Straordinari criminali




Sinossi. Sordide gelosie sentimentali tra madre e figlia, un’insaziabile sete di sangue e distruzione, la ricerca di avventure in una vita criminale degna del protagonista di un romanzo. Sono solo alcuni dei moventi che possono spingere persone all’apparenza normali a uccidere altri esseri umani, per divenire assassini. Tuttavia, solo pochi tra loro hanno conquistato una fama tale da rendere le loro azioni capaci di superare i decenni o addirittura i secoli, conservando una modernità immortale attraverso modi sbagliati eppure sufficienti a entrare nella Storia. Per diventare “criminali di successo”, alle motivazioni dei loro crimini e alle modalità con cui furono perpetrati, sempre importanti per attrarre il pubblico non solo contemporaneo, si sono aggiunti un carisma o un’attrattiva personali fuori dal comune, tecniche investigative all’avanguardia che hanno cambiato per sempre le indagini poliziesche, dei processi giudiziari e condanne spettacolari, nel bene e nel male, nonché il morboso interesse dei cittadini onesti per le loro carriere criminali, aumentato ad arte dai mass media che trovarono un’inaspettata fonte di profitto nel racconto delle imprese di queste donne e di questi uomini disposti ad agire fuori dalla legge.

Nel presente volume, dopo un’ampia classificazione introduttiva sui tipi di assassini, potrete scoprire vite e crimini di:

  • Charles Peace, l’Arsenio Lupin dei bassifondi britannici;
  • Robert Butler, l’assassino degli Antipodi;
  • M. Derues de Cyrano de Bury, l’aristocratico droghiere re della truffa:
  • Edme Castaing, il medico cacciatore seriale d’eredità;
  • John W. Webster, il professore assassino dell’Università di Harvard;
  • H. H. Holmes, il mostro di Chicago;
  • Jeanne Amenaide Brecourt, l’Incantatrice di uomini;
  • Vitalis e Marie Boyer, i matricidi di Marsiglia;
  • Marin e Gabrielle Fenayrou, i coniugi assassini;
  • Eyraud e Bompard, la mortale coppia del Vizio.

 Assassini famosi del periodo moderno

di Harry Brodribb Irving

Independently published 2023

Gianluca Turconi ( Traduttore )

Saggio, pag.227

 Recensione di Salvatore Argiolas

RECENSIONE

La gente comincia a rendersi conto che nella composizione di un bell’assassinio c’è qualcosa di più di due stupidi, l’uccisore e l’ucciso, un coltello, una borsa e un vicolo buio. Trama, signori, allestimento, luce e ombra, poesia, sentimento, sono ora considerati indispensabili a prove di questa natura.”
Thomas de Quincey

La passione per il giallo ed il crimine non è un fenomeno recente visto che anche un famoso letterato inglese nato sul finire del Settecento, Thomas de Quincey, se ne occupò in suo saggio dal taglio ironico intitolato “L’assassinio come una delle belle arti” e che moltissimi celebri autori di gialli sono stati ispirati per le loro trame da fatti realmente accaduti come per esempio S.S Van Dine, che ha scritto “La strana morte del signor Benson” traendo spunti dal caso irrisolto dell’omicidio di Joseph Bowne Elwell mentre per “La canarina assassinata” si è basato sul famoso caso della morte di Dot King.

Anche Agatha Christie ha utilizzato nei suoi plot elementi di famosi casi criminali come per esempio “Fermate il boia” che richiama molti aspetti dell’omicidio, rimasto irrisolto, di Julia Wallace avvenuto nel 1931 a Liverpool, alla base anche di “Quel giorno nella nebbia” di Christianna Brand ed è stato anche oggetto di uno studio approfondito da parte di P. D. James che asserì di essere riuscita ad identificare il colpevole dell’efferato crimine.

La cronaca molto spesso offre storie e svolgimenti interessanti come e più dei romanzi gialli e ciò viene confermato anche dal saggio “Criminali straordinari: assassini famosi del periodo moderno” scritto nel 1918 da Harry Brodribb Irving, tradotto da Gianluca Turconi, che illustra le nefande imprese di alcuni dei più noti criminali del passato tra cui spicca H. H. Holmes, il mostro di Chicago, un pluriomicida, ritenuto il primo serial killer della storia, segnando l’immaginario di diverse generazioni.

La sua vita è degna di un romanzo e anche se molti fatti riguardanti le sue vittime sono esagerati ad arte, H. H. Holmes è stato un vero antesignano dei mostri di cui leggiamo le nefaste gesta nei quotidiani e il suo “castello del crimine”, un hotel dove compì molti dei suoi atti scellerati, ebbe un ruolo centrale sia nei suoi piani delinquenziali sia nella costruzione della sua famigerata figura che ispirò anche Anthony Boucher, critico letterario e giallista che, per ragioni contrattuali, scelse proprio lo pseudonimo di H. H. Holmes per i due romanzi che hanno come protagonista Sorella Ursula.

Si può quasi sottoscrivere l’affermazione americana secondo cui Holmes è il “più grande criminale” di un secolo che vanta non pochi precedenti in questo campo. Nel sottolineare il carattere straordinario dei suoi successi come assassino, si tende a perdere di vista la singolare abilità ed audacia come bugiardo e bigamo.”

Questo interessante saggio che traccia la parabola esistenziale di diversi malviventi rende bene la credenza che la realtà supera la fantasia e inoltre mostra l’evoluzione delle leggi e della disciplina della criminologia.

Trovo molto interessante un passo del capitolo dedicato al caso Fenayrou:

Nell’interrogatorio al marito il Presidente del tribunale, M. Berard des Glajeux, si mostrò francamente scettico sull’ingenuità di motivi di Fenayrou nell’assassinare Aubert. “Qual era il vero movente di questo orribile crimine?”, chiese. “Vendetta”, rispose Fenayrou.
Presidente: Ma considerate la cura con cui avete nascosto il corpo e distrutto ogni traccia della vostra colpa; non è questo il modo in cui un marito si propone di vendicare il proprio onore: questi sono i metodi dell’assassino! Con l’aiuto di sua moglie avrebbe potuto cogliere Aubert in flagrante e ucciderlo sul posto, e la legge l’avrebbe assolto!”

Così in Francia nel 1882 un uomo che uccide l’amante della moglie poteva farlo senza essere condannato e il delitto d’onore era contemplato anche nel diritto penale italiano sino all’abrogazione avvenuta nel 1981.

La casistica dei ritratti presentati in “Straordinari criminali” spazia nel tempo e nelle nazioni passando dall’Inghilterra alla Francia, passando per l’Australia e mette in rilievo fatti accaduti anche alla fine del diciottesimo secolo come nel caso di Fenayrou o nel capitolo dedicato ad Edme Castaing, un medico, arrampicatore sociale che sommerso dai debiti pensò bene di plagiare un ricco amico per sottrargli i suoi beni, arrivando ad avvelenarlo per raggiungere il suo scopo con una complicata truffa.

In ogni crimine” scrive Irving nella corposa introduzione,

c’è sempre e deve esserci una terra incognita che, a meno che non si possa entrare nell’anima di un uomo, non si può sperare di raggiungere”

e questo saggio permette di conoscere l’anima nera di alcuni dei più efferati delinquenti scoperti nei secoli passati.

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Harry Brodribb Irving


Harry Brodribb Irving: (1870-1919), fu avvocato e produttore teatrale britannico. Figlio del produttore sir Henry Irving, decise inizialmente di dedicarsi alla carriera legale, studiando legge presso il Marlborough College e il New College di Oxford. Quando nel 1894 avrebbe potuto esercitare come avvovato, optò invece per la vita teatrale come attore, prima nella compagnia del padre, poi nella propria. Durante la Prima Guerra Mondiale abbandonò il teatro, privo di riconoscimenti per lui, per tornare al diritto come esperto legale con la scrittura dei libri per cui è oggi famoso. Oltre a “Criminali straordinari” fu infatti autore di “Vita del giudice Jeffreys” e “Studi sui criminali francesi”.