Trauma




Recensione di Marina Morassut


Autore: Patrick McGrath

Traduzione: Alberto Cristofori

Editore: La Nave di Teseo

Genere: Thriller psicologico

Pagine: 238

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Charlie Weir si guadagna da vivere affrontando i demoni altrui. Nella sua attività di psichiatra a New York ha visto ogni tipo di trauma, eppure non riesce ancora a trovare una soluzione ai propri conflitti famigliari: l’accesa rivalità con il fratello Walter, affermato pittore; il gelo nei confronti di un padre senza nerbo; il soffocante rapporto con la madre. Né ha ancora accettato, dopo sette anni, il tragico errore che lo ha allontanato dalla moglie e dalla figlia, che gli ha lasciato nient’altro che una solitudine consumante e una rabbia inquieta. Quando Walt presenta Nora Chiara al fratello, questi si sente attratto tanto dalla sua bellezza mozzafiato quanto dalla sua aria sofferta. Si innamorano velocemente, avidamente, ma l’idillio ha vita breve. La vulnerabilità di lei, un tempo irresistibile, comincia ad avvelenare il rapporto finché Charlie si accorge di avere accanto una paziente più che una compagna. E mentre sonda le origini del dolore di Nora Chiara, un vago ricordo comincia ad affiorare dal suo inconscio, sollevando in lui un atroce sospetto.

 

 

 

Recensione

“Mi dica a cosa stava pensando… E così si parte. Io ascolto. La mia è una professione che, osservata superficialmente, potrebbe sembrare adatta alle personalità passive. Ma non abbiate troppa fretta nel concludere che non ci interessi il potere… Io trovo la mia strada all’interno della vostra esperienza, con un’intuizione basata su qualche anno di pratica, di letture, di introspezione finalizzata e poco altro: insomma, c’è molto di artistico in quello che faccio”.

E’ sempre entusiasmante leggere Patrick McGrath ed ingabbiare i suoi romanzi nel genere “thriller psicologico” non rende giustizia a quest’autore. La partenza è sempre un’analisi psicologica del personaggio centrale, ma questa sembra più una scusa per andare ad indagare le zone grigie e pulsanti energia repressa della vita.

Charlie si avvicina ai quarant’anni quando lo conosciamo: al suo attivo un divorzio con Agnes – ed una figlia di otto anni, Cassie, che pur vedendolo poco, lo adora. La moglie Agnes, a causa del suicidio del fratello Danny, in cura dall’allora marito psicologo, incolpa il marito stesso. Ma cosa è realmente accaduto tra Danny e Charlie?

Siamo nei primissimi anni Settanta del secolo scorso – e possiamo desumere il periodo in cui è ambientata la vicenda perché seguiamo la costruzione delle Torri Gemelle. Siamo in una New York che viene raccontata a fotogrammi che ci ricordano molto i film di Woody Allen ed in generale la New York ebrea, anche se sono sensazioni che scaturiscono più dal tipo di scrittura, che da vicende che si svolgono all’interno del romanzo.

Ma i problemi dello psichiatra Charlie nascono ben prima del suicidio di Danny e dal divorzio: una famiglia di origine con genitori fragili da una parte ed egoisti e soffocanti dall’altra, forgiano la vita di questo ragazzo, che cresce completamente dipendente da una madre, scrittrice tardiva e dedita all’alcol, che gli preferisce il fratello maggiore di tre anni, Walt, senza nemmeno tentare di nasconderlo. Il padre, una figura debole ed all’apparenza marginale, lascia la moglie quando i due fratelli sono ancora giovani. Ma che cosa può essere accaduto in questa famiglia, tanto che i due fratelli si odiano, pur continuando a frequentarsi? Semplice rivalità per un fratello artista osannato dalla madre, o c’è dell’altro…?

Tra mille sospetti che minano la mente dello psichiatra Charlie, che sprofonda sempre più in “stati d’animo di inerzia e inattività, e perfino di torpore”, tra incubi ricorrenti dall’infanzia che tornano a galla, l’autore ci regala ancora una volta un romanzo dove la psicologia sconvolta e malata dei personaggi percorre una discesa che non sembra prevedere risalite.

