Vivida mon amour




Recensione di Loredana Gasparri


Autore: Andrea Vitali

Editore: Einaudi Editore

Collana. Einaudi. Stile libero big

Genere: Narrativa italiana

Pagine: 136

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. Anni Ottanta, in una cittadina sulle rive di un lago del Nord Italia, al confine con la Svizzera: un aspirante medico condotto si invaghisce di una misteriosa ragazza incontrata a una festa. Una commedia lieve, acuta e divertente. Un romanzo che contiene tutto il «piccolo mondo antico» della provincia di cui Andrea Vitali è il cantore. «Traversare il lago, una sera di fine novembre, sotto un magnifico cielo stellato e una luna che di a poco si sarebbe palesata da dietro la montagna. Si poteva desiderare di meglio? Certo, c’era una leggera onda, il traghetto beccheggiava. Circa a metà traversata, mi accingevo a celebrare il paradiso terrestre che ci circondava. Mi voltai e… – Ho un po’ di nausea, – disse lei.» Per un dottorino neolaureato, con le tasche vuote, dedicarsi a un corteggiamento serrato può risultare oneroso e parecchio frustrante. Soprattutto se la donna dei propri sogni si rivela un tipo complesso, una «bisbetica indomabile» refrattaria alla poesia, benestante ma poco incline a spendere e che regge l’alcol come un carrettiere. Ad aggiungere imbarazzi e malintesi, il nome della giovane non è ben chiaro: Viviana, no Vivína, anzi Vívina… Vívida! Meglio evitare di pronunciarlo. Tra incontri carichi di aspettative – e che ogni volta sembrano trasformarsi in addii – costose peregrinazioni fra malinconici paesi lacustri, goffaggini e incomprensioni, per i due, tanto diversi, ci sarà un lieto fine?

RECENSIONE


Questa è la storia di una conquista. Nient’affatto facile, aggiungo. Andrea Vitali ci porta nella cittadina in riva al lago che conosciamo piuttosto bene, e quasi ci scontriamo con il personaggio narrante, un giovane neolaureato in Medicina, aspirante medico condotto. È luglio, l’aria è giovane, piena di festa e promesse, e il nostro nuovo amico è intenzionato ad ascoltarle e prenderle tutte.

La prima e la più ingombrante di queste, che è il prologo dell’avventura che vivrà nei mesi successivi, gli capita quasi in braccio. È una ragazza, alta e un po’ allampanata, infilata in un indimenticabile abito azzurro lungo, e dotata di malleoli magnifici. Il tipo che non trovate in giro tanto facilmente. Adesso immaginerete uno scambio di sguardi, una conversazione oculare fatta di ammiccamenti, luci nello sguardo che si accendono di bagliori, manovre di avvicinamento casuale… ?

No. Siamo in riva al lago con Andrea Vitali, ricordate?

Nessun feuilleton ottocentesco, qui.

La ragazza in questione, tanto per aggiungere colore al suo personaggio, è pure ubriaca. Ubriaca persa. Aggancia il giovane ammiratore folgorato sulla via del lungolago con estrema praticità (ha bisogno di un passaggio a casa), e dando per scontato che la sua domanda/richiesta/comando sarà soddisfatta senza indugio, si avvia verso il parcheggio. L’ammiratore sarà pure folgorato sulla via del lungolago, ma rispetta le più elementari convenzioni sociali, e ha bisogno di un nome per rivolgersi alla Portatrice di Malleoli con la debita educazione… ed è quello che la suddetta Portatrice gli sussurra tra i fumi dell’alcol, ma senza troppo successo.

E non gli dice molto altro. Arrivata a casa, scende dall’auto e si dilegua. Nessun grazie, non è il caso.

Un altro, con un minimo di lucidità nonostante gli affascinanti malleoli, avrebbe chiuso lì la pratica. Magari risentendosi un po’ per la completa mancanza di educazione e rispetto minimi da parte della giovane ubriaca.

Ah, ma qui stiamo parlando di un giovanotto praticamente inesperto, appena laureato, con la testa piena di aspettative, e pure di ideali, poesia, concetti astratti. Un sognatore. Avete mai provato a fermare un sognatore di fronte ad una sfida all’apparenza impossibile come questa, dove si tratta di recuperare una bella distratta e ubriaca, partendo da un nome mezzo smozzicato e un indirizzo? Non fatelo. Riuscireste più facilmente a lavare la proverbiale testa al proverbiale asino.

