Via col vento




Recensione di Valentina Cavo


Autore: Margaret Mitchell

Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Editore: Neri Pozza

Genere: Narrativa

Pagine: 1174

Anno di pubblicazione: 2019

Sinossi. Rossella O’Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l’illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della guerra civile cominceranno a spirare sul sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell’amore e la storia impossibile con l’affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi…

Recensione


Via col Vento è un classico divenuto famosissimo ed eterno grazie anche all’onomino film, nel quale la viziata e vanitosa Scarlett O’Hara era interpretata dalla bellissima Vivien Leigh e lo sciupafemmine Rhett Butler dall’affascinante Clark Gable. In molti ricordano le scenate della protagonista, le storie d’amore e le frasi più iconiche, ma dietro questo libro apparentemente frivolo si aprono invece molti argomenti importanti che offrono uno spaccato della società americana dell’epoca e della sua storia.

Innanzi tutto, si parla della Guerra di Secessione americana. Scarlett è infatti una ricca ragazza del sud che vede partire per la guerra molti dei suoi amici/corteggiatori oltre che suo marito Charles e suo cognato/amore – o, per meglio dire, oggetto del desiderio – Ashley, una campagna bellica disastrosa durante la quale rimarrà vedova e vedrà il suo paese in ginocchio. Scarlett e sua cognata Melanie si offrono come infermiere per cercare di curare i malati come meglio possono, mancheranno stoffe per fare addirittura le bende, saranno private di molte cose ma la nostra intrepida protagonista farà ogni cosa per poter tenere la sua casa a Tara e per vivere senza patire più la sofferenza e le privazioni.

Nella sontuosa cornice narrativa e nelle cupe descrizioni del romanzo, si parla poi di come le donne vivevano in quell’epoca, come si dovevano comportare, cosa era lecito fare e cosa, invece, richiamava il giudizio e lo scandalo. Spesso la figura femminile agli occhi di tutti doveva restarsene in disparte, sebbene poi, nella vita di ogni giorno e privatamente, era proprio lei a portare avanti gli affari nelle terre, nelle piantagioni e nelle case.

Tutto stava nel cercare di accaparrarsi il marito migliore…. o rubarlo alle altre. Ci sono molti episodi di vita narrati che spiegano come stavano le cose a quell’epoca, lo stato di fatto di una civiltà solo apparentemente partriarcale. Per esempio all’inizio del libro Scarlett è solo una giovane ragazza dal viso grazioso, dal  “vitino di vespa” e circondata da spasimanti, che deve solo saper sorridere nel modo più grazioso, vestire in modo adeguato ed essere carina; poi si sposa e fa un figlio, rimane vedova e all’improvviso – pur essendo sempre una ragazza giovane e con una traboccante voglia di vivere – si ritrova costretta ad indossare solo vestiti neri e non poter partecipare a balli e feste. In seguito la vediamo cambiare ancora e diventare il capofamiglia, la persona che deve far quadrare i conti in ogni modo trovando espedienti ricercati, a volte immediati o drastici, in modi più o meno leciti pur di tenere in piedi l’eredità paterna.

Ovviamente nel libro viene toccato  il tema della schiavitù e leggiamo di come queste persone vivevano nelle varie famiglie, come venivano vendute da una famiglia all’altra e di come venivano trattate; infine, troviamo accenni al fatto che gli stessi schiavi fossero a loro volta chiamati alla guerra e terribilmente usati come “carne da macello”, a scavare trincee e a stare in prima linea.

Non è per me possibile evitare il paragone, anche se in modo breve, leggero e conciso, con la pellicola diretta da Victor Fleming. Malgrado il palese fatto che alcuni avvenimenti siano descritti in modo diverso rispetto al romanzo, trovo che l’adattamento cinematografico sia comunque un capolavoro, una pietra miliare del cinema e della narrativa contemporanea, e che, leggendo queste pagine – dalla bella e scorrevole traduzione – del libro, nella mia mente siano riaffiorati proprio i volti degli attori, i vestiti e le scenografie del film.

Margaret Mitchell con la sua penna ha dato vita ad un’opera che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita, perchè al suo interno, come un novello vaso di pandora, si può ritrovare una varietà notevole di argomenti, in grado di rendere l’intero apparato narrativo un vero e proprio capolavoro nella storia della letteratura mondiale.

La garanzia che tutto questo assorbirà il lettore sta nel fatto che il continuo sussegguirsi di accadimenti viene spiegato, descritto accuratamente ed accompagnato con digressioni storiche tramite le quali sarà facile comprendere nel dettaglio le fondamenta socio-culturali sulle quali fu fondata l’America che noi tutti oggi conosciamo.

 

Margaret Mitchell


Margaret Mitchell (Atlanta 8 novembre 1900 – Atlanta 16 agosto 1949). Giovanissima, dopo aver frequentato lo Smith College, intraprese la carriera giornalistica, collaborando con un quotidiano della sua città natale. Sposò a venticinque anni un uomo d’affari e lasciò il giornalismo per dedicarsi a un decennio di ricerche e di letura e, sulla base di queste, alla stesura della sua unica opera narrativa Via col Vento. Il romanzo, pubblicato nel 1936, ebbe subito uno straoodinario successo in America e nel mondo e ottenne il Premio Pulitzer nel 1937. Margaret Mitchel morì nel 1949 in seguito ad un incidente automobilistico. Gli scritti inediti di lei, trovati dopo la tragica fine, sono stati per sua volontà distrutti.

 

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