Una questione di equilibrio




 UNA QUESTIONE

DI EQUILIBRIO

di Gaspare Grammatico

Mondadori 2023

Poliziesco, pag.264

Sinossi. Un tranquillo venerdì mattina di aprile, a Trapani, nella cantina della propria villa, viene ritrovato il cadavere di un uomo, barbaramente torturato. Si tratta dell’enologo Platimiro Greco, volto noto del piccolo schermo per via delle frequenti e burrascose ospitate in un programma per addetti ai lavori. Il caso viene affidato al commissario Antonio Indelicato, per tutti Nenè. Un uomo semplice, senza poteri speciali, se non forse quello di aver cresciuto da solo la figlia Sara, quattordici anni all’anagrafe ma trenta nella testa, dato che la madre ha preferito cambiare vita alla nascita della piccola, piantandoli in asso. Grazie all’aiuto della sua brillante squadra composta dalla vice Salvina Russo e da un meticolosissimo capo della Scientifica, Nenè capisce in fretta che la vittima aveva più nemici che amici – e tutti con un valido movente per vendicarsi. Per sbrogliare la matassa, Nenè dovrà trovare il punto di equilibrio oltre il quale una persona ferita si trasforma in assassino. Un romanzo pieno di colpi di scena, a tratti ironico e costellato da figure e da una città indimenticabili. La prima indagine di un nuovo commissario un po’ distratto, talvolta malinconico, appassionato di libri e sempre in bilico, come tutti noi, tra lavoro e vita privata.

 Recensione di Antonella Bagorda

Cari lettori, abbiamo un nuovo commissario pronto a far parlare di sé. Si chiama Antonio Indelicato, per tutti Nenè, è di servizio nella sua amata Trapani, è un padre single di una figlia tanto adolescente quanto matura, è un grande lettore, un ottimo cuoco e un poliziotto arguto; uno che si sforza di saperci fare con le donne, che si sforza un po’ meno per portare avanti il suo lavoro con orgoglio e dignità, perché pare riuscirgli abbastanza facile, e che, invece, non fa alcuno sforzo a stare cucina, luogo in cui si rifugia spesso e volentieri, tra profumi e gesti che gli ricordano molto suo padre. E questo Nenè nasce dalla penna di Gaspare Grammatico, autore televisivo che debutta alla grande direttamente con Mondadori, senza tappe intermedie.

Ma passiamo a parlare di Una questione di equilibrio. 

Succede che si apre il libro, si leggono le prime pagine e, subito, un po’ Camilleri e un po’ Montalbano arrivano a invadere toni e situazioni del romanzo. Complice di tutto ciò è senz’altro il palese e spropositato amore per la Sicilia, nel caso specifico per la città di Trapani, di cui il testo è pregno; o quella voce a tratti ironica e a tratti malinconica che ci accompagna sfogliando le pagine e che ricorda molto il maestro Camilleri. La sensazione dura poco però, perché l’autore riesce quasi subito a prendere possesso della narrazione e a farla sua e solo sua.

Il romanzo è scritto in terza persona e segue le indagini che il commissario Indelicato – insieme alla sua squadra formata dalla vice Salvina Russo, dall’ispettore Pino Sansica e dal capo della scientifica, il dottor Martino Massari – è chiamato a svolgere. Platimiro Greco, famoso enologo che vede l’estroso e burrascoso personaggio televisivo che si è creato anteporsi alla persona, è stato trovato brutalmente ucciso nella cantina della propria villa. Saranno tanti i possibili moventi e tanti i potenziali colpevoli che metteranno in difficoltà il nostro commissario e i suoi compagni di indagine. 

Ovviamente non ci si può inoltrare troppo nella trama poiché, essendo questo un romanzo carico di colpi di scena, lo spoiler è sempre dietro l’angolo. Proprio per questo non posso far altro che complimentarmi con l’autore per aver saputo gestire in maniera impeccabile una trama intricata, piena di false piste e di colpevoli sbagliati ma sempre credibili. Le intuizioni del commissario sono intelligenti e ben studiate e, di conseguenza, risulta eccellente l’intreccio narrativo. Nulla da dire anche sulla caratterizzazione dei personaggi, sulla gestione delle ambientazioni e sui profumi. Personaggi abbastanza tridimensionali da poterli vedere, descrizioni dei luoghi talmente ben fatti da aver voglia di visitare Trapani già domani e scene talmente ben descritte, soprattutto una delle ultime in cucina, da far arrivare l’odore di frittura fin dentro le narici di chi sta leggendo.

Questo però non ha impedito la presenza di piccole cadute che rischiano di disturbare un po’ la lettura. Refusi a parte, che ce ne sono, sono presenti anche poche ma importanti mancanze quali possono essere, ad esempio, cose e persone che appaiono e scompaiono, nel corso della narrazione, senza un senso. E seguendo la logica della pistola di Checov, alcuni colpi non sono stati sparati.

Ma veniamo al mio cruccio più grande: il finale.
I finali fanno parte dei grossi traumi irrisolti della mia vita, lo so. Però c’è da dire che in questo romanzo l’autore ha esagerato e ha giocato troppo coi miei sentimenti. Qua non si tratta di un finale aperto, qua parliamo proprio di “fine prima parte”. E io non sono una grande amante del “fine prima parte”, a meno che non mi trovi al cinema e la seconda parte non cominci dopo dieci minuti di pausa. Ma, purtroppo, non è questo il caso. Comprendo la voglia, e anche un po’ la necessità, di lasciare il lettore in trepidante attesa di una nuova avventura del commissario Indelicato, ma ho trovato la scelta troppo azzardata. 

E dunque, siamo a quel momento, quello della domanda finale. 

Consiglio la lettura di questo libro? 

Beh, se mi sforzo di non pensare al finale la risposta è: ma certo che sì!
È una lettura piacevole, un romanzo dalla trama ben sviluppata, una scrittura scorrevole e un autore dalla voce interessante che ho senza dubbio voglia di leggere ancora.

Se, invece, dovessi mettere in conto anche la delusione del finale, la risposta sarebbe la stessa ma con un briciolo di entusiasmo in meno. 

Quindi sì, seppur con il peso del mio trauma che mi grava sulle spalle, consiglio la lettura di questo romanzo a tutti, amanti del genere e non. E faccio il mio più grande in bocca al lupo all’autore per la sua nuova carriera letteraria.

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Gaspare Grammatico


Gaspare Grammatico è nato a Trapani, dove torna appena può. Vive tra Torino e Milano. Autore tv, da anni lavora nella squadra del programma televisivo “Fratelli di Crozza”. I diritti cinematografici di questo romanzo sono stati opzionati da BiBi Film, società che ha coprodotto la serie “Le indagini di Lolita Lobosco”.