La prima indagine




DELLE REGINE

DEL GIALLO


Autore: Francesca Campisi

Traduttore: Marie Benedict

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Giallo

Pagine: 347

Anno edizione: 2025


Sinossi. Un mistero indecifrabile. Londra, 1930. Le cinque più grandi scrittrici di gialli si sono unite per formare una società segreta con un unico obiettivo: dimostrare di non essere seconde a nessuno dei loro colleghi maschi nel leggendario Detection Club. Guidato dalla formidabile Dorothy L. Sayers, il gruppo include Agatha Christie, Ngaio Marsh, Margery Allingham e la baronessa Emma Orczy. Si fanno chiamare le Regine del Giallo. Il loro piano? Risolvere un vero caso, quello della morte di May Daniels, una giovane donna inglese trovata strangolata in un parco in Francia. Determinate a far luce sull’omicidio ormai su tutti i giornali, le Regine del Giallo intraprendono la loro indagine, scoprendo che l’unione fa la forza. Ma presto l’assassino prende di mira Dorothy Sayers, minacciando di rivelare un oscuro segreto del suo passato che lei ha sempre fatto di tutto per tenere privato.
Riusciranno le nostre Regine a dare un volto all’assassino e a salvare il segreto di Dorothy? .

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


Il Detection Club, associazione che raggruppa i nomi più noti della letteratura gialla, fu fondato nel 1930 da alcuni tra i più noti scrittori di quella che venne chiamata l’età dell’oro del romanzo giallo e tra loro ci furono anche delle famose scrittrici che, per fama e per vendite, furono anche superiori ai loro colleghi maschi e tra loro spiccano i nomi di Dorothy L. Sayers, Agatha Christie e Emma Orczy.

Anche se il primo presidente fu Gilbert K. Chesterton, il creatore di Padre Brown,  il vero motore dell’associazione fu Dorothy Sayers, famosa per i suoi romanzi che hanno come protagonista Lord Peter Wimsey, uno degli investigatori più raffinati nella storia del romanzo poliziesco.

La Sayers, coltissima scrittrice che tradusse con tante lodi anche la “Divina Commedia” di Dante, è la protagonista del giallo di Marie Benedict “La prima indagine delle Regine del giallo” e racconta in prima persona l’indagine sulla misteriosa sparizione di una ragazza inglese in Francia.

Anche se nella realtà il Detection club non vide mai discriminazioni tra i sessi e solo una necessità narrativa ha portato Marie Benedict a immaginare la resistenza iniziale ad accogliere le donne tra i suoi membri.

Di recente sono stata coinvolta nella fondazione di un circolo chiamato Detection Club” spiega Dorothy alla sue amiche scrittrici, “che si prefigge di riunire i principali scrittori britannici di crime e mystery per promuovere il nostro genere letterario. Tuttavia mi è giunta voce che alcuni membri abbiano esternato una certa riluttanza a incrementare il numero di partecipanti di sesso femminile, oltre le due già presenti, vale a dire me e Agatha.”

Emma Orczy, autrice de “La primula rossa” e dei racconti del “vecchio nell’angolo”, la giallista neozelandese Ngaio Marsh e la giovane Margery Allingham sono le tre scrittrici che aderiscono al gruppo di Dorothy Sayers e Agatha Christie per legittimarsi di fronte agli uomini del Detection Club, dimostrando di essere, se non migliori, almeno abili quanto loro.

“E se risolvessimo un vero caso di omicidio?” Propone la Sayers “Agatha mi guarda perplessa.

“Non vedo che differenza farebbe.”

Gli scrittori si limitano a descrivere il lavoro del detective, a risolvere crimini efferati dalla comodità delle loro scrivanie e poltrone. E se invece ci sporcassimo le mani stanando un vero assassino? A quel punto come potrebbero non riconoscere il nostro illustre valore? Nessuno oserebbe più sminuirci o mettere in discussione la nostra legittima appartenenza al circolo.

