La donna scomparsa




A cura di Simona Vallasciani


Autore: Sara Blædel

Traduzione: Alessandro Storti

Editore: Fazi Editore

Genere: Thriller

Pagine: 299

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. È una notte buia e piovosa, in Inghilterra. Al limitare di un bosco, a pochi passi dall’aperta campagna, c’è una casa con una finestra illuminata. All’interno, la sagoma di una donna, in controluce. A completare il quadro, si aggiungono il marito e la figlia adolescente. Da fuori, un uomo osserva la scena con un fucile da caccia in mano; riesce a immaginarsi il profumo della cucina, il calore familiare della stanza, le conversazioni di fine giornata. Fa un respiro profondo, preme il grilletto e colpisce la donna in piena fronte. Lei si accascia sul pavimento. Lui scappa.
In Danimarca, la detective Louise Rick e il collega Eik hanno deciso di andare a vivere insieme ma lui sparisce nel nulla. Nel giro di pochi giorni, Louise riceve una telefonata: Eik è stato arrestato per disturbo della quiete pubblica e intralcio alle indagini. Si trovava in Inghilterra, sul luogo del delitto della donna inglese, Sophie Parker, il cui nome figurava da molto tempo nella lista delle persone scomparse. La sua sparizione era stata denunciata diciotto anni prima proprio da Eik: era la sua fidanzata. Cosa sta succedendo? Sconvolta e terrorizzata dal coinvolgimento di Eik nel caso, Louise deve mettere a tacere il suo tumulto interiore se vuole trovare il killer di quella che si rivelerà la sua indagine più controversa

 

 

Recensione

La donna scomparsa”, quarto romanzo della serie poliziesca con protagonista la detective Louise Rick dopo “Mai più libera”, “Le bambine dimenticate” e “La foresta assassina” già pubblicate da Fazi Editore, ha il fantastico pregio di attirare da subito l’attenzione dell’autore e non lasciarla più attraverso una storia che si snoda tra presente e passato, che trova le sue radici nell’intimità dei personaggi principali e che affronta tematiche molto importanti e delicate come il suicidio assistito e la perdita delle persone che si amano.

La protagonista di questo thriller, la detective della polizia di Copenaghen Louise Rick, ricopre un ruolo ormai ben definito nella mente dei lettori che hanno già letto i capitoli precedenti e allo stesso modo riesce a presentarsi in modo incisivo in quelli che invece la “incontrano” per la prima volta. Louise è  una donna forte, determinata,  una brava poliziotta e, nonostante abbia imparato a mostrare anche il suo lato più sentimentale grazie all’unione con il collega Eik Nordstrom, sarà pronta a dimenticare qualsiasi sentimentalismo per risolvere un’indagine intricata, che sembra collegarsi proprio al passato del suo compagno, e che si tramuterà in una vera e propria lotta contro il tempo.

Perché mai Sofie Parker ha fatto perdere le sue tracce diciotto anni prima per poi ricomparire improvvisamente come vittima di un omicidio nella lontana Inghilterra?

Quale motivazione hanno i continui e alle volte notevoli accrediti fatti al suo conto corrente?

E soprattutto, qual è il vero ruolo di Eik in tutto questo?

Queste sono solo alcune delle domande che Louise si troverà a dover affrontare e per trovare le risposte sono molte le cose che dovrà mettere in discussione. Nonostante questo libro faccia parte di una serie già avviata, non risulta strettamente necessario aver letto anche i capitoli precedenti per riuscire a comprenderlo, in quanto i ruoli e le situazioni risultano da subito chiari e ben definiti.

L’unico fattore sul quale si potrebbe aver difficoltà, se si decide di iniziare la serie da questo capitolo, è il rapporto tra i vari personaggi, soprattutto quando Louise si ritrova a chiedere aiuto alla sua vecchia squadra alla Omicidi composta dagli affezionati Toft e Jorgensen, il simpatico capo Surh e il poco affine Micheal Stig.

Un altro ruolo importante lo ricopre ancora una volta la cara amica giornalista di Louise, Camilla, responsabile, grazie alle sue personali indagini, di condurre fin da subito l’indagine sulla strada giusta.

Sara Blædel crea un thriller che ha molti aspetti emozionali, che si basa su argomentazioni importanti e che riesce a far riflettere attraverso una storia che incide nell’animo del lettore, rendendosi davvero difficile da dimenticare.

Lo stile di scrittura è eccellente, così come la struttura narrativa che non lascia nulla al caso ma coccola grazie ad una lettura scorrevole e assolutamente coinvolgente, con il risultato che chi deve ancora leggere gli altri libri della serie correrà sicuramente a comprarli mentre chi si trova già aggiornato non desidererà altro che poter leggere una nuova storia.

 

 

 

 

Le Ambientazioni

 

L’ambientazione di “La donna scomparsa” si sposta in tre luoghi differenti; Copenaghen, dove risiedono e lavorano i protagonisti, Nailsea, piccola cittadina inglese vicino a Bristol dove viene ritrovato il corpo di Sofie Parker, e la regione danese dello Jutland, di dove la donna era originaria.

 

Copenaghen

 

Nonostante tutto l’importanza maggiore l’ha la capitale danese, scena sulla quale si svolgono la maggior parte delle indagini. Copenaghen è situata nella parte orientale della Danimarca, in particolare sulle isole Sjælland e Amager, è la città più popolata del Paese con oltre 600 mila abitanti ed è separata dalla città svedese di Malmö grazie allo stretto di Øresund.

Il suo nome danese  København deriva da Køpmannæhafn ossia “Porto di mercanti” in quanto la sua origine è da ricercarsi ai tempi dei Vichinghi che utilizzavano la zona come punto d’imbarco per le esplorazioni nei mari Europei.

 

La sirenetta

Importante sito turistico e di interesse culturale, è nota principalmente per la Statua della Sirenetta, costruzione bronzea del 1916, situata nel molo di Langerlinje e ispirata alla protagonista delle celebra favola di Hans Christian Andersen. La piccola statua, ora simbolo della città ed emblema dell’amore eterno, è stata un regalo al popolo danese da parte del produttore di birra Carl Jacobsen e venne realizzata dall’artista Edvard Eriksen che prese come modello la moglie Eline ma venne inizialmente ispirato da una performance del balletto “La Sirenetta” del 1909 ed in particolare dall’etoile del Royal Danish Ballett, Ellen Prince.

Copenaghen nasconde però molte altre piccole perle che la rendono la meravigliosa città che è; è impensabile infatti risiedere in città senza aver visitato il quartiere di Nyhavn, l’antico porto, ora ritrovo di socializzazione con bar, ristoranti e negozi di souvenir, è reso celebre per le sue casette colorate, risalenti al 1600/1700. In una di esse visse proprio Hans Christian Andersen. Un’altra grande particolarità della capitale danese è rappresentata dalla “città libera di Christiana”, una vera e propria cittadella indipendente e semi autogovernata alla quale si accede tramite due porte e nella quale è vietato fare fotografie. Grazie al suo ruolo che da anni viene considerato al confine tra legalità e illegalità, Christiana è conosciuta come zona franca per il mercato di droghe leggere, non legalizzato ma tollerato dalle autorità cittadine.

Nonostante questa infausta fama, la città libera è ormai diventata una vera e propria attrazione turistica grazie alla particolarità delle sue architetture alla splendida street art. A Copenaghen è infine possibile ritrovare uno stralcio dell’arte italiana nel Duomo che rimanda chiaramente alla Basilica di San Pietro. Tutto questo e molto altro ancora fa di Copenaghen una vera perla dell’Europa del Nord tutta da scoprire e certamente impossibile da dimenticare.

 

A cura di

  Simona Vallasciani

 

 

 

 

Sara Blædel


Sara Blædel, nata nel 1964 a Copenaghen, dopo aver lavorato come cameriera ha iniziato la sua carriera nel mondo dell’editoria danese fino a fondare, nel 1993, la prima casa editrice interamente dedicata ai romanzi gialli e ai thriller americani. In Italia ha pubblicato: “Mai più libera”, “Le bambine dimenticate”, “La foresta assassina” e “La donna scomparsa”.