Le Recensioni della Redazione. ll respiro del sangue




Recensione della redazione

Fiorella Carta, Sabrina De Bastiani, Leonardo Di Lascia e Giusy Ranzini


Autore: Luca D’Andrea

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi. Stile libero big

Genere: Thriller

Pagine: 385

Anno Pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. È parecchio tempo, ormai, che Tony Carcano conduce un’esistenza appartata, costruita sulla routine. Le sole emozioni con cui entra in contatto sono quelle che descrive nei suoi romanzi, storie d’amore che gli hanno dato successo e benessere. Questo finché Sibylle, ventenne spericolata e affascinante, non irrompe nella sua vita sbattendogli in faccia una fotografia che lo ritrae piú giovane, sorridente, accanto al cadavere di una donna: la madre della ragazza. A quel punto Tony è costretto a riprendere in mano i fili di una vicenda che avrebbe voluto dimenticare, l’unica inchiesta della sua brevissima carriera di giornalista. E con Sibylle si inoltrerà fra le ombre della piccola, chiusa comunità di Kreuzwirt. Un paese che custodisce un mistero impensabile fatto di menzogne e di violenza, di avidità e di follia.

 

 

Recensione

 

” È facile, basta tagliare il tendine d’Achille. Poi bisogna contare le vertebre, trovare il punto. La sesta cervicale. Lì bisogna infilare la lama. Una lama sottile. La lama trancia carotide e trachea. Devo bloccare la ferita, subito, tenere premuto perché il sangue deve restare dentro. Nei polmoni. A quel punto puoi sentire il respiro del sangue… “

In un susseguirsi di eventi che lasciano il fiato corto, dentro una cornice spettacolare che è quella del Trentino, Luca D’Andrea racconta non solo una storia thriller, ma la storia di un piccolo paese, della sua comunità omertosa e soggiogata.

È anche racconto di tradizioni, leggende e pregiudizi.

Il ritmo è sostenuto, come se fosse una rincorsa contro il tempo, una gara fra i protagonisti e il pericolo; perché sebbene la morte di Erika la stramba, trattata come suicidio e che forse suicidio non è, è la base di partenza, in realtà riporterà letteralmente a galla misteri, ossessioni, rapporti umani contrastanti.

Una calamità per chi come me, in un thriller, ricerca il continuo stupore, senza un attimo di tregua.

Fiorella Carta

 

 

Giganteggia Luca D’Andrea nel creare una storia originale e tesa e nel raccontarla con stile grintoso e talento originale.

Non manca nulla a “Il respiro del sangue” – anzi, a mancare  sarà proprio il respiro dei lettori, trascinati nel vortice della vicenda e arrivati alle battute finali con la soddisfazione di aver letto un grande thriller virato noir e  sfumato di (dis)incanto,  con il gusto di riassaporare ancora certi snodi della storia, certe derapate mozzafiato.

Ritmo altissimo, ironia ben dosata, suspense implacabile.

E un finale che…

Mai colpire un animale morente. E’ l’unico momento in cui non ha problemi a mordere. A mordere davvero.”

Sabrina De Bastiani

 

 

“Il respiro del sangue” di Luca d’Andrea viene raccontato come una favola. L’ambientazione stessa  è una favola, il Trentino Alto Adige, un posto che solo a nominarlo fa sognare il lettore.

I personaggi, Tony, uno scrittore di romanzi, che vive con Freddy il suo cane e Sybille una bella ventenne con gli hobby di un maschiaccio: insieme cercano di risolvere il caso di Erika, la madre della ragazza. Omicidio o suicidio?

Poi ci sono i cattivi. il Wanderer una figura dal nome mitologico che gira di notte a seminare violenza.

Un libro magico che ci catapulta in una storia al cardiopalma dove il bene e il male si fondono in una nuova frontiera di sentimenti, dove solo anime pure riescono a vedere al di là della nebbia.

Leonardo Di Lascia

 

 

“Il respiro del sangue” è un thriller che sfreccia, a tutto gas, dalla prima all’ultima pagina. Sfreccia a 160 km/h, come la Ford Mustang del protagonista, lo scrittore Antonio “Tony” Carcano.

Gli ingredienti, per un ottimo thriller, ci sono tutti e sono miscelati in modo sapiente: una piccola comunità in mezzo alle montagne, in apparenza tranquilla, ma con un sottobosco inquietante.

D’Andrea è molto abile nel muovere i personaggi in uno scenario, quello della provincia, dove è nato e cresciuto, il tutto in funzione delle vicende che vuole raccontare e, spesso, torna sul passato dei suoi personaggi, ricreando l’ambientazione del Sud Tirolo fine anni Novanta.

Alla fine della lettura, ti trovi avviluppata in un senso di inquietudine e di paura, un incubo che ti trascina al centro di una radura dove Il Wanderer canta:

Il Wanderer. Al centro della radura. Canta. Apri la porta e lui arriva. Apri la porta e senti il suo canto. In ginocchio, tremi e ti disperi, in ginocchio non proverai piacere piú grande. Il Wanderer canta e il suo canto è il vento. Il vento che fa impazzire gli animaletti.

Chi è il Wanderer? Cos’è il Wanderer?”

Giusy Ranzini

 

 

 

 

Luca D’Andrea 


Luca D’Andrea è nato a Bolzano, dove vive, nel 1979. Per Einaudi ha pubblicato La sostanza del male (2016 e 2017), Lissy (2017 e 2018), entrambi bestseller internazionali, e Il respiro del sangue (2019).

 

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