Selvetella per «il caffè di Rai 1», comincia la sua collaborazione con la compositrice Silvia Colasanti per l’Opera del Duomo di Firenze ed è fra gli insegnanti del workshop «Literary Social Media Content Creator» organizzato dal CRRI Centro di Ricerca del Castello di Rivoli. Nel 2020 collabora con il classical vocalist e poeta indiano Bhai Baldeep Singh. Ha collaborato con Rai Letteratura, Rai Cultura e Cult Book ed è stata ripetutamente ospite del talk-show «Oggi è un altro giorno», condotto da Serena Bortone su Rai Uno. Sue sillogi compaiono in antologie e riviste di numerosi paesi.

 

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