Intervista a BARBARA BARALDI






A tu per tu con l’autore

 

 

Ciao Barbara e grazie di esserti prestata a questa intervista, dedicando un po del tuo tempo ai lettori di Thrillernord.

È un piacere essere dei vostri.
 

 
1) Recentemente ho avuto la fortuna di leggere il tuo ultimo libro e farne una breve recensione per il nostro sito. Non mi ha sorpresa scoprire che “Aurora nel buio” sta rapidamente scalando le classifiche dei thriller italiani più venduti del momento. Blogger (a decine!!), trasmissioni radio, testate giornalistiche online e cartacee, personaggi di spicco del mondo dell’editoria e del fumetto: tutti ne parlano. Decine di recensioni positive, commenti ottimistici e, per finire, la tua pagina Facebook invasa da foto e commenti affettuosi dei tuoi lettori. Sappiamo che non sei nuova a queste dimostrazioni di stima; già ai tempi della pubblicazione dell’ultimo capitolo di Scarlett, lettori da tutti l’Italia e blogger dei più importanti siti fantasy si erano riuniti invocando l’uscita dell’ultimo capitolo della trilogia. Come vivi queste manifestazioni di apprezzamento e stima che solo pochi autori hanno l’onore di ricevere?

Le manifestazioni di affetto dei lettori sono come abbracci, come le pacche sulle spalle che mi dava mio nonno quando era fiero di me. Mi spronano ad andare avanti in questa giungla che è l’editoria. Ma non solo, mi spingono a cercare di fare sempre meglio, a dare tutto quando scrivo: demoni interiori e sangue.
 

 
2) Eclettica, poliedrica, versatile. In molti hanno sottolineato la tua capacità di muoverti con agilità fra i vari generi fantasy, giallo, noir e horror. In quale genere ti riconosci maggiormente o pensi di essere riuscita a dare il meglio di te?

Mi considero una narratrice di storie del mistero. Di volta in volta il registro può cambiare, ma alla base dei miei racconti c’è sempre un enigma da risolvere. Quello che mi interessa svelare è il lato oscuro; “il volto nascosto della luna”. Cosa nasconde un paesaggio? Cosa spinge un uomo (o una donna) a uccidere? Quali labirinti può celare la mente umana? Credo che dalle domande nascano le storie.
 

 
3) Parliamo di fumetti. Dall’esperienza come co-sceneggiatrice della serie Disney Real Life, pubblicata in tutto il mondo, e in Italia da Panini, alla successiva collaborazione con Dylan Dog Color Fest e poi con la serie regolare, per approdare alla più recente esperienza come curatrice e sceneggiatrice della serie Torture Garden, pubblicata dalle edizioni Inkiostro. Lavorare con i fumetti è un modo per mettersi ancora una volta alla prova o la realizzazione di un sogno?

Premetto che la mia passione per il fumetto nasce molto tempo fa, quando ero appena una bambina e mi intrufolai di nascosto nella soffitta di casa, scoprendo un tesoro: la vecchia collezione di fumetti di mio padre. Passai pomeriggi interi a leggere, in uno stato quasi febbrile. Poi, da adolescente, ho conosciuto Dylan Dog. Io, che in paese ero “quella diversa”, quella che vestiva sempre di nero e che faticava a stringere amicizie, leggendo le storie di Tiziano mi sono sentita compresa, persino meno sola.
Molti anni dopo, da narratrice, approdare al fumetto per me è stato estremamente naturale: quando scrivo procedo a visioni, le scene scorrono di fronte a me come istantanee che di volta in volta descrivo sotto forma di narrativa o di sceneggiatura.
 

 
4) “Alla scoperta dei segreti perduti di Bologna” è un libro che indaga nella storia segreta di luoghi che, pur essendo sotto gli occhi di tutti, rimangono celati ai visitatori disattenti. In “Aurora nel buio” il lettore è trasportato dalle nebbie impenetrabili della bassa padana alla Bologna infestata dalla peste del 1300. Per Barbara Baraldi l’Emilia Romagna è una costante. Credi che ambientare le storie nella tua terra di origine sia un valore aggiunto nel creare l’atmosfera gotica di cui i tuoi romanzi sono permeati?

