Fratelli e custodi




Recensione di Katia Fortunato


Autore: John Edgar Wideman

Traduzione: Delfina Vezzoli e Michele Ulisse Lipparini

Editore: Minimum Fax

Genere: Narrativa

Pagine: 387

Anno di Pubblicazione: 2018

 

 

 

 

Sinossi. Due fratelli afroamericani, John Edgar e Robert, crescono insieme in un quartiere di Pittsburgh, in Pennsylvania, ma le loro vite prendono ben presto due direzioni diverse. Il 15 novembre 1975 Robert, il fratello minore, eroinomane e perennemente a caccia di soldi, tenta l’assalto a un camion pieno di televisori rubati, e nella sparatoria che ne segue un uomo rimane sull’asfalto. Ricercato per rapina a mano armata e omicidio, dopo tre mesi di latitanza si presenta a casa di John Edgar – che è diventato scrittore e docente di letteratura all’università – e il giorno successivo viene arrestato. Il processo si concluderà con una condanna all’ergastolo, anche se durante la rapina Robert non ha sparato. Nel corso delle visite in carcere, tra i due fratelli si instaurerà il dialogo che forse non hanno mai avuto, in un percorso di reciproco riscatto che si concluderà su una nota di profonda consapevolezza.

 

Recensione

Ho letto un piccolo gioiellino

Ho letto un libro sulla voglia di ricominciare, sulle ingiustizie, sull’amore fraterno, sugli sbagli e le scelte che portano a conseguenze con cui bisogna fare i conti per tutta la vita.

Ho letto la storia di due fratelli che mi ha commossa, mi ha fatta arrabbiare, mi ha catapultata in un mondo così diverso dal mio, dandomi gli strumenti per capirlo, ma non per accettarlo, perché non è giusto.

 

Non si sa mai con esattezza quando qualcosa ha inizio. Più uno scava, indaga sul passato e pensa, più è chiaro che niente ha una storia distinta, indipendente; persone e fatti prendono forma non in una sequenza ordinata e cronologica ma in rapporto ad altre forze e fatti, intricati grovigli di necessità, interdipendenza e caso che dopotutto avrebbero potuto produrre solo un risultato: quello che c’è.

 

Mi è piaciuta molto la narrazione doppia: il fratello in carcere che racconta come se parlasse con un amico, con un linguaggio spontaneo e colorito, e il fratello insegnante, forbito, elegante.

Una sorta di distinzione sociale non dispregiativa, ma intesa come incontro.

Incontro tra due fratelli che si sono ritrovati a vivere, a parlare, a raccontarsi, a conoscersi, nei colloqui svolti in carcere, con un blocco di fogli e una penna e le tre ore concesse e sfruttate al massimo per tornare a essere fratelli.

 

 

 

John Edgar Wideman


John Edgar Wideman (Washington, 14 giugno 1941) è uno scrittore e insegnante statunitense.
Crebbe a Pittsburgh e gran parte della sua produzione letteraria è ambientata in quella città, specialmente nel quartiere di Homewood West dell’East End. Dopo essersi diplomato alla Peabody High School si iscrisse all’Università della Pennsylvania, dove fu selezionato per la rappresentativa dei migliori giocatori di pallacanestro della All-Ivy League. È stato il secondo afroamericano a vincere una Rhodes Scholarship (New College, Università di Oxford, Inghilterra), laureandosi nel 1966. È anche laureato presso il laboratorio di scrittura dell’Università dell’Iowa.