L’affare delle galline




La prima indagine

di

don Galeazzo e dell’adorabile Agnese

(per non parlare di Vituccio il sagrestano)


Sinossi. Maggio 1556, Salento. Il piccolo paese di Lucugnano è scosso da eventi inspiegabili: tutte le galline della vedova Veneziano vengono trovate morte, accatastate come in un macabro suicidio collettivo; il Cristo affrescato in una cappella si è capovolto nel corso di una notte e la paura del demonio serpeggia tra le stradine assolate. In mezzo a questo caos, arriva l’attesissimo curato, don Galeazzo, con una tonaca prestata dalle suore e una propensione a cacciarsi nei guai. Neanche il tempo di mettere piede in canonica e il giovane arciprete si trova suo malgrado a guidare un’indagine molto poco convenzionale, accompagnato da Vituccio, sacrestano di buonissima volontà e di scarsissimo acume e dalla coraggiosa e ribelle Agnese, domestica dal passato tormentato. Tra processioni, dicerie, giochi di potere e segreti sepolti, questo terzetto di improbabili investigatori dovrà capire dove finisce la superstizione e dove comincia la cattiveria degli uomini, dando vita a un giallo storico avvincente e ricco di umanità, che mescola ironia, misteri e colpi di scena.


Autore: Francesco Greco

Editore: IoScrittore

Genere: Giallo storico

Pagine: 192

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Marina Toniolo 


Nato come progetto a sé stante da una serie di racconti tradizionali salentini il cui protagonista è un prete anticonvenzionale, ‘L’affare delle galline’ è sicuramente un esordio fulminante che mi ha colpita in maniera molto positiva.

Ambientato nella metà del Cinquecento, tra il potere vescovile di Lecce e Bari e l’Inquisizione, narra le prime vicende di don Galeazzo appena uscito dal seminario e subito nominato arciprete nella parrocchia di Lucugnano. Un giovane la cui fede non è stata certo una vocazione e a cui piacciono molto le donne e le burle.

Appena arrivato nel paese è subito apostrofato come ‘papa’ per gli abiti indossati e si trova coinvolto nella morte misteriosa delle galline di una vedova. Tra processioni per scacciare il demonio e affari dei signorotti feudali, Galeazzo con Agnese e Vituccio dà vita a un giallo deduttivo dove scaramucce, colpi di scena e scene esilaranti si susseguono fino alla fine.

Greco è uno scrittore con il dono dell’ironia e ce lo dimostra in ogni pagina alternando momenti serissimi – come l’incontro con il notaio alla lettura di un testamento, ad altri che sono picareschi e che richiamano le avventure di Don Chisciotte.

Trama ben strutturata, stile semplice ma efficace sono i punti forza per gustare appieno le neanche 200 pagine, apprezzando la sagacia di Agnese e l’ingenuità di Vituccio e di Galeazzo investigatore suo malgrado.

È una lettura amena, solo per il gusto di avere tra le mani un giallo che, a partire dal titolo, dimostra che alle volte la forza letteraria sta anche nel riscoprire e riscrivere una tradizione regionale consolidata.

Consigliato? Senza alcun dubbio; era da molto che non mi divertivo così tanto e in modo intelligente.

Acquista su Amazon.it: 

Francesco Greco


è nato a Galatina, in provincia di Lecce, nel 1973. un’esperienza di lavoro lo ha portato a vivere per molti anni lontano dal Salento e dall’Italia, conducendo una vita calma ed equilibrata. Poi sua zia Vania gli ha chiesto di scrivere un romanzo.