Ho un amore viscerale per la mia terra – l’Emilia, sì, e l’Italia in generale. È come una dama antica che ha tante storie da raccontare. È come una dark lady che si svela poco a poco se hai voglia di scoprirla. Amo raccontare delle zone che conosco bene, cercare storie sepolte dal tempo, interrogare le nonne che custodiscono misteri e saggezza.
 

 
5) Ho letto del tuo ultimo progetto di insegnare scrittura creativa al liceo Morandi.
Al di là dell’emozione di insegnare nella scuola che anche tu hai frequentato, quali riflessioni o insegnamenti stai traendo da questa esperienza così intima a contatto con i ragazzi?

Se avessi avuto l’opportunità di conoscere un autore ai tempi della scuola, avrei cominciato a scrivere molto prima. Va detto che entrare in contatto con i ragazzi, i loro dubbi e le loro aspirazioni riesce a regalarmi grandi emozioni, sono come universi in espansione!
 

 
6) Cartesio diceva “La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati”. Ho letto che sei un’amante dei classici e che uno dei primi libri ad averti conquistata fu “Dracula” di Bram Stoker. Quale aspetto o valore delle letture classiche della tua gioventù hai portato con te negli anni trasferendolo anche nei tuoi scritti?

Come si dice dalle mie parti, “ci sono rimasta in mezzo” con i classici della letteratura del Romanticismo. I miei migliori amici da adolescente erano Goethe, Stendhal, Allan Poe, Mary Shelley. In seguito, mi sono innamorata della prosa di Marguerite Duras, ho corso nella polvere con John Fante, sono stata in carcere con Edward Bunker, ho tremato con Stephen King e Pennac mi ha fatto conoscere Parigi con occhi diversi. Sono davvero una lettrice onnivora, cerco emozioni, schegge di vita che non possono lasciare indifferenti. Potrei andare avanti all’infinito, ma chiudo citando uno dei miei libri preferiti, “Il signore delle mosche” di William Golding, un capolavoro sulla natura umana che di tanto in tanto sento il bisogno di rileggere.
 

 
7) Noi siamo amanti del genere giallo nordico; conosci il genere? apprezzi qualche autore in modo particolare?

Conosco il giallo scandinavo e, oltre ad aver apprezzato enormemente i libri di Stieg Larsson, ho letto Anne Holt, Camilla Lackberg e Jo Nesbo. Adoro le ambientazioni nordiche, i paesaggi vasti, la quiete apparente di cittadine che nascondono misteri, l’attenzione alla psicologia dei protagonisti.
 
Barbara Baraldi

 A cura di Valeria Martellotti

 

 

Di Barbara Baraldi su thrillernord:

aurora nel buio barbara baraldi

IL LIBRO – Aurora Scalviati era la migliore, fino al giorno di quel conflitto a fuoco, quando quel proiettile ha raggiunto la sua testa. Da allora, la più brava profiler della polizia italiana soffre di un disturbo bipolare che cerca di dominare attraverso i farmaci e le sedute clandestine di una terapia da molti considerata barbara: l’elettroshock. Quando per motivi disciplinari Aurora viene trasferita in una tranquilla cittadina dell’Emilia, si trova di fronte a uno scenario diverso da come lo immaginava. Una donna viene uccisa proprio la notte del suo arrivo, il marito è scomparso e l’assassino ha rapito la loro bambina, Aprile, di nove anni. Su una parete della casa, una scritta tracciata col sangue della vittima: “Tu non farai alcun male”. Aurora è certa che si tratti dell’opera di un killer che ha già ucciso in passato e che quella scritta sia un indizio che può condurre alla bimba, una specie di ultimatum. Ma nessuno la ascolta. Presto Aurora capirà di essere costretta ad agire al di fuori delle regole, perché solo fidandosi del proprio intuito potrà dissipare la coltre di nebbia che avvolge ogni cosa. Solo affrontando i demoni della propria mente potrà salvare la piccola Aprile ed evitare nuove morti…