Intervista a Antonella Boralevi




A tu per tu con l’autore

 

 

 

A chi si è ispirata per i personaggi di Alfio e Emma?

Alfio e Emma assomigliano a tanti di noi. Non sono ” personaggi”. Sono persone che il lettore incontra. Io non racconto. Io voglio portare via con me il mio Lettore. Voglio che viva dentro la storia. Voglio portarlo via dalle grane della vita quotidiana. Alfio é un quarantenne sciupafemmine , affascina perché é bello ma soprattutto per il suo mistero. Per la difficoltá a catturarlo. Ha tre relazioni insieme, perché ha paura di averne una seria. Indaga col cervello. Emma é una trentenne con un lavoro prestigioso (avvocato di Netflix a Londra!), viene da una grande famiglia, ma …. é come tante di noi. Insicura. Pensa sempre di non essere adeguata. Pensa di dover dimostrare che è brava. É piena di dubbi, incertezze, non sa cosa fare della sua vita. Ma ha un dono: sente l’anima degli altri. E apre il cuore. E scopre segreti indicibili. Dunque: mi sono ispirata… alla vita!

 

 

 

Perché i romanzi si svolgono sempre nella romantica Venezia? Ha mai vissuto lì?

” Chiedi alla notte” é ambientato nei giorni favolosi della Mostra del Cinema di Venezia. Star, glamour, red carpet, feste, champagne, camerieri in guanti bianchi, motoscafi che attraccano all’ imbarcadero dell’ hotel Excelsior sotto i flashes dei fotografi. Attori, contesse, produttori, registi. Ma anche chi crea la favola: cuoche, concierge, fotografi, marinai delle lance private, giornaliste di gossip. Amo Venezia e la frequento regolarmente. Di Venezia, amo il mistero. É una cittá usurata da milioni di sguardi, ma non si mostra mai davvero. Persino in piena estate, nei 5 giorni del romanzo.

 

 

Quali sono gli autori che l’hanno ispirata e dai quali prende esempio?

Sono una lettrice e rispetto il Lettore. Non voglio ammorbarlo con i miei problemi, le mie elucubrazioni, per aiutare me. Invece, mi impegno a costruire una Storia. Un intreccio potente. Personaggi che si conficcano nel cuore di chi legge. Una storia appassionante che non riesci a smettere di leggere. Mi affido da anni e anni a Tolstoj di ” Guerra e pace”. A Fitzgerald. A Katharine Mansfield per capire e dire le emozioni. Credo di essere la sola italiana che unisce il Romanzo al Thriller. Mi ispiro al ” Caso Harry Quebert”, ma ci aggiungo il viaggio nel lato oscuro che tutti ci portiamo dentro.

 

 

 

Com’è avvenuto il passaggio da giornalista a scrittrice?

Ho pubblicato 21 libri. Con i più grandi Editori italiani. Il primo a 23 anni. Sono una scrittrice. Una narratrice. E uso studi fatti ed empatia del narrare per fare la commentatrice di cronaca, politica, societá in televisione e nelle mie rubriche e blog.

 

 

 

Come le è venuta l’idea iniziale del capolavoro “La bambina nel buio?”

” Chiedi alla notte” é un capolavoro persino più potente. ” La bambina nel buio” é nato da una passeggiata per le calli invase di nebbia. ” Chiedi alla notte” da una camminata alle due del pomeriggio sul red carpet deserto. Ho sentito che … era una striscia di sangue.

 

 

 

Le piacerebbe prima o poi cambiare genere e deviare su romanzi rosa, storici, oppure si sente particolarmente legata al genere giallo?

Sono legata alle emozioni profonde del cuore umano. E a quello che accade quando escono in superficie. E fanno esplodere la bomba.

Antonella Boralevi

 


A cura di Alessandra Ciancaleoni


 

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