Come tutti i grandi giallisti dell’epoca, che hanno utilizzato spunti tratti dalla cronaca nera per i loro lavori più noti, anche le cinque amiche, che si autodefiniscono “Regine del giallo” (Come ci possiamo chiamare”? Chiede Margery. “Cosa ne pensate di Queens of Crime, le Regine del Crimine?”) sono molto attente ai fatti criminosi che avvengono nella vita reale e decidono di investigare sulla misteriosa sparizione di May Daniels, una giovane infermiera scomparsa da un bagno pubblico a Boulogne- sur-Mer che “entrò ai servizi della stazione ferroviaria, la Gare Centrale, dopo una gita in giornata con una collega del Chiswick and Ealing Isolation Hospital… e non ne uscì più”.

La situazione iniziale ricorda da vicino il racconto lungo di Edgar Allan Poe “Il mistero di Marie Roget”, dove l’investigatore Auguste Dupin indaga da casa, solo leggendo i giornali e imbastisce una teoria di grande acume che poi verrà confermata dai fatti successivi ma dopo le prime deduzioni su cosa possa essere successo le “Regine” si imbarcano per la Francia per seguire da vicino le tracce della ragazza e lentamente si accorgono che quello che hanno considerato un gioco o una equazione  da risolvere è una e propria tragedia.

“Com’è cambiata la nostra indagine”, penso. “Intrapresa per dimostrare a certi colleghi del Detection Club di essere alla loro altezza, si è tramutata in un’irrinunciabile ricerca di giustizia.”

Le cinque amiche, sfruttando anche i paradigmi investigativi che usano nelle loro opere e la conoscenza della narrativa gialla, trovano delle fondate ipotesi per risolvere il mistero e capire quale movente sia alla base della tragica sorte dell’infermiera e in questa indagine mettono a nudo le profonde faglie della società britannica, che ritiene le donne “superflue”.

“Donne superflue” è la definizione che la stampa riserva a ragazze come May e Calia. Da un lato la Grande Guerra aveva aperto loro le porte, consentendo di abbracciare mestieri fino a quel momento inaccessibili, ma a conflitto concluso gli stessi posti di lavoro sarebbero stati riassegnati ai soldati, lasciando alle donne la sola scelta del matrimonio: la loro “condizione naturale”.

“La prima indagine delle Regine del giallo” coniuga con bravura una trama gialla di grande interesse a temi che sollevano stimolanti riflessioni sul rapporto tra finzione e realtà, sul potere manipolatorio dei media, che mistificano la vita della povera May, come fecero nella realtà con Agatha Christie, dopo la sparizione dovuta al pessimo rapporto con il primo marito e soprattutto alla condizione femminile nel primo dopoguerra inglese.

Inoltre il libro permette anche di ricordare scrittrici che hanno fatto la storia del genere e che meriterebbero di essere riscoperte come Ngaio Marsh e Margery Allingham, oltre alla stessa Dorothy L. Sayers, autrici di tanti pregevoli gialli.

Marie Benedict è sempre stata attratta dalle vite di donne straordinaria a cui ha dedicato tanti suoi libri, partendo da Hedy Lamarr, “La Diva geniale”, passando per Mitza Maric, “La donna di Einstein”, moglie del premio Nobel per la Fisica, forse più geniale di lui ma svantaggiata dall’essere donna, per finire con Agatha Christie, di cui analizza ne “Il mistero di Agatha Christie” la strana scomparsa che, nel 1926, tenne l’Inghilterra con il fiato sospeso per tre settimane sino al suo ritrovamento in un alberghetto in cui si era rifugiata in seguito a dissapori con il marito.

In tutti questi libri Marie Benedict mette in luce la vera essenza delle donne di cui si occupa con grande empatia e, anche se “La prima indagine delle Regine del giallo” è un romanzo, il suo sguardo verso le cinque protagoniste è sempre improntato verso la massima simpatia per le donne straordinarie che hanno reso più interessante e famoso un genere spesso ritenuto minore.

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Marie Benedict


È un’avvocato con oltre dieci anni di esperienza in due dei più importanti studi legali degli Stati Uniti. Proprio il suo lavoro, che le ha fatto conoscere storie di donne spesso rimaste segrete, ha fatto nascere in lei la passione per la scrittura. Con la Newton Compton ha pubblicato La bibliotecaria di New York insieme a Victoria Christopher Murray e La prima indagine delle Regine del Giallo.