MARINA VISENTIN

Sinossi. Milano, primavera. Il corpo di Guido Andrea Del Corno viene trovato impiccato al Cimitero Monumentale, accanto alla tomba di famiglia. Il giorno prima, un altro cadavere era emerso dal Naviglio Grande: Chicco Luini, ex terrorista rosso con una storia da cancellare. Due morti distanti, due storie all’apparenza senza legami. Ma per la vicequestora Giulia Ferro qualcosa non torna. A spingerla a guardare più a fondo è Vitalo, vecchio militante e amico del padre di Giulia, che insinua un dubbio: Luini e Del Corno si conoscevano. E non sono morti per caso. Seguendo una pista sepolta da decenni, Giulia riapre un caso dimenticato: un rapimento degli anni Settanta, una rete di bugie, un nome che torna a galla. Un uomo scomparso nel nulla… o forse no. Tra indizi contraddittori, silenzi di famiglia e verità che fanno male, Giulia dovrà scavare nel cuore oscuro di Milano – e nel passato di suo padre – per riportare alla luce ciò che molti volevano restasse sepolto. Perché il passato non smette mai di chiedere il conto.
Editore: Laurana Editore
Genere: Thriller
Pagine: 300
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Giusy Ranzini
Con A mani nude, Marina Visentin conferma la sua straordinaria capacità di coniugare il rigore del noir con la profondità del romanzo psicologico e la precisione del racconto storico. Ambientato in una Milano sospesa tra memoria e presente, il libro intreccia indagini, fantasmi del passato e dilemmi morali in una narrazione che cattura sin dalle prime pagine.
La storia si apre con due morti apparentemente distanti: Guido Andrea Del Corno, trovato impiccato accanto alla tomba di famiglia al Cimitero Monumentale, e Chicco Luini, ex terrorista rosso, riemerso senza vita dalle acque del Naviglio Grande.
Due destini diversi, separati da decenni e da mondi sociali opposti, ma uniti da un filo invisibile che la vicequestora Giulia Ferro intuisce immediatamente. È lei il cuore pulsante del romanzo: un personaggio femminile complesso, forte ma attraversato da una fragilità silenziosa, che la rende autentica e vicina al lettore.
Quando Vitalo, vecchio militante e amico del padre di Giulia, insinua il sospetto che Luini e Del Corno si conoscessero, l’indagine assume contorni sempre più personali. Da quel momento, il romanzo diventa un viaggio nelle ombre del passato, tra anni di piombo, segreti familiari e verità scomode che nessuno sembra voler riportare alla luce.
Marina Visentin costruisce un intreccio che mescola la tensione dell’inchiesta poliziesca con la riflessione sulle ferite della memoria collettiva: quelle di un Paese che non ha mai davvero fatto i conti con la propria storia recente.
Lo stile dell’autrice è, come sempre, limpido e incisivo. Ogni frase è cesellata con cura, senza eccessi né compiacimenti. Milano diventa più di uno sfondo: è un personaggio vivo, pulsante, malinconico. Le sue strade, i cortili nascosti, i palazzi eleganti e decadenti raccontano di un’anima duplice, borghese e proletaria, luminosa e oscura al tempo stesso. È una città che custodisce le proprie verità sotto la superficie, come fa il Naviglio che restituisce i segreti solo quando decide lui.
L’indagine di Giulia Ferro non è solo una ricerca di giustizia, ma anche un confronto con la propria eredità personale: il passato del padre, le sue scelte, le ombre che si proiettano sulla sua stessa identità. Marina Visentin, con una sensibilità rara, intreccia il tema della colpa ereditaria e della memoria familiare con quello della giustizia e della verità, mostrando come il confine tra bene e male, giusto e sbagliato, possa diventare labile quando si scava nelle pieghe della storia.
Il ritmo narrativo è calibrato con precisione: teso, ma mai affrettato. L’autrice non cerca il colpo di scena facile, ma costruisce la tensione attraverso la credibilità psicologica dei personaggi e la ricchezza delle atmosfere. Il risultato è un noir di alto livello, dove la suspense si intreccia con la riflessione e il mistero diventa occasione per interrogarsi sulla memoria, la verità e il tempo che non guarisce mai del tutto.
Con A mani nude, Marina Visentin consegna ai lettori un romanzo maturo, intenso e stratificato, che conferma la sua voce come una delle più solide e riconoscibili del noir italiano contemporaneo.
È un libro che parla di giustizia e di redenzione, di padri e di figli, di ferite che non smettono di sanguinare. Ma soprattutto, è un romanzo che ci ricorda come, per affrontare davvero il passato, bisogna avere il coraggio di guardarlo a mani nude.
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Marina Visentin
Marina Visentin è nata a Novara, da oltre trent’anni vive e lavora a Milano. Giornalista e traduttrice, una laurea in filosofia e un passato da copy-writer, ha collaborato con numerose testate scrivendo di cinema. Ha pubblicato saggi sulla storia del cinema, libri di filosofia e costume (Filosofia Finalmente ho capito!, Vallardi, 2007; Raffasofia, Libreria Pienogiorno, 2021), romanzi gialli e noir (Biancaneve, Todaro Editore, 2010; La donna nella pioggia, Piemme, 2017; Cuore di rabbia, Sem, 2021; Gli occhi della notte, Sem, 2023; Aurora, Laurana Editore, 2024).