In questo romanzo, dai toni meno torbidi rispetto al capolavoro “Follia”, la chiave di volta sarà Nora Chiara, che verrà presentata a Charlie proprio da Walt, che sembra preoccupato per la mancanza di vitalità del fratello psichiatra, che dovrebbe aver sufficiente esperienza per riuscire a superare la depressione cui sembra essere preda. Il gioco è semplice, dato che Charlie non si perita di nascondere le sue forti e rapaci pulsioni sessuali, tanto che non disdegna la compagnia di prostitute. Nora Chiara andrà a vivere con lui, anche se fin dall’inizio si intuisce che la ragazza ha forti problematiche che riemergono in incubi notturni, tanto che Charlie le suggerisce di farsi aiutare da uno psicologo.

Ma un giorno, rientrando prima dallo studio, Charlie trova Nora nel loro appartamento insieme a suo fratello Walt in atteggiamento apparentemente innocente ma al contempo sospetto. La rottura è rapida e i pensieri si fanno caotici: suo fratello Walt – padre di famiglia e sposato ad un’italiana – è l’amante di Nora? E perché ha voluto che la ragazza stringesse una relazione anche con lui, se è veramente il suo amante?

Dopo aver iniziato la carriera medica al John Hopkins ed aver diretto un’unità psichiatrica nell’Est End, Charlie, anche a seguito del suicidio del cognato Danny, un veterano della guerra in Vietnam, ha uno studio dove prosegue privatamente la sua professione di psichiatra.

Eppure, dopo la morte di sua madre, contestualmente alla sua relazione con Nora Chiara, lo psicologo inizia nuovamente una relazione sessuale con Agnes, la sua ex-moglie.

All’improvviso tutto assume un aspetto cupo e non casuale, tutto è sospetto ed al contempo non lo è, con pensieri e situazioni che si fanno ingarbugliati ed impossibili da riportare sui binari della normalità.

E così i quadri di Goya, con scene che ricalcano in un certo senso la Guerra in Vietnam e la violenza omicida senza pari cui ragazzi e uomini sono stati costretti.

Il rientro dei veterani in patria e l’accoglienza fredda, indifferente e colpevolizzante che viene loro riservata, quasi fosse una loro volontà non essere riusciti a morire in terra straniera, rientrando a casa portandosi dietro violentissimi traumi mai affrontati in precedenza.

L’America pazza di quei tempi, con un boom consumistico che non ha eguali in altri periodi storici ed al contempo una “decadenza che ricade pesantemente sui più poveri: spazzatura dappertutto, lampioni stradali rotti, cabine telefoniche distrutte e delinquenza fuori controllo” .

Le nuove problematiche di coppia da affrontare, senza essere stati preparati da precedenti generazioni.Gli istituti per malati di mente: strutture in condizioni squallide e staff medico demoralizzato…

Tutto questo panorama storico e quanto più sopra raccontato della famiglia presa a protagonista, è la vicenda realistica e dominata da angoscianti spirali di incubi che risalgono all’infanzia o alla guerra e che sprigionano un’energia che prima o poi dovrà trovare uno sbocco.

E nonostante il sospetto e l’odio nei confronti del fratello e soprattutto del padre, Charlie avrà bisogno di entrambi per un confronto finale, per capire gli incubi cui è soggetto fin da ragazzino e trovare la sua verità, quella che lo riporterà a casa per sempre.  Perché “è proprio questo, il trauma”.

Per il veterano, per il barbone, per la nuova coppia dei tempi moderni, per il malato di mente e per il traumatizzato in generale.  “L’evento sta sempre accadendo ora, nel presente, per la prima volta”.

E per Charlie rappresenta anche l’ossessione per l’idea di casa che altro non è che un impulso a ripetere il passato. Un passato che Charlie ha negato troppo a lungo e che oramai non può più aspettare.

 

A cura di Marina Morassut

  ibroperamico.blogspot.it

 

Patrick McGrath


(Londra, 1950) è uno scrittore inglese. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia. Nel 1971 Patrick si trasferisce in Canada per lavorare nell’ospedale di Oakridge. Malgrado però i desideri del padre, McGrath non prende la strada della psichiatria, preferendogli quella della letteratura. Attualmente vive fra Londra e New York con la moglie. La sua opera letteraria più potente e famosa resta il romanzo “Follia”, con oltre 500 mila copie vendute, e un successo che dura nel tempo.

SPUNTI CINEMATOGRAFICI:

Dai suoi romanzi sono stati tratti i film “The Grotesque” (1995), di John-Paul Davidson, “Spider” (2002), di David Cronenberg e “Asylum”, di David Mackenzie nel 2005.

 

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