Non è tutto qui, naturalmente. Il nome viene recuperato: Vivina. Ah, bello. Ma dove cade l’accento? Vìvina… ? Vivìna… ? E come fare a chiamare la bella per nome senza rischiare figuracce?

E come fare a interessarla e magari a farla innamorare di sé, dato che la Portatrice di Malleoli Mai Visti Prima ha un carattere pragmatico al confine con la brutalità, che farebbe impallidire l’imprenditore più materialista e cinico su questa terra, e che non sembra aver pazienza con il lato evanescente del medico-poeta?

Non vi racconto nulla. Vi ricordo solo che stiamo parlando di un sognatore. Disposto a prendersi porte in faccia, sopportare la maleducazione della bella e della sua intera famiglia, a farsi sfruttare e prendere in giro da amici poco simpatici, pur di arrivare al suo scopo.

Che comprende anche quello di conoscere l’accento corretto del nome della Portatrice di Malleoli.

È probabile che vi indispettirete un po’ leggendo delle peripezie del giovanotto. In un paio di occasioni io gli avrei pure assestato un paio di schiaffoni, per raggiunto limite di stupidità sopportabile.

Ma ho riso molto, grazie soprattutto allo stile comico e in certi tratti graffiante di Andrea Vitali, che non risparmia niente al suo personaggio. In questi tempi in cui è un po’ più complicato viaggiare, andare sul lungolago con questa coppia all’apparenza improbabile, è stato come prendere una boccata d’aria fresca.


A cura di Loredana Gasparri

https://www.delfurorediaverlibri.it

 

Andrea Vitali


Dopo aver frequentato «il severissimo liceo Manzoni» di Lecco, Andrea Vitali si laurea in medicina all’Università Statale di Milano ed esercita la professione di medico di base nel suo paese natale. Scrittore molto prolifico, ha esordito nel 1990 con il romanzo breve Il procuratore, ispiratogli dai racconti di suo padre; nel 1996 ha vinto il Premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti, ma il grande successo lo ha ottenuto nel 2003 con Una finestra vistalago (Premio Grinzane 2004). Nel 2006 ha vinto il Premio Bancarella con il romanzo La figlia del Podestà; nel 2009 il Premio Boccaccio e il Premio Hemingway. Tra i numerosi romanzi, ricordiamo: nel 2011 La leggenda del morto contento e Zia Antonia sapeva di menta. Nel 2012 Galeotto fu il collier e Regalo di nozze. L’anno successivo escono Le tre minestre, lungo racconto autobiografico edito da Mondadori-Electa e Di Ilide ce n’è una sola. Nel 2014 Quattro sberle benedette, Premiata ditta Sorelle Ficcadenti e Biglietto, signorina!; nel 2015 La ruga del cretino, scritto con Massimo Picozzi, Le belle Cece, La verità della suora storta, Quattro schiaffi benedetti, Un amore di zitella (tutti editi da Garzanti). Nel 2016 Nel mio paese è successo un fatto strano (Salani), Le mele di Kafka (Garzanti), Viva più che mai (Garzanti). Nel 2019 esce Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò (Garzanti), Sotto un cielo sempre azzurro (Garzanti) e Documenti, prego(Einaudi). Altre sue pubblicazioni sono: Un uomo in mutande. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò(Garzanti, 2020), Nessuno scrive al Federale. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò (Garzanti, 2020) e Vivida mon amour (Einaudi, 2021). Tra le sue pubblicazioni si ricorda anche il libro per bambini La zia Ciabatta (Garzanti, 2020). Da ricordare che, con il romanzo Almeno il cappello (edito nel 2009 da Garzanti) Andrea Vitali ha vinto il Premio Casanova, il Premio Isola di Arturo Elsa Morante, il Campiello sezione giuria dei letterati ed è stato finalista al Premio Strega. I suoi libri, pubblicati in Italia da Garzanti, sono stati tradotti in molti paesi, tra cui la Turchia, la Serbia e il Giappone.

 

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