Una donna non dimentica




Una donna non dimentica / (The best laid plans)

Recensione di Marina Morassut


Autore: Sidney Sheldon

Editore: Rusconi Libri SpA

Traduzione: Lorenzo Bianco

Genere: Narrativa

Pagine: 302

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Leslie Stewart, una bellissima e ambiziosa dirigente, capisce che per alcuni uomini il potere è il più grande afrodisiaco. Oliver Russell è un affascinante governatore di una piccola città e sta per scoprire che l’inferno non ha la stessa rabbia di una donna rifiutata. “Una donna non dimentica” è una storia esplosiva di due persone destinate a scontrarsi. Oliver ha una strategia per vincere le elezioni e conquistare la Casa Bianca; Leslie ha un piano per fargli desiderare di non essere mai nato. Entrambi dovrebbero sapere che anche i migliori piani possono andare davvero male.

 

 

 

Recensione

Pubblicato per la prima volta nel 1997, la storia architettata dal pluripremiato Sidney Sheldon mantiene intatta tutta la sua contemporaneità, con una trama che cambia continuamente, mascherandosi in una sorta di gioco degli specchi e abbracciando generi così diversi che il lettore si lascia irretire, tanto da arrivare al gran finale a bocca aperta.

Leggendo la trama si potrebbe pensare di essere in procinto di leggere un romanzo rosa con contaminazioni prese dal genere narrativo giallo, senza sospettare di stare per entrare anche in un fanta-politico thriller, con commistioni del più classico genere poliziesco. Eppure il poliedrico, pluripremiato e tradotto in tutto il mondo scrittore, sceneggiatore e regista americano orchestra una trama che non solo ci conduce in molti ambienti, ma che spazia in diversi generi letterari.

Un “copione” che, come detto, parte lentamente con l’incontro tra due persone speciali: la trentenne Leslie Stewart, giovane e bella dirigente pubblicitaria e addetta alle pubbliche relazioni di un’azienda nello Stato del Kentucky e Oliver Russell, futuro governatore del Kentucky e futuro Presidente degli Stati Uniti d’America. I due inizialmente si incontrano per motivi di lavoro e finiscono con l’innamorarsi. Purtroppo, ad un passo dal matrimonio, l’onesto e capace uomo politico si lascia invischiare dalle sporche trame della politica, abbandona la bella Leslie e si sposa con la figlia di un importante senatore, che da qui in avanti guiderà la sua vita politica.

L’autore è molto esperto e nonostante nel prosieguo della storia inserisca degli altri personaggi più o meno importanti, mantiene sempre l’attenzione su questi due protagonisti, sospendendo di volta in volta le vicissitudini di uno dei due per inserire un altro personaggio e la relativa storia personale, per sviare il lettore dalla trama che l’autore stesso sta tessendo, finchè il lettore non si ritrova tra le mani un altro romanzo, senza nemmeno essersene accorto.

Ed ecco che all’improvviso, proprio senza soluzione di continuità, nella storia iniziano a comparire cadaveri di giovani donne, che hanno tutte un denominatore comune: una droga liquida, l’ecstasy. E non solo: in qualche modo, tutte gravitano attorno al Presidente degli Stati Uniti…

Ed ecco che ancora una volta l’autore cambia registro e ci porta a Sarajevo durante la guerra, introducendo un personaggio importante al pari di Leslie e Oliver: Dana Evans, reporter per lo stesso giornale il cui proprietario è proprio Leslie Stewart. E non solo. Una volta rientrati a Washington, ci ritroveremo invischiati nelle indagini ad opera della polizia e anche ad opera di un giornalista, che pagherà con la vita la propria curiosità professionale.

Oltre ai personaggi e alla trama, anche gli argomenti che l’autore porta alla luce non sono né scontati né superati: l’ambientazione in un paese in guerra, le difficoltà delle donne in ambito lavorativo, l’ambiente della politica e le dinamiche all’interno di grandi gruppi editoriali o giornalistici, contribuiscono a rendere più che interessante questo romanzo e a mantenere attuale la vicenda raccontata, pur se il romanzo è stato scritto più di vent’anni fa.

Nel tirare le somme, oltre a classificare questo libro come esperienza di lettura molto godibile, ci teniamo ad avvisare i lettori che si troveranno anche immersi in un giallo affatto scontato, tanto che il colpo di scena finale risulterà improvviso e darà un valore aggiunto a questo intenso romanzo.

 

A cura di Marina Morassut

libroperamico.blogspot.it

 

 

Sidney Sheldon


(Chicago, 11 febbraio 1917 – Los Angeles, 30 gennaio 2007) è stato uno scrittore, sceneggiatore e regista statunitense.  Autore di best seller, è l’unico scrittore ad aver vinto un Oscar, un Tony Award e un Edgar Award.  Arrivato ad Hollywood nel 1937, inizia a lavorare alla Universal Studios come lettore di manoscritti e nel 1941 si arruola nella Air Force durante la Seconda guerra mondiale come pilota. Rientrato ad Hollywood inizia la sua lunga carriera di successi come sceneggiatore alla MGM e agli Studi Paramount. Nel 1941 scrisse la sua prima sceneggiatura per il film “A sud di Panama”. E nel 1948 Sheldon vinse l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale per “The Bachelor and the Bobby Soxer” (Vento di primavera – L’intraprendente signor Dick) con Cary Grant e Myrna Loy. Il film vinse anche il Box Office Blue Ribbon Award per la sceneggiatura. È stato anche autore di telefilm popolari come Cuore e batticuore e Strega per amore. Troppi i titoli dei romanzi best-sellers che ha scritto, per poterli elencare tutti. Ne ricordiamo giusto qualcuno: “Il volto nudo” del 1970; “L’altra faccia di mezzanotte” del 1973; “E le stelle brillano ancora” del 1992; “Dietro lo specchio” del 1998. Poco prima della sua morte ha pubblicato un’interessante opera autobiografica dal titolo “L’altra parte di me”, che ha conquistato critica e pubblico.

 

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