THE NUN




A cura di Gabriel Uccheddu


Paese Stati Uniti d’America

Anno 2018

Genere Horror

Regia Corin Hardy

Soggetto Gary Dauberman e James Wan

Sceneggiatura Gary Dauberman

Produttore Peter Safran e James Wan

Trama. The Nun – La vocazione del Male, è un film horror del 2018, diretto da Corin Hardy. I fatti del film si svolgono in Romania nel 1952, nel monastero cattolico di Cârţa, quando due suore vengono attaccate da un’entità oscura, dopo aver tentato il recupero di una reliquia cristiana. L’unica sopravvissuta è Suor Victoria (Charlotte Hope) che poco dopo, si impicca fuori da una finestra. Frenchie (Jonas Bloquet), il garzone che porta le provviste al monastero, denuncia l’accaduto. Il Vaticano decide così di inviare in Romania Padre Burke (Demiàn Bichìr) e la novizia Suor Irene (Taissa Farmiga) per indagare sul suicidio.
Accompagnati da Frenchie, seppelliscono la suora e dopo aver incontrato la Badessa, scoprono che le altre suore sono costantemente in preghiera per tenere a bada un antico spirito malvagio, evocato da un duca il cui castello sorgeva sul terreno del monastero.
Lo scopo del demone è prendere possesso di un corpo per soddisfare la sua sete di sangue e male. Irene e Burke dovranno così affrontare l’entità determinata a prendere il sopravvento, verranno a conoscenza del reciproco passato e lavoreranno insieme per scoprire le terribili verità che si nascondono all’interno dell’abbazia.

Interpreti e personaggi principali
Taissa Farmiga: suor Irene

Demián Bichir: padre Anthony Burke

Jonas Bloquet: Maurice “Francese” Theriault

Charlotte Hope: suor Victoria

Ingrid Bisu: suor Oana

Gabrielle Downey: la badessa

Bonnie Aarons: Valak, la suora demoniaca

Vera Farmiga: Lorraine Warren

Patrick Wilson: Ed Warren

Doppiatori italiani
Valentina Favazza: suor Irene
Dario Oppido: padre Anthony Burke
Gabriele Patriarca: Maurice “Francese” Theriault
Mattea Serpelloni: suor Victoria
Barbara Castracane: la badessa
Sabrina Duranti: Lorraine Warren
Massimiliano Manfredi: Ed Warren

RECENSIONE

‘’Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.’’

(Salmo 90)

Avvolto da un alone di mistero e terrore, “The Nun” si addentra negli angoli più bui della fede e della paura. Diretto da Corin Hardy, questo prequel dell’universo di “The Conjuring” non si limita a raccontare una storia, ma invita gli spettatori a un’esperienza immersiva nel soprannaturale. È un richiamo alle nostre paure più profonde, un viaggio che ci porta indietro nel tempo, fino alle radici del male. 

Siamo nel 1952, e un remoto convento rumeno diventa il palcoscenico di eventi inquietanti. Una giovane suora si è misteriosamente tolta la vita, e il Vaticano, preoccupato dagli oscuri presagi, invia il prete specialista in esorcismi Padre Burke (Demián Bichir) e la novizia Suor Irene (Taissa Farmiga) a investigare.

Ma ciò che trovano va oltre ogni immaginazione, trascinandoli in un mondo dove il sacro e il profano si scontrano in un vortice di terrore. Dall’arrivo in convento di Suor Irene inizia un viaggio che non è solo fisico ma anche spirituale, portando i protagonisti e gli spettatori a confrontarsi con forze malevole che vanno oltre la comprensione umana.

La cinematografia di Maxime Alexandre cattura perfettamente l’atmosfera gotica e opprimente del convento. Situato tra le colline della Romania, il convento di Carta diventa un personaggio a sé stante, con i suoi muri scrostati, corridoi bui e cripte umide che emanano un senso di desolazione e mistero. Le riprese esterne, effettuate tra le foreste e i paesaggi nebbiosi della Transilvania, accentuano il senso di isolamento e vulnerabilità dei personaggi. La scelta del convento di Carta come luogo principale di riprese non è casuale.

