Ultime volontà di…




Recensione di Laura Salvadori


Autore: Antonio Falco

Editore: Il Ciliegio

Genere: giallo

Pagine: 256

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. 1981, Torino. Arturo Musini, un novantaquattrenne tanto ricco quanto frustrato dalla sua ambizione mai soddisfatta di diventare musicista, decide, pochi giorni prima di morire di “vendicarsi”, lasciando in eredità tutto il suo patrimonio miliardario al Conservatorio e al Teatro Municipale della sua città, a patto che i due enti rispettino alcune bizzarre clausole testamentarie, una per tutte, quella di inumarlo nel suo paese natale, uno sperduto borgo delle Alpi Graie e di curare per sempre la sua tomba, pena l’annullamento del lascito, a favore dei due pronipoti del defunto. Contemporaneamente, a Pindemonte, il paese destinato ad ospitare la salma, il maresciallo Giovanni Calitri scopre uno scheletro e indaga sul suo passato, immaginando possa appartenere al custode del cimitero, scomparso pochi mesi prima, ma le indagini non lo porteranno da nessuna parte. Un anno dopo, proprio mentre si svolgono i Mondiali di calcio che vedranno vittoriosa l’Italia, la tranquillità del paese montano verrà sconvolta da alcuni accadimenti relativi proprio alla tomba di Musini e che porteranno i Carabinieri ad una nuova indagine che coinvolgerà più o meno tutto il paese e i suoi abitanti.

 

 

 

Recensione

Antonio Falco, autore che seguo fin dal suo esordio, torna in libreria con un giallo frizzante e decisamente accattivante, deciso a conquistare un suo spazio tra i lettori di genere.

La  crescita è confermata dal suo ultimo lavoro che vede una trama dinamica e ben strutturata e un’ambientazione che conquista il lettore immediatamente.

Che dire di un eccentrico vecchietto che mette in scacco l’intero management di una Fondazione e di un Teatro musicale per mezzo di un testamento milionario?

Un anziano amante della musica ma ahimè scarso musicista che ottiene l’attenzione e il lustro che nella vita terrena non è mai stato in grado di conquistare e che grazie alla sua arguzia decide le sorti di diverse personalità del mondo musicale torinese, che si vedono costrette ad assecondare richieste assai bizzarre.

E così dalla grande città l’attenzione si sposta sulle Alpi, in un piccolo borgo dove bizzarri personaggi si muovono con maestria a strappare un sorriso nel lettore.

Il Maresciallo Calitri, un pugliese trapiantato al nord che ama profondamente la montagna e ha un forte senso del dovere, il sindaco, un po’ faccendiere e la sua irrequieta consorte che gestisce l’unico albergo del piccolo borgo alpino, il titolare del bar che tiene in pugno tutti i pettegolezzi del paese e ultime, ma non per importanza e simpatia, le vecchiette del “club delle vedove”, che sanno tutto di tutti e alle quali non difetta né l’arguzia, né la sfacciataggine e men che meno i peli sulla lingua, assidue frequentatrici del cimitero, che per certi versi, sarà il cuore delle scene più importanti del romanzo.

A coronare la costruzione appena citata ci sono gli Anni Ottanta, che fanno capolino già dalla copertina del romanzo, la quale, da sola, merita un dieci e lode e dove fanno sfoggio di sé una Fiat Ritmo, un telefono grigio con la sua ghiera numerica, una Coppa del Mondo e la foto del Presidente Pertini.

L’ambientazione del romanzo nei primi anni ottanta è senz’altro una scelta azzeccata. Gli anni ottanta suscitano molti bei ricordi in una certa frangia di lettori che hanno superato gli “anta” (me compresa!). Si tratta, probabilmente, di una scelta “furba” dell’autore e che ottiene, senz’altro, l’attenzione e l’empatia che si è prefisso.

Inoltre, l’utilizzo di diversi piani temporali, è ugualmente un espediente che smorza la tensione della lettura e cattura l’attenzione del lettore, al quale, generalmente risulta gradito un cambio di scena. Ed ecco che la Guerra fa capolino nel romanzo e lo rende più profondo e misterioso.

Doveroso un passaggio sulla prosa di Antonio Falco. Bella, semplice, lineare, inappuntabile. Come anche il suo linguaggio che si conferma pulito, senza inutili fronzoli, mai scevro da quella sottile ironia che rende il romanzo godibile, fresco e facilmente fruibile da tutti.

Quando leggerete “Ultime volontà di Musini Arturo” lo farete con il sorriso sulle labbra!

Scoprire il colpevole, sciogliere un mistero, addentrarsi nella mente di un criminale, trovare, ahimè, la meschinità, la cupidigia, le nefandezze dell’animo umano non getteranno mai nessuna ombra sul lettore che potrà respirare a pieni polmoni senza sentirsi oppresso come spesso capita leggendo romanzi gialli.

Tutta l’atmosfera che pervade il romanzo si manterrà piacevole dall’inizio alla fine. Questo ultimo aspetto lo proclamerei come segno distintivo dei romanzi di Antonio Falco. Falco scrive gialli sotto cieli sereni e senza nubi. Falco costruisce i cattivi disegnandoli con una matita pastello e con un tratto lieve.

Falco parla di malvagità e di crimini con voce soave, quasi a far intendere che il mondo è comunque un luogo bellissimo in cui vivere. Perché i suoi personaggi inducono al perdono; perché sono cattivi per sbaglio, per malasorte e un qualsiasi purgatorio potrà redimerli.

Mi complimento con l’autore, uno dei pochi che scrive per gioia, un ottimista, un romantico, uno che non si complica la vita e evita di farlo con i suoi lettori.

Uno che trova la bellezza ovunque e che sa farla trovare a chi lo legge. Ai tuoi prossimi romanzi Antonio, ti aspettiamo con entusiasmo!

 

 

 

 

Antonio Falco


Antonio Falco è nato a Torino nel 1973. Laureato in Scienze dell’Educazione, si occupa di informatica. Ha scritto: Il cane che avrebbe dovuto chiamarsi Fido (2017), La stella a sei punte (2018), Ultime volontà di Musini Arturo (2020), Una vita di troppo (in uscita nel 2021), tutti editi da Il Ciliegio Editore.  Il suo racconto La finale è stato pubblicato nell’ambito del concorso Racconti dal Piemonte, nell’omonima antologia di Historica Edizioni, mentre il suo secondo romanzo La stella a sei punte ha ottenuto una menzione d’onore al concorso letterario La Quercia del Myr, edizione 2019. Il suo personaggio Riccardo Martini, un pensionato tanto rompiscatole, quanto curioso, principale attore del suo giallo d’esordio, sarà il futuro co-protagonista del primo libro giallo che sarà presto pubblicato daOakmond Publishing.

 

Acquista su Amazon.it: