Trans-Sibérien




Trans-Sibérien. Il mistero dell’oro degli zar


Autore: Denise Antonietti

Editore: Schena editore

Collana: Pochepagine

Genere: thriller

Pagine: 160

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. Elise Cunning è una giovane donna con la testa tra le nuvole che si ritrova coinvolta in un intrigo internazionale a causa di una sua vecchia conoscenza, un celebre abilissimo ladro, Richard Leroy. La storia comincia a Parigi nel 1935, quando Elise parte in treno per andare a spargere le ceneri del defunto marito in Siberia, sua terra natia. Durante una sosta a Berlino, Elise, Richard Leroy e Marcel, un furbissimo ladruncolo di strada, riescono a sfuggire alla Gestapo ma finiscono su di un treno carico di ufficiali nazisti e devono nascondere la propria identità. Arrivati a Mosca, i tre compagni di viaggio vengono coinvolti in eventi rocamboleschi, fino a quando Elise prende al volo la Transiberiana. Riuscirà a ricongiungersi con i suoi amici? Riusciranno ad arrivare a Yekaterinburg e a consegnare il tesoro dei Romanov?

Recensione di Claudia Cocuzza


Fresco, adorabile, esilarante.

Il romanzo d’esordio di Denise Antonietti è una vera chicca.

Iniziamo dalla collazione storica delle vicende narrate.

Era il 10 novembre 1935, e non era una bella annata, in verità, per viaggiare in Germania.

L’Europa non era più quella vecchia signora dalle buone maniere che Elise Cunning aveva sognato partendosene dall’America, e non era più la stessa nemmeno rispetto a qualche anno prima solamente, quando la gente aveva iniziato a lasciarsi alle spalle, seppur con difficoltà, le memorie grigie, di piombo, della Grande Guerra.

[…]

In Germania e in Italia era arrivato qualcuno che schiamazzava un poco più degli altri, tutto qui. Non erano bei tempi, no, per viaggiare in Europa.

Ma Elise Cunning, quando era salita sul treno, non ne aveva ancora la minima idea.

Siamo a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, l’aria inizia a pesare dei regimi dittatoriali che di lì a poco si instaureranno, ma l’autrice riesce a descrivere lo stato d’animo collettivo con una punta d’ironia che le permette di rimanere fedele alla ricostruzione storica lasciando alla narrazione la leggerezza che la caratterizza e che trascina il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Così Hitler diventa un uomo in uniforme con i baffetti e i capelli impomatati e Mussolini addirittura il signore degli spifferi, colui grazie al quale gli italiani possono lasciare la porta di casa aperta anche in inverno.

Lo sguardo incantato che ci descrive la storia ‒sia quella con la s minuscola che quella con la Smaiuscola‒ è quello della protagonista, Elise Cunning: premetto che la soffiata sul significato del cognome (“cunning” vuol dire scaltro) l’ho avuta da un amico più furbo di me, e, da quando l’ho saputo, l’ho amata ancora di più. Elise è dotata di un’ingenuità disarmante e ciò la rende comica suo malgrado. Coinvolta in un intrigo internazionale, la sua vita è tutta una sequenza di accadimenti degni di un romanzo ‒per l’appunto‒ ma in cui il suo libero arbitrio si vede poco e niente. A lei le cose capitano, e basta. Oppure dietro c’è sempre stata la mano di Richard Leroy…questo sta a voi scoprirlo.

Elise è capace di farti ridere a crepapelle, ma anche di farti riflettere:

Elise era incredula. Per quel che stava capendo da quel viaggio, l’intera Europa era impazzita. Da un lato ce l’avevano con gli ebrei, lì non si capiva bene, ma a quanto pareva con tutti quanti. Le veniva da chiedersi come mai d’un tratto andasse così di moda avercela col dio di qualcun altro.

E ad un certo punto ti spiazza quando si guarda allo specchio e pensa di sé stessa:

Fu allora che il pensiero che fino a quel momento non l’aveva ancora sfiorata la assalì con tutta la sua violenza, e fu come un pugno nello stomaco.

Era sola.

Era rimasta sola molte altre volte nella vita, ma non si era mai sentita sola. […] Non era sola perché non c’era nessuno con lei. Era sola perché, per la prima volta, i suoi sogni erano deserti.

Perché Elise è ingenua, imbranata, disarmante, ma è anche dolcissima e sensibile.

Ora che non so più come dirvi che adoro Elise, passiamo avanti.

La storia è interessante, piena di colpi di scena, il ritmo sempre sostenuto, sebbene non ti lasci con il cuore sincopato e il fiato corto, perché, tra un inseguimento e un travestimento, comunque la risata ci scappa sempre.

L’ambientazione è affascinante: Elise, americana trapiantata a Parigi, parte prima per Berlino e poi, spinta dagli eventi, si ritrova a compiere un viaggio in treno che la porterà a conoscere e descrivere svariati luoghi, da Varsavia a Mosca fino ad arrivare in Siberia. Ora, a parte i nomi impronunciabili che non ricorderò mai, il viaggio di per sé è magico: siamo sulla transiberiana, negli anni ’30, e l’autrice ci porta lì, insieme ai suoi personaggi, permettendoci di vivere momenti ‒sicuramente‒ e anche posti probabilmente che non tutti nella vita avremo la possibilità di conoscere. Ci ritroviamo con loro, in fuga, ma nel frattempo osserviamo il paesaggio, cerchiamo di leggere il nome della strada in cui ci troviamo, di memorizzare tutto perché siamo di fretta e sappiamo che non ci torneremo mai più.

Elise non è sola, in quest’avventura: con lei il ladro gentiluomo Richard Leroy ‒ ma anche Roman Leshenko, Robert Levin, Richard Lange…capirete perchè‒ e lo scaltrissimo piccolo Marcel, che credo non parli mai ma è ugualmente eloquente, fidatevi.

Vi lascio alla lettura, altrimenti davvero potrei continuare a parlarne per ore e rovinarvi la sorpresa.

 

A cura di Claudia Cocuzza  

www.facebook.com/duelettricisottountetto/

 


Denise Antonietti


Denise Antonietti nasce a Feltre (BL) nel 1994, dove vive fino al 2013, quando si trasferisce a Napoli. Laureata in archeologia, lavora come traduttrice, interprete, hostess; momentaneamente si è ritirata per dedicarsi al figlio di un anno. Nonostante abbia scritto per tutta la vita, decide di provare a pubblicare le sue storie soltanto nel 2020. “Trans-Sibérien” è il suo romanzo d’esordio.

Nota bibliografica:

Trans-Sibérien, Il mistero dell’oro degli Zar – romanzo (Schena Editore, 2020)

Il Segreto del signor Guido – racconto (antologia, Il temperino rosso edizioni 2020)

Scacco Matto – racconto (antologia, Filigrana Edizioni, 2020)

Madeira Malasorte – racconto (antologia, Giacovelli Editore, 2020)

La Tribù – racconto (selezionato da ISEAF per il progetto “I sassi neri”)

La Treccia – racconto (vincitore di menzione nel premio “Parole attorno al Fuoco”, 2020)

L’Elisir del Diavolo – storia a puntate pubblicata settimanalmente sul blog del sito

 

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