Questo antico monastero cistercense, fondato nel 1200, ha una storia ricca e misteriosa che si presta perfettamente a un film horror. Situato in una zona rurale e remota, il monastero reale, oggi in rovina, aggiunge un tocco di autenticità e una dimensione storica al film. La sua architettura gotica, con archi a sesto acuto, colonne scolpite e affreschi sbiaditi, crea un ambiente visivamente affascinante e inquietante.

Ogni dettaglio dell’ambientazione è stato curato meticolosamente per evocare una sensazione di terrore e mistero. Le celle delle suore, spartane e fredde, riflettono la durezza della vita monastica e la reclusione. La sala capitolare, con le sue alte vetrate gotiche e i mosaici religiosi, sembra quasi vibrante di una presenza oscura. Le cripte e i sotterranei, con i loro stretti corridoi e le ombre che sembrano prendere vita, sono il palcoscenico perfetto per gli incontri più terrificanti con Valak.

Le riprese esterne sfruttano al massimo il paesaggio rurale della Romania, con i suoi boschi spettrali e i villaggi isolati. Le nebbie che avvolgono il convento, le foreste dense e i sentieri tortuosi contribuiscono a creare un’atmosfera di costante minaccia. Questo uso del paesaggio naturale non solo aumenta la tensione, ma radica il film in una realtà tangibile, rendendo il soprannaturale ancora più disturbante.

La colonna sonora di Abel Korzeniowski, con le sue note stridenti e i silenzi carichi di tensione, amplifica ulteriormente il senso di terrore imminente. Gli echi dei canti gregoriani, mescolati a suoni dissonanti, creano una colonna sonora che è tanto parte dell’ambiente quanto gli stessi muri del convento.

‘’L’hai vista anche tu? Io l’ho vista vagare nei corridoi di notte, tutti l’abbiamo vista. Sembra una di noi, ma non lo è. È un essere malvagio, si trasforma per ingannarci facendo leva sulle nostre debolezze. Assume le sembianze di una suora per nascondersi nel convento e corromperci tutte. Temo che il portale si sia riaperto, ecco perché sorella Victoria ha commesso l’estremo peccato…’’

 (suor Oana)

Taissa Farmiga brilla nel suo ruolo di Suor Irene, una giovane donna la cui fede è messa alla prova in modi che non avrebbe mai potuto immaginare. La recitazione di Taissa Farmiga risulta autentica e mai scontata. La drammaticità che l’attrice imposta al suo personaggio non è mai troppo caricaturale.  La sua interpretazione è affiancata dalla solida presenza di Demián Bichir, il cui Padre Burke porta con sé un bagaglio di colpe e traumi passati che arricchiscono la sua lotta contro il male.

La vera stella del film, tuttavia, è Valak, la suora demoniaca interpretata da Bonnie Aarons. Ogni apparizione di Valak è carica di una tensione palpabile, e il design del personaggio, con il suo volto spettrale e l’abito monacale, è destinato a diventare iconico nel panorama dell’horror moderno. 

Nonostante alcune critiche sulla trama che può sembrare talvolta prevedibile o forzata, “The Nun” riesce a mantenere un ritmo incalzante e a regalare momenti di genuino terrore. La sceneggiatura di Gary Dauberman, sebbene non priva di cliché, riesce a intrecciare momenti di riflessione sulla fede e la redenzione, conferendo una profondità inaspettata alla narrazione.

“The Nun” si conferma dunque come un tassello fondamentale nell’universo di “The Conjuring”, offrendo non solo brividi e salti sulla sedia, ma anche uno sguardo più approfondito sul male che permea questo mondo cinematografico. Per gli amanti dell’horror e per i fan della saga, questo film è un appuntamento imperdibile con l’oscurità.

Buona visione! 🎬