Tutto come ieri




Un’indagine di Paolo Nigra


Recensione di Sabrina De Bastiani


 


Autori: Antonio Paolacci e Paola Ronco

Editore: Piemme

Anno edizione: 2022

Pagine: 352 p., Brossura

 

 

 

 

 

Sinossi. È una calda mattina di giugno a Genova, quando due uomini arrivano in auto alla Commenda di Pré e sparano contro gli immigrati radunati nella piazzetta. È il caos. Le prime pagine dei giornali nazionali parlano di attentato a sfondo razziale, le telecamere invadono la città, le speculazioni politiche alimentano le già forti tensioni sociali, e nella Genova multietnica cresce di ora in ora un’atmosfera potenzialmente esplosiva. In tutto questo, il vicequestore aggiunto Paolo Nigra è costretto ad assistere alle indagini da spettatore lontano, a Napoli, dove sta affrontando le presentazioni con la famiglia del suo compagno Rocco, per di più complicate dalla ricomparsa di un suo antico amore. Ma un’inattesa e sorprendente rivelazione lo costringerà a tornare in servizio: l’attentato sembra collegato all’unico caso irrisolto nella sua carriera. Com’è possibile? Cosa può legare quel vecchio omicidio a un attentato razzista? E chi è l’aggressore che dà la caccia a Nayana, una ragazzina di origini bengalesi che è l’unica ad averlo visto in faccia? Mentre sullo sfondo crescono le tensioni politiche, Nigra si ritroverà a seguire il filo di un’indagine che lo tormenta da anni, misteriosamente collegata a qualcosa di ben più intricato e pericoloso di quanto lui stesso potrebbe immaginare. Antonio Paolacci e Paola Ronco ci conducono, con la consueta abilità, in un’indagine mai scontata e molto intrigante che affonda le sue radici nell’odio che abbiamo di fronte ogni giorno. E riescono a portare il giallo al suo scopo più alto: mostrare la società così com’è, senza ometterne le storture, le ipocrisie, né i gesti di inconsueta umanità.

 

Recensione

E se nei vostri quartieri

Tutto è rimasto come ieri

(…)

Se avete preso per buone

Le “verità” della televisione

Anche se allora vi siete assolti

Siete lo stesso coinvolti

Fabrizio De Andre’

 

 

E dopo ‘Nuvole barocche’ e ‘Il punto di vista di Dio’, no.

Non è ‘Tutto come ieri’.

Perché se c’è una cosa che Antonio Paolacci e Paola Ronco non sanno fare, è quella di consegnare al lettore una storia “fatta in serie” pur nell’ambito di una, ormai fortissima, amata e consolidata, serie.

Più che mai sensibili e possenti, gli Autori, nel delineare e cogliere contesti mutati e mutanti  nel privato e nel circostante dei personaggi,  ci fanno uscire dal cuore un Bentornato, Nigredo  e allo stesso tempo ce lo presentano diverso, sempre più consapevole e conscio delle proprie fragilità, tanto  da ribaltarle in solidità, sempre più capace di domandare a se stesso,  e di aprirsi a chiedere agli altri.

Fino a compiere uno scatto determinante,  in questo terzo appuntamento,  nel rendere ulteriormente costruttivo il difendere le proprie idee mettendole a confronto,  sul tavolo delle discussioni.

Sempre più coppia, nel privato, con Rocco.

Sempre più squadra, con Santamaria, Caccialepori  e gli altri.

Sempre lo stesso Nigra, però, laddove non si rassegna, non molla, afferra le indagini, i casi, con lo stesso piglio con il quale stringe e tiene saldamente in pugno la palletta verde, che porta sempre con se’ e che, di per se stessa, cela un mistero.

Laddove,  sferzando di ironia e sterzando il corso della detectiongrazie a questo suo concentrato di forza interiore e umanità,  travolge il fulcro di una  vicenda criminosa, l’attentato di matrice (ma ne siamo davvero  certi?) politica e razziale perpetrato in pieno centro di Genova, che va sorprendentemente a convergere con l’unico caso che il vicequestore aggiunto  non era (ancora) riuscito a risolvere, l’omicidio della giovane Elisa Poluzzi.

Tu lo sai come andrà a finire, vero? Andrà a finire che sarò io a risolvere tutti e due i casi.”

“Ah! Vorrei proprio sapere come fai a esserne cosi sicuro. “

Nigra sorrise di nuovo e lo fissò, la mano già sulla porta.

“Ma è ovvio, Marchionne. Perché se questo caso fosse in un romanzo, il protagonista sarei chiaramente io.”

 

Sempre più raffinati e talentuosi, Paolacci e Ronco, quasi usassero silicone al posto dell’inchiostro, saldano il lettore alle pagine, forti della loro voce autentica e dello sguardo prezioso e attento con il quale percorrono e restituiscono una città storicamente e fisiologicamente restia a farsi conoscere; forti della loro scrittura diretta e al contempo elegante, brillante e precisa, chirurgica da quanto curata e mirata,  eppure allo stesso tempo vibrante e appassionata.

Forti di una grandissima capacità nel gestire una pluralità di personaggi, calibrandoli alla perfezione e dotandoli di linfa propria e peculiare.

Forti di una storia intrigante e tesa, che coinvolge  poteri politici, conflitti sociali, sottobosco criminale così come, per competenze, anche la Digos, dando corso ad una sinergia efficace e accattivante e ad un innesto decisamente interessante, come quello dell’ispettore capo Pasquale Mastantuono, che auspichiamo ritrovare anche nel futuro.

Forti nella tessitura del plot, che chiuderà ogni punto, lasciandoci in mano non il fatidico cerino, ma il capo di un fil rouge potenzialmente  dirompente, ponte verso  una nuova storia che già ci scopriamo  ad attendere.

Forti.

Fortissimi.  

 

 

 

Antonio Paolacci e Paola Ronco


Antonio Paolacci (1974) è nato nel basso Cilento per poi trasferirsi a Genova. È scrittore ed editor dal 2007. Ha pubblicato Flemma (Perdisa Pop, 2007), Salto d’ottava (Perdisa Pop, 2010), Accelerazione di gravità (SenzaPatria, 2010), Tanatosi (Perdisa Pop, 2012), Piano americano (Morellini Editore, 2018) e svariati racconti e articoli in antologie collettive e riviste. Ha condotto alcuni studi di psicoanalisi del cinema considerati in ambito accademico i più approfonditi sull’argomento. È stato il direttore editoriale del marchio “Perdisa Pop” dal 2011 al 2014. È l’ideatore di “Progetto Santiago”, il primo progetto editoriale italiano interamente gestito da un gruppo di scrittori, artisti e professionisti indipendenti. Nel 2019 pubblica il primo romanzo scritto a quattro mani con la compagna Paola Ronco Nuvole Barocche (Piemme) al quale segue Il punto di vista di Dio (Piemme)

Paola Ronco Scrittrice con diverse pubblicazioni alle spalle, nel 2019 è autrice del suo primo libro a quattro mani Nuvole Barocche (Piemme), scritto con il compagno Antonio Paolacci al quale segue Il punto di vista di Dio (Piemme)

 

 

Acquista su Amazon.it: